Tom Taylor si è affermato negli ultimi anni come uno degli sceneggiatori più freschi e capaci del panorama fumettistico, specialmente in casa DC, con (tra gli altri) Injustice, tratto dall’omonimo videogioco, il quale si è rivelato un fumetto sorprendentemente magnetico ed interessante, e DCeased, zombie story tanto cupa quanto ben scritta. Con Boom! Studios, invece, abbiamo avuto l’occasione di vederlo all’opera principalmente con The Deep, grande successo commerciale trasformato addirittura da Netflix in una serie animata, e Seven Secrets, qui recensito dopo la pubblicazione italiana ad opera di Edizioni BD, che vede ai testi il nostrano Daniele Di Nicuolo, di certo un volto non nuovo per la casa editrice dopo il suo lavoro su Mighty Morphin Power Rangers.

Ciò che salta subito all’occhio, appunto, è il lavoro grafico svolto da Di Nicuolo, che apporta uno stile decisamente dinamico, e cartoonesco con un ottimo character design, capace di rendere la lettura, già di per sé estremamente leggera, ancora più godibile e scorrevole grazie, appunto, alle numerose ed evidenti influenze provenienti dal settore giapponese e dall’animazione europea. Delude, purtroppo, la sceneggiatura di Tom Taylor, la quale, benché accattivante per i neofiti, non presenta guizzi od originalità degni di questo nome. La trama ruota intorno a Caspar, un ragazzo cresciuto dall’Ordine, una setta segreta con lo scopo di proteggere dagli attacchi esterni i Sette Segreti, contenuti in altrettante valigette; dopo la sua assunzione a membro detentore della valigetta, però, il giovane si troverà costretto a far fronte ad un organizzatissimo attacco da parte di un nemico decisamente ben informato sull’Ordine e i suoi membri.

Seven Secrets

Come avete potuto leggere, appunto, non ci troviamo di fronte a niente di particolarmente innovativo o clamoroso: la letteratura, fumettistica e non, fa sfoggio da anni del topos riguardante il novellino (magari dal nobile ma sconosciuto retaggio) che entra a far parte di una società o di un mondo segreto e ignoto ai più con lo scopo di tenere unito il mondo al riparo da eventuali minacce, con le quali avrà immancabilmente a che fare il nostro protagonista. Lo schema, come vediamo, non è dissimile da quello su cui si imperniano numerose opere letterarie e cinematografiche, specialmente dal target young adult: Harry Potter, Kingsman, Una serie di sfortunati eventi, Percy Jackson, My Hero Academia, ma anche opere più mature come l’Hellboy di Guillermo Del Toro e The Manhattan Projects di Jonathan Hickman. Insomma, la sceneggiatura di Seven Secrets si impernia già su un archetipo abbastanza visto nel panorama narrativo, aggiungendo, come se non bastasse, colpi di scena piuttosto telefonati e riuscendo a ravvivare solo parzialmente il tutto grazie al conturbante finale del volume.

Ulteriori versi di disapprovazione e delusione vanno riservati alla caratterizzazione dei personaggi: ad ogni valigetta (anche questo un McGuffin abbastanza riutilizzato in narrativa, basti pensare a Psycho e Pulp Fiction) sono assegnati un Custode ed un Detentore, il che porta già il numero dei personaggi a quattordici, a cui vanno aggiunti il protagonista, i villain e i personaggi di contorno, che fanno lievitare sulla ventina le anime con cui abbiamo a che fare. Inevitabilmente, va a risentirne la caratterizzazione dei personaggi stessi, i quali, salvo rari casi, sono ridotti a rango di macchiette o tratteggiati in modo schematico e fin troppo essenziale.

Seven Secrets

Come detto, benché l’impatto del comparto grafico sia fresco ed interessante, è la sceneggiatura di Taylor a rappresentare la vera e propria delusione del primo trade paperback con cui Edizioni BD ci presenta Seven Secrets: idea poco originale, riutilizzata e riscaldata, personaggi approfonditi a malapena e una storia che funge più che altro da prologo ad un secondo volume che, date le premesse, probabilmente non attirerà una larga fetta di lettori, più che altro incuriositi dal finale, il vero e proprio twist letterario dell’opera, il quale però sembra arrivare decisamente troppo tardi, quando i colpi di scena originariamente concepiti per essere scioccanti e sconvolgenti falliscono tristemente nel loro obiettivo, lasciando presagire al lettore quanto accadrà nelle vignette successive. In conclusione, Seven Secrets si rivela un’idea ancora acerba ed embrionale, che pecca di scarsa originalità nonostante i disegni cartooneschi e l’interessante storytelling di Di Nicuolo.