Sai mantenere un segreto?

Si apre con una semplice domanda Torna, ultima fatica del fumettista Nate Powell portata in Italia da Bao Publishing. Una domanda che ognuno, almeno una volta, si è fatto o ha fatto. Una domanda leitmotiv di film, libri e altri prodotti di intrattenimento, che potrebbe dare l’impressione in chi legge di trovarsi davanti a qualcosa di già visto. Lungo tutte le 272 pagine dell’opera Powell crea una sua storia, con vaghi richiami di Stanger Things, Fargo e un pizzico di Twin Peaks. Eppure il tutto ha una propria identità e, una volta chiuso il volume, la sensazione che si poteva avvertire inizialmente sparisce, spazzata via dalla storia raccontata.

Già la gente pensa che il Sud sia come un’altra nazione. Ma, anche per quelli dell’Arkansas, le Ozark sono remote.

Powell dà delle coordinate ben precise: anni Settanta, altopiano d’Ozark, una zona remota dell’America solcata da ampie sezioni montuose e lontana dal resto del mondo civilizzato. Veniamo catapultati all’interno di una comune hippy, più precisamente nella vita di Haluska e di suo figlio, dei loro rapporti con gli abitanti di Haven Station e di un segreto covato dentro per tanto, forse troppo, tempo. Un segreto ingombrante e sinistro. Un segreto difficile da tenere a bada.

Una delle cose che, senza dubbio colpiscono di più, è come la comunità di Haven Station, nata per allontanarsi volontariamente da un mondo troppo veloce, competitivo e aggressivo, si riveli poi essere una trappola, in cui ognuno è alla mercé dell’altro e tutti sanno tutto di ognuno. La privacy è annientata da un contesto, paradossalmente, quasi claustrofobico. Serbare dentro un segreto risulta un’impresa impossibile, un esercizio di forza da perpetrare con costanza e sacrificio ogni giorno della propria vita. Logorando la propria anima e quella di chi ti sta attorno.

Questo NON è un paese da pettegolezzo… la gente preferisce FICCANASARE. Avidi e instancabili scavatori di segreti. Piuttosto che fare domande dirette, cerchiamo indizi.

La comunità presentata richiama da vicino i piccoli centri, quei paeselli di periferia che sorgono lungo le campagne, dove chiacchiericcio e pettegolezzo ne sono elementi imprescindibili della struttura, più delle chiese ma meno dei bar. Viene da pensare proprio ai centri del Sud, anche del nostro, legati molto spesso a regole sociali uniche e difficili, scolpite nella memoria e nei retaggi consuetudinari tramandati attraverso le generazioni.

I dettagli scompaiono. Mentre si fanno largo i risvolti positivi di ciò che pensiamo di volere. Fino al momento in cui siamo scossi dalla consapevolezza di cosa abbiamo FATTO, di come ci siamo SENTITI, di chi SIAMO.

Questo spaccato umano è frammezzato da piccole punte di suspense, quasi orrorifere, che danno respiro alla storia mostrando tutto il talento dell’autore con l’utilizzo della tavola e del fumetto. Un lavoro preciso, mirato. Un lavoro ragionato e pensato appositamente per massimizzare le emozioni vissute dai protagonisti, che si tratti di Hal o di qualunque altro. Che si tratti di frivolezze o dell’angoscia più cupa.

Alcune parole vanno spese per quanto riguarda il versante grafico. Nate Powell, che non ha bisogno di presentazione alcuna, si conferma un maestro, tanto con l’utilizzo delle immagini che delle parole. Non c’è nulla in più rispetto a ciò che la narrazione richiede: quello che va mostrato e detto si trova esattamente dove dovrebbe stare. Le scelte cromatiche, poi, agevolano quanto detto, con gran parte del volume in bianco e nero e pochissime note di colore, su tutte quelle rosa e gialle.

Sai mantenere un segreto? Ne avrai bisogno?

Particolare nota di merito va all’edizione italiana, per cui BAO ha realizzato appositamente un font basato sulla calligrafia dell’autore, intervenendo manualmente poi con un lettering manuale in scene particolarmente evocative. Un lavoro minuzioso che sottolinea come Torna sia un volume di certo non leggero, non adatto a una lettura da fare sotto il sole cocente estivo mentre si pensa al prossimo bagno. Torna è un fumetto che merita attenzione dalla prima all’ultima pagina. Un’opera che alla fine ripagherà il lettore del suo impegno, sussurrandogli all’orecchio quale sia il prezzo da pagare per le proprie azioni.