Dopo il grande successo di Wandavision, prima vera serie tv canonica del Marvel Cinematic Universe, Panini Comics ha deciso di ripubblicare una delle saghe più rappresentative del personaggio di Scarlet Witch, vale a dire House of M, stavolta ristampata nella collana Must-Have, dedicata, appunto, ai fumetti di casa Marvel che si sono guadagnati l’etichetta di “imperdibili” nel corso degli anni.

Scritta da Brian Michael Bendis e impreziosita dai dinamici disegni di Olivier Coipel, la miniserie si colloca temporalmente dopo gli eventi di Vendicatori Divisi, in cui una Wanda psicologicamente instabile ha ucciso svariati membri dei Vendicatori (o Avengers, che dir si voglia), i quali, preoccupati dai poteri fuori controllo della mutante si riuniscono con gli X-Men per decidere cosa fare con lei.

Le vicende hanno inizio con Scarlet circondata dalla sua famiglia e dai suoi affetti più cari mentre è intenta a dare alla luce una coppia di gemelli: la scena idilliaca viene però interrotta dal professor Xavier, il quale cerca di riportarla alla dura realtà dei fatti, ovvero mostrandole che tutto ciò che la circonda non è altro che frutto della sua fantasia. In tutta risposta, però, dopo gli scambi tra Avengers e X-Men, vediamo l’intero universo Marvel trasportato di colpo in una nuova realtà utopica (o distopica, dipende dai punti di vista) in cui, dopo essersi liberati dal giogo dell’oppressione da parte dell’homo sapiens, i mutanti sono la specie dominante sul pianeta, riducendo i carcerieri a minoranza sociale: i portatori del gene X non sono più costretti a provare vergogna, non sono più additati come origine assoluta dei mali; non ci sono Avengers né X-Men, ogni eroe ha ricevuto in dono, come per miracolo, ciò che più desidera.

Bendis, all’epoca nel suo periodo prime da sceneggiatore, intesse una fitta trama ricca di dialoghi taglienti e botta e risposta cinematografici, dando sfoggio a quella che è probabilmente la sua più grande abilità, ma soprattutto va a creare un interessantissimo universo in cui, ne siamo certi, il lettore più navigato si divertirà a scovare ogni easter egg e ogni riferimento alle vicende dei personaggi coinvolti.  Il novizio, che magari legge per la prima volta House of M proprio grazie a Wandavision, potrà rimanere estasiato da come le carte dell’universo Marvel siano state rimescolate in maniera inedita e ricca d’interesse. L’autore ricorre comunque a stilemi narratologici ben noti, come quello del deus ex machina: Wolverine, infatti, esaudito il desiderio di ricordare il suo passato, funge da canalizzatore per la messa in moto della svolta narrativa della saga, insieme alla giovane mutante Layla Miller, creata per l’occasione, che ha il potere di far ricordare al prossimo il relativo passato, risvegliando così la coscienza collettiva di X-Men e Vendicatori.

Un focus particolare va chiaramente dedicato alla figura di Scarlet, personaggio che proprio grazie a Bendis conobbe nuova vita nei primi anni 2000: la figlia di Magneto viene, infatti, ritratta in House of M in tutta la sua fragilità psicologica, la quale le consente ampiamente di assumere la denominazione di mina vagante, come accade per altri personaggi dai poteri sconsiderati ma dalla personalità estremamente delicata, come Sentry, Hulk e via discorrendo. Lo sceneggiatore fornisce a Wanda, proprio a causa di questa sua pericolosità intrinseca, un ruolo à la Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti, ovvero con poco “minutaggio” (per continuare con il parallelismo cinematografico), ma una presenza costante, a tratti minacciosa. Vediamo infatti Scarlet nel principio dell’opera come potentissima mutante capace di plasmare la realtà, poi, nella nuova utopia mutante, assistiamo ad un ribaltamento totale della situazione, in cui Wanda è la figlia sapiens di Magneto, regnante della Casata di Magnus (particolarmente indicativa è la fisionomia che Olivier Coipel le fornisce quando la Casata si mostra il tutto il suo splendore: un fastoso paramento le copre infatti il volto, come a simboleggiare la mancanza di dignità e la delusione di Magneto nell’avere un comune essere umano come parte della sua famiglia), infine, vediamo Wanda in tutta la sua potenza nel finale dell’opera, in cui si rende protagonista di uno dei momenti più iconici dell’universo Marvel, quel “basta mutanti” pronunciato, quasi sussurrando, da una donna fragile, stanca ed esasperata, un gesto che segnerà profondamente il destino della popolazione mutante negli anni a seguire.

L’edizione Must-Have presentata da Panini Comics, oltre a riproporre la saga in formato cartonato economico e abbordabile, fornisce in appendice una cronistoria degli eventi che hanno preceduto e susseguito House of M, unita a focus editoriali su autori e personaggi decisamente interessanti, sia per i lettori più generalisti che per gli aficionados della Casa delle Idee.