Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica ottenuto con la spettacolare miniserie Mister Miracle, la premiata ditta Tom King e Mitch Gerads tentano di reinterpretare, coadiuvati dal tratto cristallino di Evan “Doc” Shaner, un altro personaggio squisitamente vintage del panorama DC, Adam Strange, protagonista della serie Strange Adventures, di cui Panini Comics ha raccolto i primi sei episodi in un unico volume titolato “I buoni e i cattivi” e pubblicato sotto l’etichetta più matura e autoriale della sezione DC della casa editrice, Black Label.

Come ben sappiamo, Tom King non ama le sfide troppo semplici e scontate: lo dimostrano l’intrigante serie spionistica Grayson, The Omega Men, dal sapore fantapolitico, il thriller familiare Visione, un Batman più uomo e meno eroe, e la già citata lisergica mini con protagonista Mister Miracle. Ebbene, con Strange Adventures, che riprende lo storico titolo della testata con protagonista Adam Strange, lo sceneggiatore crea una splendida opera che trascende i generi sopracitati e l’idea stessa di genere letterario, tanti sono i fattori e gli archetipi, anche metaletterari, che vengono messi in gioco in questo spettacolare mix tra fantascienza e dramma psicologico.

Adam Strange nasce nel 1958 dalla penna di Gardner Fox e dalla matita di Mike Sekowski, i quali, fortemente influenzati dalla fantascienza del primo novecento, in particolar modo dai romanzi con protagonista John Carter di Edgar Rice Burroughs, immaginano l’archeologo protagonista trasportato dai misteriosi raggi Zeta sul pianeta Rann, dove si innamora della bellissima Alanna, figlia del regnante del luogo. L’autore di Washington, partendo dalla base posta in essere dai creatori, decide però di discostarsi parzialmente dall’ambientazione cosmica e dalla fantascienza nuda e cruda di cui Adam Strange si è ammantato nel corso della sua storia editoriale, privilegiando l’introspezione e l’analisi della componente umana del personaggio. L’eroe dei due mondi viene infatti messo al centro di un’intricata ragnatela di calunnie nella quale lo stesso lettore fa fatica a discernere la verità dalla menzogna: durante la presentazione della sua autobiografia, denominata, appunto, Strange Adventures, Adam viene fatto partecipe dell’uccisione di un suo strenuo detrattore, con i sospetti che, ovviamente, vergono verso l’eroe, il quale avrà bisogno del supporto della fedele Alanna e di svariati personaggi dell’universo DC (tra cui un sorprendente Mister Terrific a tutto tondo, che sembra aver tratto particolarmente giovamento dalla cura King), per scagionarsi dalle accuse e provare la sua verità come effettiva.

La verità, per l’appunto, sembra essere il fulcro dell’epopea del trio King-Gerads-Shaner, nella quale possiamo scorgere una critica arguta e neanche troppo velata al sistema giornalistico e dei mass media più in generale, capace di pilotare l’opinione pubblica verso una determinata idea, anche a prescindere dell’effettivo corso degli eventi, a tal punto da minare la serenità di quello che era considerato a tutti gli effetti un eroe senza macchia e impedirgli, di conseguenza, di ricostruire la reputazione che gli spetterebbe di diritto. Strange Adventures è un’epopea cosmica disegnata con tratto pulito e dai colori vivaci da Evan Shaner, un fumetto anni ’50 arioso e divertente, dalle tinte pop, ma è anche, allo stesso tempo, il dramma di un uomo che continua a perdere ogni cosa, narrato dal tratteggio sporco e dalle tinte fosche di Mitch Gerads, che riflettono le enormi difficoltà della vita di Adam, costretto a mettersi in gioco per provare la sua innocenza e restituire a se stesso e al mondo intero l’immagine dell’eroismo, altro tema cardine dell’opera.

A unire i due disegnatori in questa grande opera decostruttivista troviamo Tom King, appunto, che fa del dialogo realistico e dell’umanità dei personaggi i suoi punti di forza, narrando, tramite l’ausilio di due diverse linee temporali nelle quali i disegnatori sopracitati fanno sfoggio della loro abilità, l’evoluzione del protagonista e dei comprimari di lusso: Adam Strange, archeologo e avventuriero, ma anche uomo fragile e spaventato: Alanna, eroina e dama di corte, ma anche donna coscienziosa e brutalmente onesta; Mister Terrific, genio ed eroe, ma anche insospettabile emblema della malinconia. Tom King riesce a cogliere perfettamente in Strange Adventures l’essenza schroedingeriana della vita, trasformando personaggi all’apparenza bidimensionali e privi di mordente letterario in vere e proprie persone, esseri viventi complessi, ricchi di umanità e di humanitas, particolarmente evidente nel confronto tra il pianeta Rann e la popolazione dei Pykkt.

Ciò che nasce dalla penna di King e da matite e inchiostri di Gerads e Shaner è quindi un incredibile calderone di vita in cui si incontrano politica, emozioni, introspezione, avventura, divertimento e, soprattutto, grande fumetto, sia sotto l’ottica del comparto grafico che dal punto di vista dell’incredibile sceneggiatura, un primo volume che, oltre ad essere perfettamente leggibile anche dai profani del personaggio, lascia, ovviamente, grande hype nel lettore per la conclusione della serie, nella quale si dipaneranno i misteri che attanagliano lo stomaco del lettore e la vita di Adam Strange.