Come da un po’ di tempo a questa parte, anche quest’anno mi sono ripromesso di seguire passo passo la vicenda degli Oscar. E questo, ovviamente, vuol dire vedersi tutti i film più quotati per le candidature e farmi il mio parere personale prima di essere influenzato dai grandi critici (e dal voto popolare).

La 93esima cerimonia degli Academy Awards – in parole povere, “la notte degli Oscar” – quest’anno è stata spostata di ben due mesi dall’Academy a causa di tutti i ritardi che la pandemia da Covid-19 ha causato (e sta causando) sul mondo del cinema. La data ufficiale è fissata per ora al 25 Aprile 2021, quindi la strada è ancora lunga e tanto è il tempo a disposizione per farsi un’idea sui concorrenti.

Ebbene, se le sale cinematografiche ad oggi risultano ancora chiuse in gran parte del globo (tra cui in Italia, sigh), risulta chiaro come stavolta la gara si giocherà su tutt’altro terreno: il mondo delle piattaforme streaming. E come era prevedibile, uno dei grandi nomi che non poteva mancare è certamente quello di Netflix. Dapprima è arrivato Il Processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin, poi uno dei grandi favoriti, il Mank di David Fincher, seguito dal musicale Ma Rainey’s Black Bottom di George C. Wolfe con il compianto Chadwick Boseman e, dal 7 Gennaio, anche da drammatico Pieces of a Woman, di Kornél Mundruczó.

Pieces of a Woman: spiegazione e significato del film – Cinematographe.it

Presentato in anteprima il 4 settembre alla 77a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la pellicola del regista ungherese si è aggiudicata ben due premi, la Coppa Volpi per Miglior Attrice protagonista per la giovane Vanessa Kirby e l’Arca CinemaGiovani Award come Miglior Film. Da lì, Pieces of a Woman si è conquistato ben 20 nomination in almeno 11 festival.

Risulta chiaro come la strada per gli Oscar sia ormai segnata.

Il film di Mundruczó è scritto da Kata Wéber¸ nome che compare frequentemente nella filmografia del regista, e vede tra i produttori esecutivi due nomi non proprio da poco. Stiamo parlando di Sam Levinson, l’uomo dietro Assassination Nation, la serie Euphoria e il titolo in arrivo sempre per Netflix – e probabilmente diretto avversario nella corsa agli Oscar – Malcolm & Marie, e Martin Scorsese.

Pieces of a Woman è il ritratto, come dice il titolo stesso, di una donna frammentata. È un’analisi cupa e struggente della maternità e del lutto, alla ricerca di un colpevole di fronte a qualcosa di troppo doloroso da accettare.

La storia è quella di Martha Weiss e del compagno Sean Carson, interpretati dall’acclamata Kirby e da Shia LaBeouf, che, in un drammatico parto in casa, perdono la loro prima figlia. A seguito della tragedia, la coppia comincia a sgretolarsi, affondando sempre più nelle profondità del lutto.

Forse tra le scene più forti del film vi è proprio quel piano sequenza lungo 25 minuti che precede il titolo. Mundruczó decide di aprire con il botto, piazzando lo spettatore nella stessa stanza dei due compagni e facendogli vivere con loro il drammatico ed agonizzante parto in tempo reale. La telecamera scorre prima su Martha, poi su Sean e infine sull’ostetrica in un movimento vorticoso, ma pacato che ci toglie il fiato a tratti e ci fa respirare in altri, come nella bellissima immagine dell’abbraccio nella vasca. Proprio questo momento delicato ed intriso di dolcezza – forse l’unico dell’intera pellicola – è stato scelto per il poster ufficiale del film.

Pieces of a Woman - Film (2020) - MYmovies.it

Ed ancora, nell’attimo in cui i due si stringono entra in scena l’altra grande protagonista di questo dramma: la musica. Non appena ho sentito le prime note di organo, seguite da una timida chitarra elettrica dal suono pulito, mi sono ritrovato con la pelle d’oca. Già a partire dalla canzone “Untitled n.3” dei Sigur Ròs, il regista ci fa capire l’intenzione del film. Ed quando ho letto chi si è occupato della colonna sonora ho capito perché fosse così bella. Stiamo parlando di Howard Shore e tra i suoi dieci brani più popolari su Spotify ci sono “Concerning Hobbits”, “The Breaking of the Fellowship” e il resto della colonna sonora che gli è valsa ben tre premi Oscar: quella de Il Signore degli Anelli.

In Pieces of a Woman, Shore fa di nuovo la sua magia, anche se con strumenti molto diversi da quelli usati nella trilogia di Peter Jackson. Stavolta, infatti, il musicista abbandona le atmosfere epiche de la Terra di Mezzo per cogliere la corda più intima e fragile di questo film con un suono più classico di pianoforte o qualche tappeto di sintetizzatori, qualche fiato ogni tanto e gli immancabili archi, in uno stile quasi nostalgico che alle volte ricorda Thomas Newmann. Mundruczó sa di avere tra le mani un fuoriclasse e lo usa perfettamente, alternando la sua musica mai invadente a dei lunghi e solenni silenzi. Ed il tutto è semplicemente perfetto! Non sorprenderebbe di vedere il nome di Howard Shore tra i candidati come Miglior Colonna Sonora originale agli Academy!

Il dramma colpisce, forte come un martello sulla testa e una freccia sul cuore, lasciandoci storditi e spezzati come la stessa protagonista. Vanessa Kirby è veramente sorprendente, nei suoi eccessi di ira come nei suoi silenzi o nelle espressioni contrite e devastate, portandoci la rappresentazione di una donna schiacciata dal dolore e abbandonata ad una freddezza dalla quale sembra non esserci via d’uscita. “Devi andare avanti!”, le dice la madre, interpretata da una bravissima Ellen Burstyn, e con un monologo dalla voce spezzata le spiega che l’unico modo è reagire e sfidare a testa alta il mondo, cercando il colpevole e facendogliela pagare.

Pieces of a Woman' Star Vanessa Kirby on Illuminating Miscarriage - Variety

Ma questa non è Martha Weiss. La sua storia non è quella di una donna che tenta di ribellarsi al sistema a fuoco e fiamme. Non tenta di distruggere, ma di costruire. RIcostruire. O forse semplicemente rinascere, cercando un calore che la faccia uscire dal gelo opprimente nel quale lei e il suo compagno sono precipitati. Ma mentre il personaggio di Shia LaBeouf cede ad uno spirito auto(ed etero)distruttivo, quello della Kirby resta come paralizzato (o forse ibernato).

E forse non è un caso che il film inizi in autunno per poi sfociare in un cupo inverno. Con una fotografia sempre incline ai colori caldi – tra i quali spiccano il giallo ed il rosso – Mundruczó vaga spesso su scenari innevati che ci descrivono potenti la situazione della protagonista. L’unica speranza resta nel seme di una mela.

Nel complesso, Pieces of a Woman è la rappresentazione del lutto e dello scontro dei due moti rivoluzionari che si generano: l’impeto furioso di chi grida e distrugge, come Sean o la madre, e il sussurro possente di chi, come Martha, cerca se stesso e gli altri nel calore di un rapporto. Un calore in grado di riscaldare il terreno fertile e lasciarlo fiorire.

Come un melo in estate.