Satellite Sam

saldaPress: Satellite Sam Vol.1 – Stile e Caos | Recensione

La guerra è finita. Gli Stati Uniti hanno trionfato. Per la prima volta da una generazione, la gente ha disponibilità di denaro. La gente compra. La gente spende. La gente costruisce. L’edilizia, l’industria e la classe media esplodono.
Alla fine della guerra, c’erano 7.000 apparecchi televisivi in tutto il Paese.
Cinque anni dopo, ce n’erano più di cinque milioni.

Con queste parole si apre Satellite Sam, calandoci subito nell’affascinante setting storico e sociale che Matt Fraction ha scelto di raccontarci in questo volume edito da saldaPress. Satellite Sam ci porta nell’America nel secondo dopoguerra, un paese con audaci ed arroganti sogni di prosperità, in cui ognuno sente di potercela fare, in cui si respira un’aria quasi magica. Ma, sotto la facciata, troviamo un popolo pieno di contraddizioni, pieno di segreti troppo sporchi per vedere la luce del sole, schiavo di perversioni e vizi che sputano in faccia all’American Way of Life, la stessa dottrina sulla quale, per ipocrisia o per paura, si sceglie di basare la propria immagine pubblica. Nasce quindi una paranoia totale per i nostri vicini, i nostri colleghi e, perché no, per i nostri figli. Chiunque a modo suo, infrange le regole, ma come si reagisce se non con rabbia a chi trasgredisce apertamente? Cosa succede a chi flirta con una persona del suo stesso sesso? Cosa succede se malauguratamente qualcuno abbraccia un’ideologia un po’ troppo “rossa“?

E, in questo contesto così moralmente grigio, è normale che si instauri una feroce e stressante corsa al successo. Parlando di televisioni, migliaia di emittenti da New York a Los Angeles si agitano e si dannano per la conquista delle frequenze. E sì, se nel mucchio c’è ancora qualcuno che sta agendo guidato dalla passione, la tendenza prevalente è quella di aspirare ad una ricchezza abbondante e repentina. E’ di certo il caso di LeMonde, piccola emittente che è riuscita a ritagliarsi un discreto spazio sulla scena newyorkese grazie al suo programma di punta: Satellite Sam, una delle tante produzioni fantascientifiche a basso costo tipiche di quegli anni. Tutto sembra filare per il meglio, ognuno ha grandi speranze per la crescita di LeMonde. Poi, l’irreparabile: Carlyle White, creatore e star di Satellite Sam, viene ritrovato senza vita nel suo appartamento. Un trauma per alcuni, un fastidioso intoppo per altri. E, lentamente ma inesorabilmente, le crepe di LeMonde cominciano da allargarsi.

Satellite Sam

Insomma, questo primo volume, arrivato nelle nostre fumetterie in un bellissimo formato cartonato ornato dalla stupenda copertina di Howard Chaykin, parte con una premessa forte ed intrigante che mi ha fatto prendere volentieri in mano il volume, facendomi sfogliare con curiosità le sue 144 pagine. Questo stesso entusiasmo si è mantenuto per tutta la lettura? Beh… no, non proprio. Partiamo da una cosa che vale la pena precisare fin da subito: questo primo volume ha proprio il sapore dell’inizio di qualcosa. Chiamiamolo un “antipasto“, e non uno particolarmente ricco: si capisce che c’è una trama fitta in partenza ma, in sostanza, in questo centinaio di pagine viene solamente esplorato ciò che ho riassunto nel paragrafo precedente. Ovvio, la trama fa i suoi primi, indecisi passi mettendo in moto l’indagine di Michael White, figlio di Carlyle chiamato a sostituire il padre nello show ma allo stesso tempo troppo triste e troppo sbronzo per avere qualche sembianza di controllo della situazione. Tuttavia, Michael è solo una piccola pedina in un’opera che vuole tanto sapere di kolossal. Veniamo gettati in un caotico ensemble di personaggi, presentati forse nel modo più questionabile: uno slideshow nella prima pagina in cui, in breve, ci vengono dati nome, occupazione e ruolo all’interno di LeMonde di tutto il cast. Pertanto, in questo volume, non passiamo abbastanza tempo con loro da imparare a (ri)conoscerli. Ci viene richiesto lo sforzo di sapere tutto di loro già dalla seconda pagina, prima di essere catapultati nel loro mondo frenetico, esplorato con costanti salti temporali e spaziali, un mondo in cui ognuno grida sopra all’altro, in cui succedono mille cose in contemporanea e in cui nessuno sembra avere la giusta dose di respiro. In breve, un’esperienza di lettura piuttosto opprimente che mi ha costretto a rileggere tavole già superate e a tornare costantemente alla prima pagina nel vano sforzo di capire chi stesse dicendo cosa e perché. Il caos regna sovrano in LeMonde, e questo primo volume di Satellite Sam metterà a dura prova chi vuole affrontare una lettura decisamente meno impegnativa.

La frenesia della trama si riflette anche nei disegni di Chaykin, caratterizzati da tratti ruvidi e frettolosi, che dipingono personaggi stanchi, stralunati e generalmente vittime di una vita che, nonostante tutto, non li sta soddisfacendo a pieno. Satellite Sam è un fumetto piuttosto stiloso, grazie all’elegante ed accattivante bianco e nero. Di certo uno stile così preciso e studiato avrebbe potuto brillare a pieno con una trama più focalizzata e accogliente, che fosse riuscita a trascinare a pieno il lettore nel suo mondo, facendolo perdere nelle sue tavole più torbide e sexy.

Satellite Sam è tante cose. Forse il suo più grande problema è voler essere troppe cose. Questo primo volume le getta tutte sul piatto senza un ordine preciso, saltando costantemente di palo in frasca. L’intento, più che di raccontare una storia, sembra quello di dipingere un preciso contesto. Che la trama riesca a focalizzarsi procedendo più ordinata nei prossimi volumi? Che la deliberata lentezza di questo incipit riesca a rendere i capitoli successivi più interessanti e coinvolgenti?

Ho la risposta a queste domande? No.
Sono abbastanza incuriosito da preoccuparmene? Di nuovo, no.

Mite ragazzo di classe ‘96, appassionato di lunga data di gaming, si dimostra un precursore quando, nel lontano 2000, viene trovato a strisciare le carte di credito dei genitori sulla PsOne per comprare un migliaio di gemme su Spyro 2. A questo incontrastato e patologico amore per le microtransazioni, si affianca l’amore per il cinema d’autore. In nome di questa passione, si imbarca in un viaggio mistico fra India, Nilo e Miami alla ricerca della vera essenza dei Cinepanettoni: è qui che, ispirato dalle note di Scatman, decide che la missione della sua vita sarà quella di scrivere il film che riunirà Boldi e De Sica. Fino ad allora, l’entusiasmo del lavoro in Fr4med sarà solo la maschera che nasconde il profondo trauma per questa atroce separazione. AGGIORNAMENTO: Dopo la spontanea riappacificazione di Boldi e De Sica, vive una profonda crisi mistico-spirituale. Arriva quindi a definirsi “profeta”, abbracciando lo stile di vita da eremita. Se lo cercate, lo troverete in una remota grotta, mentre si nutre solo di muschio e condensa ed estorcendo la modica cifra di 500€ ad ogni visitatore per delle infondate e truffaldine previsioni del Superenalotto.