Nasce “Moleste”, il collettivo che si batte per la parità di genere nel mondo del fumetto

Negli scorsi mesi, sono emersi sempre più casi riguardanti abusi commessi all’interno del mondo del fumetto. Recentemente, oltreoceano, è nato SoManyOfUs.com, il sito web che raccoglie le testimonianze delle donne molestate da Warren Ellis; diverse giornaliste ed autrici hanno dichiarato che il celebre sceneggiatore ha usato la sua posizione per esercitare grooming e violenza. Come è intuibile, non vi è bisogno di arrivare negli Stati Uniti: queste episodi accadono anche nel nostro Paese, di continuo.

Adesso, nasce Moleste.org, un collettivo per la parità di genere nell’industria del fumetto. La pagina web parla a nome di tutte le donne che attualmente lavorano o vorrebbero lavorare nel mondo della nona arte. Il collettivo è aperto a tutte coloro che vogliono farsi rispettare come professioniste o potenziali tali.

Vogliamo essere giudicate come artiste, non come donne.
Non siamo obbligate ad accettare un invito a cena per parlare del nostro lavoro.
Non siamo tenute ad andare a casa di nessuno per mostrare il nostro portfolio.

moleste

L’obiettivo, come si legge nello spazio dedicato al Manifesto, è quello di combattere i comportamenti abusanti, mortificanti e tossici presenti nel mondo del fumetto. Oltre alle dirette interessate, Moleste pensa anche a tutti coloro che osservano da esterni queste situazioni, invitando le persone che assistono a questo tipo di comportamenti a non fare finta di nulla, fingendo di non vedere, bensì di offrire ascolto alla collega in difficoltà, ma non solo.  Il discorso è ampio ed abbraccia ogni possibile luogo dove possono essere messi in atto abusi di ogni genere, a partire dalle case editrici, passando per le scuole del fumetto fino a convention e fiere.

Questa è una situazione reale, più di quanto si possa immaginare. Ogni testimonianza, ogni condivisione, ogni supporto, è un piccolo ma grande passo in più per porre fine agli abusi.

Fonte:  Moleste

Sarcastica, ironica e cinica, nasce nel 1995. Non essendo mai stata brava a parlare di sé, preferisce che siano i fatti a farlo. In tenera età viene catapultata nel mondo dei videogames e da allora non ne è più uscita. Ha una piccola (si fa per dire) passione per la programmazione, la fotografia e la musica rock. Il suo punto debole sono i bulldog ed i paesi nordici.