Godzilla

saldaPress: Godzilla #1 – Di gangster, mostri e quello che poteva essere | Recensione

Il 29 ottobre debutterà Godzilla #1, volume edito da Saldapress che andrà ad espandere l’universo del Re dei mostri. Prima di parlarvene, però, ecco alcune note tecniche sull’albo: si tratterà di uno spillato di 48 pagine, completamente a colori e arricchito da diversi editoriali e rubriche che rimpolpano il volume. Il prezzo è di 3,90 euro, e questo, a detta di chi scrive, è un gran punto di forza per la proposta. Far arrivare nelle mani di tutti un bestione nucleare atomico super incazzato non è certo opera da poco.

 
Entrando nel merito della storia, Godzilla #1 propone una prima parte della mini saga Giganti e Gangster, apparsa originariamente nel 2011, scritta da John Layman, per i disegni di Alberto Ponticelli e i colori di Jay Foots. Il tutto ruota attorno all’agente Sato, un uomo la cui carriera lavorativa, e la stessa vita, sono state rovinate dal boss mafioso Takahashi. E sin qua, nulla di nuovo dal fronte occidentale ( o forse sarebbe meglio dire orientale). 

La vicenda evolve, invece, nel momento esatto in cui Sato entra in contatto con l’Isola dei Mostri, incontrando i grandi kaijū che tanto stanno riprendendo piede anche al cinema, come Godzilla stesso o Mothra. Ed è proprio quest’ultimo che diventa “spalla” di Sato, aiutandolo, volente o nolente, nella sua personale vendetta contro il boss. 

Due sono gli aspetti principali di questa storia: il primo è che Godzilla rimane un personaggio di “contorno”, che si vede in poche tavole e di cui solo ogni tanto si parla all’interno del fumetto, il secondo, invece, è come stavolta siano le vicende umane le reali protagoniste del racconto. Un racconto che, però, soffre pesantemente di essere la prima parte di una storia più ampia (anche se non troppo) e che fa da pretesto alla comparsa dei kaijū, e alla conseguente distruzione che portano con sé. In Godzilla #1 assistiamo a come questo debutto sia penalizzato dal fatto che tutti “gli spiegoni” o gli “ecco, cosa è successo poco prima”, necessari a costruite l’architrave di Giganti e Gangster, siano piazzati fin da subito, in modo di non ritrovarseli tra i piedi più tardi, quando sarà soltanto l’azione (e la distruzione) sfrenata a farla da padrone. Una scelta che poteva essere ponderata forse meglio, che rallenta la storia e prende troppo per mano chi legge.

Sul comporto grafico i disegni di Ponticelli risultano funzionali alla storia, mettendosi a disposizione della narrazione e rendendo il prodotto finale facilmente leggibile e fruibile, nonostante uno stile più marcatamente action, forse, sarebbe stato più adatto. E questo salta all’occhio con i colori così accesi di Foots, così “aperti”, come direbbe Duccio Patané e non totalmente amalgamanti ad un tratto che predilige altre vie cromatiche.

Saldapress confeziona, comunque, un buon prodotto dal punto di vista dell’oggetto in sé, ponendo la solita cura e attenzione in ogni prodotto, operando anche un’ottimo lavoro di traduzione del materiale originale. 

Peccato per il risultato finale, perché da voler accompagnare la lettura con Biotech is Godzilla e i fratelli Cavalera, siamo passati ai più scialbi Dream Theater senza Mike Portnoy.

Nasce in quel di Cagliari il 23 luglio 1992. Legge fumetti da quando ha memoria e frequenta per due anni, 2014 e 2015, il Corso di Fumetto tenuto dal Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Nel 2015 partecipa al contest tenuto dal sito Verticalismi, Pilot, con le prime tavole della sua personalissima storia, The Badness, che lo vede come sceneggiatore e ideatore. Dal 2016 entra a far parte dell'Associazione Culturale Chine Vaganti e nel 2018 è scelto tra i 10 vincitori del concorso A caccia di storie indetto da Lucca Crea, Book on a Tree e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Sempre nello stesso anno, esce il suo fumetto autoprodotto Acluofobia - Nel Buio, in veste di sceneggiatore. In tutto questo popò di tempo, comunque, continua a trovare il tempo per leggere, nonostante si voglia così male da laurearsi in Giurisprudenza.