saldaPress: Il Nuovo Mondo – (le) Forme (d)e(i) Sentimenti | Recensione

Big goals, big ambitious goals
Big talk,talking till I fold
Big wind talking through torrential love
But it can’t hold us down anymore
-Lou Reed, Big Sky

Amore.

Questo racconta Aleš Kot.

Questo illustra Tradd Moore.

L’amore, la più grande forma di ribellione.

La ribellione in (e ad) un modo decaduto in cui le luci delle telecamere tengono a bada masse che bramano sangue e morte, giustizia sommaria, spettacolare, mostrata pedissequamente, esecuzione dopo esecuzione.

Nel luglio del 2018 Aleš Kot iniziava a raccontare di un’America tanto -temporalmente- distante quanto -drammaticamente- attuale. Quasi due anni dopo saldaPress porta quello stesso titolo in Italia, con una storia ancor più calzante e risonante oggi di quanto non lo fosse ieri. Kot è una delle grandi promesse del fumetto mainstream, promessa che, ormai, sta diventando vera e propria certezza grazie alla qualità dei lavori proposti, distinti da una capacità narrativa, costruttiva e critica di cui la nona arte ha sempre profondo bisogno. “Il Nuovo Mondo” è l’ennesimo tassello nel manifesto di Kot, nella sua visione del mondo, un mondo sempre più totalitarista ed autoritaristico, a cui si può rispondere solo con la ribellione, con la fuga… con l’amore.

L’America di Kot è un paese che, trovatosi a capitolare sotto il sempreverde terrore atomico, è dovuto rinascere dalle proprie ceneri, in un esplosione di colore -come Tradd Moore ci mostra- che sembra delineare in maniera ancora più netta rispetto al passato la disuguaglianza e l’ordinaria contraddizione della società statunitense.

Il vero amore è consentire a molti di beneficiare dell’abuso di pochi.

Il sogno americano sembra essersi avverato, non resta che ammirarlo. Divisione e paura. Terrore che porta alla costruzione di mura, mentali e fisiche. Uno stato di polizia è l’unica risposta, o almeno la più logica in una visione che punta all’assoggettamento ed al controllo. In questo mondo Stella e Kirby nascono e crescono, agli antipodi di quella stessa società di cui sono figli, incarnando perfettamente l’uno l’opposto dell’altro.

Stella Maris, poliziotta e star indiscussa del reality show preferito d’America, “I Guardiani, incarna quello stesso stato di polizia, che, con uno scopo tanto catartico quanto ludico, vive sotto i riflettori, mostrando ogni arresto effettuato sul suolo della Nuova California. La polizia, attraverso questo stesso macabro spettacolo, diviene giudice e boia, col pubblico da casa a fare da giuria, decidendo della vita e -molto più spesso- della morte di chi finisce nel mirino delle forze armate. Eppure, almeno per Stella, che segue il suo istinto e la sua morale scegliendo di porsi in contrasto al volere di tutti, c’è possibilità di redenzione, di salvezza.

Spacca lo Stato di Polizia.

L’unica reazione possibile è, quindi, la guerriglia. Una guerriglia (radio) che Kirby Miyazaki -se non fossero già abbastanza chiari gli intenti del personaggio- è intenzionato a lottare, con tutti i mezzi (non letali) a propria disposizione. Hacker professionista, vegano e straight-edge, troppo hipster anche per una futuristica e distopica visione del domani, Kirby combatte le sue battaglie, coscio del mondo che lo circonda e dello Stato che tiranneggia. Un padre veterano, totalmente liberale è l’ultimo tassello che compone il background del giovane, oltre a qualche scheletro ben nascosto.

Due mondi distanti, due visioni opposte della vita e della società, le quali, nonostante tutto, finiscono con l’attrarsi, cercandosi, trovandosi ed unendosi -in una delle sequenze più belle che possiate trovare quest’anno in un fumetto mainstream, narrativamente e visivamente-. Una storia nella storia, che esplode nella passione del singolo attimo, sfociando nel più sconosciuto dei sentimenti in un mondo desensibilizzato dall'”ultraviolenza” della TV Vérité: l’amore.

Novelli Montecchi e Capuleti, nelle peripezie di Stella e Kirby riecheggia il verbo shakesperiano che narra un amore proibito da famiglia e società. L’amore che rompe gli schemi e getta nel caos, soverchiando anche il più capitalistico dei sistemi. In un una manciata di pagine “Il Nuovo Mondo” muta, diventando una forsennata e strampalata fuga verso il confine, che porterà alla scoperta di enormi verità.

A-ha-ha! Ever get the feeling you’ve been cheated?

Il repentino avvicinamento tra i giovani rappresenta un vero e proprio corto circuito, minando le basi della pantagruelica macchina dell’odio e della menzogna su cui la Nuova California è stata costruita. Il corteggiamento è goffo e maldestro, i due seguono un ballo che non conoscono, finendo col calpestarsi a vicenda, in un turbinio di semplice tenerezza. Guardare questo strano rapporto nascere d’impulso e, solo dopo, sommessamente, emergere dalla singolarità restituisce quello stupore esclusivamente figlio dell’amore. Kot racconta il sentimento, senza mai distaccarsi dai toni eccessivi su cui il titolo si assesta, risultando, tuttavia, sempre coerente.

In una rapidissima cavalcata, dall’attidudine punk, i due ragazzi riescono a svelare quale castello di carte sia lo stato fascista che vuole le loro teste, con la stessa consapevolezza e rabbia di un Johnny Rotten al termine di No Fun in quel della Winterland Arena. Il loro viaggio finisce in modo repentino, portando con sé una nuova cognizione e desideri differenti; qualsiasi sia la scelta di entrambi, che si tratti di combattere contro lo Stato o fuggire lontano verso un nuovo inizio, i due giovani potranno seguirla con una consapevolezza nuova.

Il Nuovo Mondo” è un lavoro denso, che appassiona per tematiche e costruzione, riuscendo a far altrettanto breccia grazie ad un comparto grafico maiuscolo, firmato da un Tradd Moore scatenato. Moore illustra le forme dei sentimenti, dando completamente sfogo al dinamismo ed alla vena pop che lo ha reso uno dei nomi più importanti nell’attuale panorama fumettistico. Il disegnatore americano distrugge ogni schema e, allo stesso tempo, propone una meccanicità di linee e segni che sembrano essere la perfetta espressione di quella visione irreale, filtrata e patinata che i media danno della realtà. I pattern ossessivamente ripetuti con fare quasi robotico e mano asettica si pongono in contrasto con le linee sinuose, quasi eteree, e le esplosioni di dinamicità e colore che invece accompagnano i momenti più umani ed intimi. Moore brilla nell’espressività e nella riconoscibilità dei volti, bellissimi e identificabili al primo colpo d’occhio. I visi ed i dettagli degli stessi, da una cicatrice ad un diastema dentale, divengono un mezzo fondamentale per narrare e far giungere l’essenza stessa del personaggio, che, in una realtà così distorta, si annida proprio in quelle piccole “imperfezioni“.

Il Nuovo Mondo” di Aleš Kot e Tradd Moore è un libro importante. Un libro che ha da dire tanto dei tempi in cui viviamo, pur proponendo il tipico viaggio dell’eroe. Kot dichiara i propri intenti ancora una volta e lo fa attraverso la tremenda bellezza di un mondo dai colori piatti che Heather Moore rende vivo grazie alle sue tinte. Ed anche saldaPress sottolinea l’importanza di questo libro con una cura editoriale che ha del maniacale, quasi quanto i pattern di Moore. Il volume si presenta come un cartonato solido, dal lettering ottimo, con un’occhio di riguardo ai dettagli, come si può notare dagli effetti in rilievo applicati alla cover ed alla quarta di copertina -ma anche dalla grammatura scelta-. Un volume che si pone un po’ come summa di ciò che la saldaPress rappresenta al momento, sia sotto il punto di vista qualitativo delle storie proposte che sotto quello produttivo.

Chapeau.

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.