Ennis

saldaPress: le Storie di Guerra di Garth Ennis – 1945, Giappone/Inghilterra | Recensione

Il sesto volume de Le Storie di Guerra di Garth Ennis, disegnato interamente da Tomas Aira, è l’ultimo tomo edito da saldaPress che raccoglie, stavolta, due racconti del fumettista britannico molto differenti per atmosfere, location e temi trattati.

Il primo di questi, dal titolo Tokyo Club, si svolge sull’isola di Iwo Jima, al largo del Giappone, e prende piede successivamente ai fatti storici della celebre, purtroppo, Battaglia di Iwo Jima. La storia viene raccontata grazie ai pensieri e alle riflessioni dell’ufficiale medico Robert Pugh, un uomo attento sia al versante fisico dei soldati che al lato più privato e sensibile degli stessi, provati giorno dopo giorno dall’orrore della Guerra. Durante tutta la lettura della storia i pensieri di Pugh commentano, e quasi si impietosiscono, mentre raccontano le giornate degli altri commilitoni, obbligati ad intraprendere missioni a dir poco suicide.

Grazie al punto di vista di Pugh, ci vengono presentate la vita e le difficoltà sul campo dei soldati Abbott, Palmer e Willis che, come molti altri, dovranno scortare i bombardieri lungo i chilometri che distanziano Iwo Jima da Tokyo. L’incognita più grande, per queste missioni, è data dai caccia giapponesi, che molto spesso si sacrificano pur di abbattere gli aerei nemici. Ma questo non è l’unico problema, in quanto sull’isola di Iwo Jima sono rimasti nascosti alcune sacche di resistenza giapponesi, non scacciati dagli americani, che si rivelano una minaccia fin troppo vicina al campo base.  

Il secondo racconto, Mandate una cannoniera, ha come protagonista la Royal Navy e gli equipaggi delle imbarcazioni motosiluranti e motocannoniere, che si trovavano nel canale della Manica. Anche in questo caso, Ennis parte da una base storica come premessa alla sua narrazione, ossia il fatto che queste navi, durante la seconda Guerra Mondiale, garantivano difesa alle acque inglesi dagli Enemy boat nemici. 

Anche in questo caso, Ennis “intromette” nei fatti storici una vicenda umana, creata ad hoc, intermezzando ciò che accade su una motocannoniera al tenente Buckley e il sottotenente Hitchens, alternandoli alle loro vicende personali sulla terraferma, specialmente quelle relative all’incontro tra Buckley e la bella, e problematica, Daphne.  

Tra le due storie, la più coinvolgente, a detta di chi scrive, è la prima, in cui la narrazione di Ennis si interseca con la storia, coinvolgendo il lettore e proiettandolo in quel massacro che furono le battaglie tra esercito americano e giapponese. I disegni di Tomas Aira, talvolta, risultano troppo frettolosi e poco dettagliati nei primi piani o nelle inquadrature più ravvicinate dei soldati, specie quando ne vengono ripresi un gran numero, mentre acquistano valore e bellezza nelle ampie tavole dedicate agli scontri aerei dei caccia bombardieri.

Storie di Guerra è un volume, comunque, da avere; un prodotto in cui Ennis è riuscito a raccontare la storia, ancora una volta, calandola all’interno di vicende umane che la rendono meno ostica e “fredda” di come potrebbe apparire a un occhio disattento. Grazie al fumetto, il lettore, entra in contatto con alcuni protagonisti che in prima linea, è il caso di dirlo, hanno vissuto la guerra e i suoi orrori, ognuno con i propri strascichi emotivi e il proprio carico di esperienze di vita. Un appunto di apprezzamento va fatto anche alla traduzione operata da SaldaPress, all’attenzione e alla cura con cui è stato “confezionato” il volume.

Nasce in quel di Cagliari il 23 luglio 1992. Legge fumetti da quando ha memoria e frequenta per due anni, 2014 e 2015, il Corso di Fumetto tenuto dal Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Nel 2015 partecipa al contest tenuto dal sito Verticalismi, Pilot, con le prime tavole della sua personalissima storia, The Badness, che lo vede come sceneggiatore e ideatore. Dal 2016 entra a far parte dell'Associazione Culturale Chine Vaganti e nel 2018 è scelto tra i 10 vincitori del concorso A caccia di storie indetto da Lucca Crea, Book on a Tree e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Sempre nello stesso anno, esce il suo fumetto autoprodotto Acluofobia - Nel Buio, in veste di sceneggiatore. In tutto questo popò di tempo, comunque, continua a trovare il tempo per leggere, nonostante si voglia così male da laurearsi in Giurisprudenza.