Nel corso delle scorse settimane gli sviluppatori di Naughty Dog (Uncharted, Crash Bandicoot) hanno rilasciato vari video in cui veniva spiegata la trama e il gameplay della loro prossima opera, The Last of Us Part II, in uscita fra meno di due settimane in esclusiva per PlayStation 4.
Il secondo capitolo della serie ci riporta negli Stati Uniti del futuro, in cui un fungo parassita ha trasformato gran parte della popolazione in infetti, violenti e mutati. Qui tentano di sopravvivere Joel, ormai avanti con gli anni, e la giovane e agguerrita Ellie. Nei video che vi mostriamo oggi, gli ultimi due usciti in ordine di tempo, si parlerà dei dettagli e del mondo del videogame.

Come ci dice il director del videogame, Neil Druckmann, in Naughty Dog sono sempre molto attenti ai dettagli che poi noi utenti ritroveremo nelle loro opere. Ciò parte dalla scelta di un tema e da una profonda ricerca su tale tema, come riguardo il tema della giustizia e della vendetta. Per queste ricerche è spesso necessario studiare letteralmente tonnellate di film, libri, interviste, programmi televisivi e molto altro, con lo scopo finale di rendere i personaggi più realistici possibile. Halley Gross, capo del reparto narrativo, ribadisce questo concetto, aggiungendo che ogni personaggio deve essere caratterizzato al meglio.
Ovviamente il punto di partenza è il concept della storia, da cui poi si svilupperanno i vari dettagli e le svolte narrative del caso, fino ad avere una prima bozza di sceneggiatura: i personaggi finalmente iniziano a prendere vita e a essere caratterizzati. Da lì si passa poi a rendere veri i protagonisti della storia, con Ashley Johnson (Ben 10: Alien Force) come Ellie e Troy Baker (il videogioco Death Stranding) come Joel, fino ai nuovi attori e personaggi.

In merito a questo il direttore artistico John Sweeney parla dell’importanza delle animazioni e della motion capture, così come il valore degli effetti ambientali. Il fulcro di questi sforzi è raggiungere un grado mai visto di realismo e credibilità, così da aumentare l’immersione del videogiocatore. Tale realismo si spinge fino alle pulsazioni delle vene sulla fronte di un personaggio arrabbiato o in tensione, e da qui al controllare quanto siano arrossati i loro occhi, e perfino una nuova tecnologia per gestire le lacrime dei protagonisti.
Anthony Newman (co-game director) fa notare invece il tocco di umanità aggiunto ai nemici, resi così più realistici e anche più spaventosi. Gli utenti potranno giocare con le azioni dei nemici per capire quale sarà la loro prossima mossa e agire di conseguenza. E fra le caratteristiche dei nemici ci saranno il fatto che avranno ciascuno un proprio nome e che reagiranno alla morte dei compagni con rabbia e dolore, con un grosso miglioramente dell’esperienza ludica.

Fra le ricerche effettuate per The Last of Us Part II c’è la ricerca per i vari stili di architettura e per le varie tipologie di fogliame. Ciò è stato possibile con tre viaggi a Seattle (uno dei setting del gioco), scansioni fotografiche degli elementi naturali nelle foreste, l’aver effettuato lo stesso percorso che compie Ellie per arrivare a Seattle, con il supporto di fotografie e concept art.

In questo ultimo video dedicato a The Last of Us Part II si parla del mondo di gioco e di quanto sia letale e pericoloso. Kurt Margenau (co-game director) ci racconta di quanto il mondo di questo secondo capitolo sia molto più grande sotto tutti i punti di vista: vastità degli spazi, aree esplorabili, possibilità di incontrare altri personaggi.
Stando alle parole di Halley Gross, il loro scopo è stato quello di creare una sfida dietro ogni angolo e rendere ogni scelta di Ellie difficile, ciò da un punto di vista del gameplay e del level design. E in questo secondo episodio il level design è molto più variegato, fra fiumi da attraversare, pendii scoscesi e molto altro. A questo si associa l’impossibilità di sapere quanti nemici incontreremo e dove ci attenderanno, non sapremo se ci basteranno i proiettili e se potremo curarci, aumentando la tensione.

Torna poi John Sweeney per raccontarci come è stata creata la cittadina di Jackson (punto iniziale della trama): è una piccola comunità basata sulla famiglia, con una centrale idroelettrica che segna la voglia di ricostruire della popolazione. Jackson è la rappresentazione di ciò che conta per i protagonisti: una vita pacifica e al sicuro.
All’opposto, Seattle sembra quasi una zona di guerra, caratterizzata dalla natura che prende il sopravvento sui resti della civiltà e dalle forti piogge. E Seattle è anche caratterizzata da una lotta fra due fazioni contrapposte, i fanatici Serafiti e i militaristi del Washington Liberation Front, di cui vi avevamo già parlato. I primi sono un gruppo di religiosi che vedono nella pandemia con conseguente scomparsa della civiltà una punizione divina per i peccati dell’umanità, gli altri sono un gruppo di rivoltosi che sono riusciti a sconfiggere l’esercito e a forzare quella che fu la quarantena. Ogni fazione ha differenti modi di utilizzare l’ambiente a proprio vantaggio, differenti armi, differenti stili di combattimento. Fra le novità dei nemici, c’è l’uso da parte di questi dei cani da guardia: questi animali sono pericolosi e pongono il videogiocatore di fronte a nuove scelte di gioco e morali.
E poi in The Last of Us Part II ci sono ovviamente gli infetti, vittime del fungo parassita Cordyceps. Anche in questo caso ci sono varie novità: le tipologie di infetti sono molte, alcune mai viste nel primo capitolo, e ciascuna richiederà modi e abilità differenti per affrontarla.

Vi ricordiamo che The Last of Us Part II sarà disponibile a partire dal 19 giugno.

Fonte: Youtube; Youtube