Image Comics: Lemire e Hester parlano di Family Tree

Vi avevamo già parlato, tempo fa, di Family Tree, nuova serie Image Comics firmata da Jeff Lemire illustrata da Phil Hester. Il duo creativo ha avuto modo di parlare del processo creativo, soffermandosi sui temi affrontati dalla miniserie e il metodo di lavoro seguito.


Ecco, di seguito, le parole di Lemire:

Personalmente, sono semplicemente orgoglioso di aver lavorato con Phil, Ryan, Eric e il resto della banda per creare una storia originale. Sono un fan di Phil da molto tempo, quindi avere la possibilità di creare qualcosa da zero con lui è davvero grandioso. Questo mi rende più orgoglioso di qualsiasi singolo momento o aspetto della serie.

Penso che abbiamo costruito la storia in modo che sia pressoché impossibile per chiunque prevedere cosa stia per accadere. Ci sono molti colpi di scena e grandi cambiamenti che sconvolgeranno la serie non una, ma più e più volte. Non vedo l’ora di vedere le reazioni a quei momenti, terranno il lettore sulle spine. Per me è stato molto importante poter lavorare in tranquillità e non dover intervenire troppo nella dettatura della narrazione visiva della sceneggiatura, perché sapevo che Phil era un narratore esperto e che avrebbe fatto grandi cose con il materiale, quindi non ho avuto bisogno di dargli indicazioni in termini di layout o storytelling. Questo mi ha permesso di concentrarmi maggiormente sul personaggio e sulla trama.

 Viviamo tutti in un’epoca di forte ansia. Tutto questo [Family Tree n.d.r.] è stato scritto ben prima dell’attuale pandemia, ma anche prima del Covid vivevamo tutti in modo tremendamente stressante. Ora siamo finiti fuori scala. Quindi l’orrore può davvero essere uno sfogo, un modo per elaborare l’ansia e modellarla in esperienze narrative che hanno senso per noi e che ci permettono di esprimerla e di sbarazzarci di essa, anche se solo per un breve periodo.

È di questo che parla la storia, di ciò che può fare a pezzi una famiglia oppure avvicinarla.

Family Tree

Anche Phil Ester si è pronunciato sul nuovo progetto:

È stato molto bello avere la possibilità di lavorare con Jeff. Ammiro il suo lavoro già da tempo e sapevo che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda a livello creativo, anche se non avevamo mai collaborato prima. Questo è un fumetto molto sentito, e penso che il mio lavoro, pur non avendo perso i suoi aspetti più strani, abbia trasmesso a dovere le emozioni della storia. 

 Io e Jeff siamo entrambi consapevoli degli obiettivi reciproci, da una tavola all’altra e da una vignetta all’altra. Lui sa cosa chiedere a un artista e io so cosa vuole vedere nella maggior parte delle scene e delle vignette. Devo confessare che per la maggior parte del tempo sono preoccupato che i lettori se la prendano con me per avere disegnato una scena quando Jeff avrebbe fatto strike se l’avesse disegnata personalmente. Mi sento spronato a provare tecniche nuove e ad adottare approcci che forse non avrei mai preso in considerazione prima. Devo pensare: “Cosa farebbe Jeff?” e poi trovare un’altra strada, tracciare sentieri inesplorati per entrambi. Ho usato uno stile artistico consapevolmente claustrofobico e pruriginoso. Credo che lo renda più concreto e realistico in molti modi. Rendendo tutto più cigolante e vacillante, spero di essere riuscito a “intrappolare” in un certo senso i lettori, oltre che la famiglia.

Ci ritroviamo accalcati assieme a queste persone disperate, quindi quando arriva la catastrofe, è un’esperienza condivisa.

Family Tree

Fonte: CBR

Nasce in quel di Cagliari il 23 luglio 1992. Legge fumetti da quando ha memoria e frequenta per due anni, 2014 e 2015, il Corso di Fumetto tenuto dal Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Nel 2015 partecipa al contest tenuto dal sito Verticalismi, Pilot, con le prime tavole della sua personalissima storia, The Badness, che lo vede come sceneggiatore e ideatore. Dal 2016 entra a far parte dell'Associazione Culturale Chine Vaganti e nel 2018 è scelto tra i 10 vincitori del concorso A caccia di storie indetto da Lucca Crea, Book on a Tree e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Sempre nello stesso anno, esce il suo fumetto autoprodotto Acluofobia - Nel Buio, in veste di sceneggiatore. In tutto questo popò di tempo, comunque, continua a trovare il tempo per leggere, nonostante si voglia così male da laurearsi in Giurisprudenza.