L’idea di Snowpiercer nasce nel 1982 con la pubblicazione di Le Transperceneige, graphic novel di fantascienza apocalittica realizzato da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette. Nel 2013 il regista sudcoreano Bong Joon-Ho (Parasite) ne realizza un film con Chris Evans nei panni del protagonista, riscuotendo un incredibile successo di critica e pubblico. 

La pellicola è ambientata nell’anno 2031, dove una nuova era glaciale involontariamente causata dagli esperimenti degli esseri umani ha reso inabitabile il pianeta Terra. L’unico gruppo di sopravvissutti vive su un treno chiamato Snowpiercer che viaggia costantemente attraversando il globo e procurandosi così l’energia per alimentarsi. Il treno diventa così un microcosmo diviso in classi sociali con i più poveri destinati all’ultimo vagone con tutti gli svantaggi che ne conseguono. Da qui partirà un’analisi cruda e spietata del genere umano, in grado di creare una ribellione che coinvolgerà tutti i vagoni fino ad arrivare in prima classe, sino all’ideatore dello Snowpiercer, il signor Wilford

Arriviamo così alla serie tv, di cui Netflix ci ha concesso di vedere i primi cinque (di dieci) episodi in anteprima. Gli eventi sono ambientati otto anni prima rispetto alla pellicola e ci fanno reimmergere nella realtà del treno sopracitato, partendo dall’ultimo vagone. Un omicidio in prima classe rischia di sconvolgere i sottilissimi equilibri creatisi sul treno, e porterà un ex detective della classe più povera a risalire vagone dopo vagone verso la prima classe. Ci si sposterà tra spazi esageratamente larghi e altri ancora più claustrofobici, simboli di una diseguaglianza sociale resa ancora più marcata. 

snowpiercer

Basandomi esclusivamente sulla prima metà della serie, il prodotto non sembra avere molto da offrire. Specialmente per chi ha già visto il film e sa come le dinamiche del treno vengano gestite. In particolare, un dettaglio rivelatore del film rende perfettamente inutile ogni tipo di prequel. La serie sembra volersi focalizzare più sull’omicidio in sè (neanche particolarmente interessante) che sull’ambiente circostante. Purtroppo però, la sensazione è che se anche questo aspetto venisse approfondito, sarebbe molto difficile destare curiosità per tutti gli aficionados della pellicola. Per quanto riguarda gli attori, una bellissima e inquietante Jennifer Connelly ruba la scena con facilità, soprattutto se circondata da personaggi non particolarmente memorabili o ben strutturati.  

Insomma, a primo impatto la serie Snowpiercer sembra più voler spremere (anche con un certo ritardo dal debutto del film) una storia che è stata già perfettamente narrata dal regista sudcoreano a 360°. Il mio consiglio non può che essere quello di attenersi alla visione di un bellissimo film, estremamente dettagliato, e godervi due ore di dramma, adrenalina e personaggi tanto pittoreschi quanto assolutamente distintivi.