Beccogiallo presenta un nuovo fumetto che offre uno sguardo diverso su un personaggio che ha fatto storia, si tratta di Angela Davis, scritto da Mariapaola Pesce per i disegni di Mel Zohar. Il volume è la biografia a fumetti della famosa attivista afroamericana, che ha dedicato la sua vita alla lotta per i diritti civili delle persone di colore e delle donne, in una America oppressa dal capitalismo scellerato e il razzismo indomito.

La scelta narrativa principale, operata dalla Pesce, è di ripercorre a ritroso l’attivismo della Davis, soffermandosi su alcuni momenti clou delle sue battaglie. Momenti che in un modo o nell’altro l’hanno resa il simbolo della rivalsa sociale che è stata. Momenti di passione, riflessione e lotta. Una lotta totale, contro il capitalismo come nemico essenziale per le vita delle persone. Una lotta contro un modello tentacolare che trova appiglio anche all’interno degli stessi movimenti dei neri, tra uomo e donna, tra forte e debole. La Davis non le ha mai mandate a dire e, forse, una personalità tanto forte era quello che serviva in un contesto storico incendiario come quello degli anni ’70.

Le illustrazioni di Mel Zohar sono qualcosa di perfetto per questo volume. Una scelta stilistica e cromatica precisa, in grado di trasportare il lettore nelle atmosfere di un’America così divisa, a volte da strade che la tagliano a metà come un coltello e a volte dai pregiudizi. In questi anni così turbolenti la Davis si muove incessantemente per aiutare e salvare i diritti dei fratelli neri che ogni giorno si sono trovati a che fare con un sopruso. Assolutamente azzeccata la scelta dei font che si rifanno graficamente alle scritte tipiche dell’epoca. Dettagli che fanno la differenza.
Testo e immagini si uniscono, in Angela Davis, prendendo il lettore per mano e accompagnandolo nelle battaglie di Angela, tra Corti Federali, Università e sedi di partito.
Siamo là con lei, facendo il tifo per una donna che non si è mai piegata. 
Un esempio tanto allora quanto oggi.

Particolari parole di merito vanno spese anche per la sceneggiatura: non è semplice raccontare le varie storie vissute da una persona in un’unica e assemblarle all’interno di un fumetto. Le parti più verbose sono state sapientemente alternate con stacchi, o vignette che riprendono l’esterno di un palazzo piuttosto che le persone al suo interno. Il lettore, così, non rimane bloccato dalla monotonia che può nascere trovandosi, molto spesso, a rapportarsi con molti dialoghi piuttosto che con scene di azione. Emerge, poi,  un lavoro di approfondimento e recupero del materiale su Angela Davis molto complesso per la mole di elementi, ma che funziona in forza del lavoro di sottrazione finale, incentrato a raccontare quanto occorre e non di più. 

Angela Davis è un volume da avere, un fumetto quantomai attuale, in un mondo che ancora ostacola i diritti della persona e che necessita di riaccendere il fuoco della lotta soprattutto nelle nuove generazioni.