Disney+: in lavorazione il remake di Robin Hood

Il prossimo classico Disney di cui la Casa di Topolino produrrà un remake sarà nientemeno che l’amatissimo film di animazione del 1973 Robin Hood. Per il film sono è già stato scelto chi si occuperà di scriverlo e chi invece lo dirigerà.

Alla scrittura infatti troviamo Kari Granlund, che ha già collaborato con Walt Disney Pictures in quanto scrittore del recente adattamento in live action di un altro classico Disney, Lilli e il Vagabondo, anche questo approdato negli scorsi mesi su Disney+; oltre a questo Granlund ha scritto Godmothered, pellicola fantasy che, come il precedente, è pronta a essere lanciata sulla piattaforma di streaming. Per quel che riguarda la regia è invece stato selezionato Carlos López Estrada (Blindspotting, film crime che ha segnato il suo debutto alla regia). Alla produzione troviamo Justin Springer, nella produzione di altri due film Disney, il remake in live action di Dumbo e il fantascientifico Tron Legacy.

Robin Hood

Robin Hood fu un grande successo di pubblico nella sua versione degli anni ’70, grazie alla sua animazione fluida e alla sua storia, connotata da una forte impronta comica. Addirittura, il film ricevette una nomination agli Oscar per la canzone Love (in italiano Resterà l’Amore), che purtroppo però non riuscì a vincere. Protagonisti della vicenda sono vari animali dai tratti antropomorfi, attraverso i quali viene narrata la storia di Robin Hood. In questa versione il leggendario arciere è diventato una volte, come una volpe è la sua amata Lady Marian. Fra i compagni di avventure di Robin troviamo Little John, qui reso in forma di orso, e il tasso Fra Tuck. Il Principe Giovanni è un leone codardo, mentre lo Sceriffo di Nottingham diventa qui un lupo corpulento.
Seguendo ciò che è già stata la soluzione adottata per Lilli e il Vagabondo, anche questa nuova versione di Robin Hood sarà in live action, con la realizzazione dei personaggi in computer grafica, come visto anche nel remake de Il Re Leone.

FONTE: TheHollywoodReporter

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).