Ennesima settimana di quarantena dovuta all’emergenza del coronavirus, ennesima puntata di Rebibbia Quarantine, la serie animata di Zerocalcare (al secolo Michele Rech, Kobane Calling) che ci racconta della pandemia nel quartiere romano di Rebibbia.

Come al solito, il disegnatore nato a Roma nel 1983 ha presentato il nuovo episodio durante il programma televisivo di satira Propaganda Live in onda su La7 ogni venerdì sera. E, come sempre, la puntata settimanale di Rebibbia Quarantine è stata preceduta dal siparietto imbastito dal presentatore Diego Bianchi e dal co-presentatore e vignettista Makkox (Marco Dambrosio, Se muori siamo pari), che hanno sfruttato il momento per canzonare in maniera bonaria l’impacciato e timido Zerocalcare. E non può mancare la classica battuta sugli outfit di Zerocalcare, che anche in questo caso si è presentato in una scintillante tuta rossa di acetato; così come immancabile è il riferimento alla vita da quarantena di Michele, in quarantena e in tempi normali. C’è stato poi spazio per l’autore di rivelare a quali serie televisive si sta dedicanto in questo periodo, fra un disegno e l’altro.

Parlando invece di argomenti più seri, Zerocalcare ha ricordato il carcere di Rebibbia, e i problemi a questo connessi: le proteste dei carcerati, quale il flash mob di ritrovarsi a battere sulle sbarre ogni sera alle 18, fino alla positività al COVID-19 di alcuni medici dell’istituto, e il fatto che la quasi totalità delle istanze di arresti domiciliari per i carcerati vicini al termine della pena (o in condizioni simili) è stata infine rigettata. Per terminare con argomenti più leggeri, Zerocalcare ha raccontato della mole di richieste di commissioni gli sono arrivate in questo periodo, in cui tutti i negozi sono chiusi e dunque si rivolgono a lui per i regali di compleanno. Qui trovate la puntata intera (l’intervento di Michele Rech inizia a 01:15:00).

Nella puntata di oggi (dall’interessante titolo di Episodio Bo), Zerocalcare diventa un runner, pronto a dedicarsi a un po’ di sana corsetta attorno al suo palazzo. Tuttavia il disagio è sempre dietro l’angolo, la gogna mediatica, l’odio di chi è sempre pronto a inveire contro il prossimo. Il tutto condito dal razzismo e dal qualunquismo tipici di questo periodo.
E di nuovo, come è bravissimo a fare l’autore romano, Rebibbia Quarantine diventa lo specchio della nostra società: siamo pronti a giudicare, ma quanto siamo disposti a interessarci davvero al prossimo?

Fonte: La7