HOT SHOTS S02E02: Segreti di Stato, Fornelli e Bizzarri Natali

Quante volte capita di uscire dal cinema e voler parlare assolutamente di quel film con qualcuno? Stesso discorso per le serie tv. Tutti noi abbiamo delle sensazioni a caldo da voler esprimere non appena terminiamo la visione di un prodotto. La rubrica HOT SHOTS vuole proprio raccogliere queste impressioni (in questo caso del sottoscritto), fornendovi un feedback ancora più immediato. Vista la difficoltà di star dietro a tutto il materiale che quotidianamente ci viene messo davanti agli occhi e la mancanza di tempo che non ci concede di leggerci una di quelle bellissime e lunghe recensioni, HOT SHOTS vuole essere una soluzione per una copertura più completa (non per questo più superficiale) del nostro catalogo cinematografico e televisivo. Per cui, ogni qualvolta ne avremo occasione, sfornereremo i nostri commenti su film o serie tv recentemente visii. Così, tanto per farsi una chiacchierata. Ci divertiremo a fornire una rapidissima e leggera analisi del prodotto, voi potrete scegliere se seguire i nostri consigli o meno. 

Negli episodi precedenti di questa stagione: Peccatori, Tassisti e Pomeriggi Storti

CHEF. Durata: 1h 55 m. Genere: Drammatico / Avventura

Su Netflix trovate questa piccola perla passata quasi del tutto inosservata nei nostri cinema qualche anno fa. Ok, il titolo non invoglia troppo se non si è patiti di cucina ecc, eppure sapere che alla regia si trova Jon Favreau (Iron Man 1-2, Il Libro Della Giungla, Il Re Leone) sono sicuro che aiuterà un pochino ad attirare la vostra attenzione. Lasciando per un attimo le grandi produzioni, Favreau si cimenta in un piccolo film a basso costo, chiamando amici suoi come Robert Downey Jr., Scarlett Johansson e divi della vecchia guardia come Dustin Hoffman.

La struttura del film è anomala. Non esiste un vero e proprio climax e la trama ci mette del tempo prima di ingranare, ma tutto questo non fa che dare al film un’atmosfera davvero inedita e piacevole. Seguiamo semplicemente le vicende di un cuoco di fama interpretato appunto da Jon Favreau, che cade in disgrazia per essersi messo contro un critico culinario con un tweet scottante. In questo modo riscoprirà il rapporto con il figlio e la moglie, grazie a un viaggio on the road nell’america latina alla guida di furgoncino/chiosco, preparando deliziose specialità da street food.

Inevitabile la fame che verrà guardando questo film, con un Jon Favreau che ha unito le sue due passioni più grandi come il cinema e la cucina. A dimostrarlo una regia tanto semplice quanto azzeccata, dei personaggi adorabili, e una scena cult con Robert Downey Jr.

 

HANCOCK. Durata:  1h 42m. Genere: Commedia /Azione

Altro film pescato dal catalogo Netflix. Questa volta parliamo di supereroi, ma quando il mondo del cinema non ne era ancora così esageratamente sovraffollato.

Hancock è un film che se fosse uscito oggi avrebbe riscosso molto più successo di allora, dal momento che aveva anticipato diverse tematiche riprese solo dopo da film ben più noti come ad esempio Kick-Ass. Alla regia troviamo Peter Berg, che aveva avuto il merito di tirare fuori uno dei film più interessanti con The Rock, ovvero Il Tesoro Dell’Amazzonia, per poi uscirsene con film decisamente meno riusciti come Battleship.

Ma venendo al film in questione con protagonista un azzeccatissimo Will Smith e un’altrettanto azzeccata Charlize Theron, abbiamo un prodotto abbastanza anticonvenzionale che alterna momenti tranquilli con ritmo da commedia, ad improvvise accelerazioni con scene action devastanti. Il mix di elementi funziona bene, tranne nell’atto finale dove purtroppo abbiamo un brusco rallentamento oltre che un po’ di confusione generale tra regia e trama e una resa dei conti piuttosto deludente. Un peccato perché per il resto il film fila davvero bene, alcune battute sono davvero riuscite così come diverse situazione e utilizzi ‘alternativi’ di superpoteri.

Hancock è un film perfetto per passare una serata scanzonata con qualcosa di veramente poco impegnativo, ma di qualità, tra una risata e una scazzottata garantisce ottimo intrattenimento, e non merita di essere così tanto trascurato com’è accaduto in questi anni. Merita sicuramente una seconda occasione. 

 

In Bruges. Durata:1h 47m Genere: Commedia / Giallo

Su Amazon Prime Video hanno da poco caricato In Bruges – La coscienza dell’assassino, film a sfondo natalizio scritto e diretto da Martin McDonagh, recentemente noto per Tre manifesti a Ebbing, Missouri, qui alle prese con il suo primo lungometraggio. A seguito di un’esecuzione finita male, nella quale per mano sua aveva perso la vita un bambino capitato nel fuoco incrociato, il sicario Ray (Colin Farrell) viene catapultato, assieme al collega Ken (Brendan Gleeson), nella tranquilla cittadina belga di Bruges, in attesa di ricevere nuove indicazioni da parte del proprio boss (Ralph Fiennes). Da qui una spirale discendente di noia e sensi di colpa, vedrà il nostro protagonista dimenarsi nel tessuto sociale della sin troppo quieta Bruges, in attesa di un destino apparentemente segnato.

Il primo plauso va innanzitutto alla sceneggiatura, che McDonagh scrive davvero in punta di penna, per la quale riceve la candidatura all’Oscar. McDonagh conferisce alla pellicola l’equilibrio perfetto tra comicità e dramma, abilmente conditi in un ritmo davvero incalzante che non lascia alcuno spazio ad eventuali tempi morti. In Bruges strappa continuamente la risata allo spettatore e pur non lesinando mai sulla violenza delle scene o sulla drammaticità dei temi trattati non sfocia mai nel grottesco ma anzi, procede inesorabilmente sul filo del rasoio di uno schietto realismo, tanto esilarante quanto tagliente. Il cast funziona alla grande: Colin Farrell, viene imbrigliato perfettamente dalla direzione di McDonagh, e trova nel personaggio di Ray il suo spazio perfetto, esorbitante ma mai eccessivo. Brendan Gleeson è quello che viene fuori meglio (e probabilmente il più bravo) pur mantenendo paradossalmente un acting assolutamente posato e Ralph Fiennes, pur con uno screen time limitato, non è assolutamente da meno. E per ultima, ma non per importanza, la messa in scena di McDonagh, che prende per mano una sceneggiatura già perfetta e la porta avanti senza mai deragliare, senza sbavature o inquadrature fuori posto, non cercando mai l’eccesso per poi scendere sottotono, e che ci regala non pochi quadri mozzafiato e una sequenza finale memorabile.

 

Krampus. Durata: 1h 38m. Genere: Horror / Commedia 

Altro giro, altra corsa e per pura coincidenza siamo ancora in tema natalizio. Michael Dougherty lo abbiamo visto di recente all’opera su un vero e proprio blockbuster (Godzilla II: King of the monsters) ma già qualche anno fa si era cimentato con i mostri, in maniera se vogliamo più “contenuta”, sia a livello di budget, sia letteralmente (il film si svolge per la stragrande maggioranza tra le quattro mura di un’abitazione). La pellicola narra le vicende di Max e della sua famiglia, (tra i quali una Toni Colette nel ruolo della madre di famiglia ancor prima di Hereditary) all’indomani del pranzo di Natale, che però è sempre più prossimo allo svuotarsi di ogni significato e durante il quale anche l’arrivo degli zii, viene visto più come una convivenza forzata che altro. È a questo punto che la sparizione di uno dei personaggi metterà i protagonisti nella condizione di dover collaborare, mettendo da parte ogni possibile rancore. Di lì a poco il film si trasfomerà in una vera e propria home invasion di mostri, in perfetto stile Notte dei morti viventi (di cui non mancheranno i rimandi) e ovviamente molto carpenteriana.

Il punto forte del film è ovviamente la messa in scena, davvero ispiratissima: Dougherty sa sempre dove piazzare la macchina da presa e tiene alta la tensione dall’inizio alla fine, sia attraverso una buona costruzione dell’horror, sia per quanto riguarda la gestione delle scene d’azione, attraverso il montaggio e i movimenti di macchina. Erede del migliore Joe Dante, il film ha il pregio di rimanere dall’inizio alla fine un film per ragazzi e senza sfociare mai nelle volgarità riesce a rimanere agganciato a quel target e al contempo a fornire allo spettatore un alto dosaggio di orrore, su cui non lesina mai. Menzione speciale per gli effetti speciali dei mostri, quasi tutti analogici, e anzi, forse l’unica vera e propria sbavatura del film è costituita da quelle poche volte in cui il film ricorre a una CGI davvero non necessaria (ma comunque ben fatta).

 

THE RED SEA DIVING RESORT. Durata: 2h 10m. Genere: Spionaggio 

Nell’ultimo paio d’anni Netflix non ha particolarmente brillato in merito ai suoi contenuti originali. La pellicola diretta da Gideon Raff, nonostante sia stata un po’ gettata nella mischia del catalogo senza pretese e/o visibilità, risulta una visione piacevole in grado di tingere la trama di una buona dose di tensione. 

Tratta da eventi realmente accaduti, è basata sul libro Mossad Exodus di Gad Shimron, e narra le vicende di un gruppo di agenti israeliani sotto copertura che, grazie a uno stratagemma riescono a favorire l’espatrio verso Israele di alcuni rifugiati etiopi durante la guerra civile degli Anni ‘ 70 e ’80. Quello che lo spettatore vede sullo schermo dunque è l’operazione nota come Operation Brothers, qui diretta dal protagonista interpretato da un in formissima Chris Evans, affiancato da un Michael K. Williams non particolarmente sentito nonostante il ruolo ricoperto sia di un certo spessore, morale e storico. La presenza di Ben Kingsley incuriosisce ma lascia il tempo che trova a causa di un’interpretazione non particolarmente carismatica. Il resto del cast è un semplice contorno che avrebbe potuto racchiudere del potenziale, limitandosi invece a seguire il filone degli eventi quasi da spettatori che da diretti interessati. 

The Red Sea Diving Resort è il classico film patriottico sulla guerriglia nei paesi dell’Est e la speranza di una salvezza, forse con meno carisma ma una realtà di fondo che colpisce sempre. Considerando che si tratta del primo prodotto del genere (insieme a BEIRUT) originale può considerarsi una bella prova e un esperimento interessante se appassionati alle tematica. 

 

THE REPORT. Durata: 1h 59m. Genere: Drammatico / Thriller

Adam Driver sta spopolando da quando si è fatto conoscere maggiormente per il suo Kylo Ren nella nuova trilogia di Star Wars. Se lo avete amato su Netflix in Storia di un Matrimonio al fianco della “moglie” Scarlett Johannson, non potrete perdervelo su Amazon Prime Video in The Report. 

Se vi piacciono i film d’inchiesta come Truth, Il caso Spotlight e The Post, nel film diretto da Scott Z. Burns assisterete al disvelamento dei piani segreti della CIA in merito alle pratiche di tortura adottate in seguito agli eventi dell’11 Settembre 2001. La pellicola mantiene ferma l’attenzione dello spettatore con un ottimo ritmo, sfruttando bene i continui passaggi tra presente e passato cosi da fornire una panoramica completa sui giri politici e spionistici che hanno visto una delle più potenti organizzazioni del mondo al centro di una condanna per tecniche di interrogatorio che andassero contro i diritti umani. 

Con una Annette Benning formidabile (candidata anche al Golden Globe come Miglior Attrice non Protagonista) e un Adam Driver che ad ogni pellicola acquista sempre più consensi, The Report ci riporta in un mondo sporco, corrotto che al tempo stesso si rende portatore di quel sogno americao di democrazia e libertà (anche se lo sarebbe di tutti), minando duramente la fede nelle istituzioni con una buona dose di dubbio che dovrebbe incrementare la nostra autoconsapevolezza di cosa sia giusto e di cosa sia un ideale, fino a che punto siamo disposti a spingerci e a mentire, soprattutto a noi stessi. 

 

 

Nato nel lontano 1984 a Torino, la sua esistenza è stata da sempre stata caratterizzata da 4 elementi fondamentali: disegno, fumetti, cinema e musica. In una crescita fondamentalmente caratterizzata dal disagio, riesce comunque a trasformare queste passioni in qualche specie di lavoro. Ha disegnato per Manfont e Leviathan Labs, la rivista di cinema 8 ½ ,oltre a varie collaborazioni con diverse realtà del fumetto e della grafica. Scrive di film per il sito Lloud, e disegna ovunque sia possibile. Si dice non abbia un carattere facile, ma potrebbero essere solo voci di corridoio.