Netflix: Ryan Reynolds nell’adattamento di Dragon’s Lair

Dragon’s Lair è stato un famosissimo arcade, un videogame da sala giochi, e ora diventerà un film grazie a Netflix. Nel ruolo del protagonista ci sono forti probabilità di vedere l’attore Ryan Reynolds (Deadpool, Lanterna Verde).

Dragon's Lair

Il videogame in questione era un gioco a scorrimento, nel quale il videogiocatore interpretava il cavaliere Dirk l’Ardito nella sua ricerca e salvataggio della principessa Daphne, per salvarla dal drago Singe e dal malvagio stregone Mordroc. Particolarità per cui fa estremamente apprezzato il videogioco, uscito nel 1983, fu il fatto che l’opera fu realizzata come una sorta di cartone animato, con disegni ed elementi artistici di alto livello. Di questo dobbiamo renderne merito al grandissimo Don Bluth (Brisby e il Segreto di NIMH, Charlie – Anche i cani vanno in paradiso), animatore che fra le altre cose ha firmato anche altri videogame dello stesso periodo. Il videogioco era rinomato anche per la difficoltà che poteva portare con sé, con alcune sequenze particolarmente ostiche, ma che ripagavano il giocatore con le sezioni animate da Bluth.

Ora Netflix produrrà, a distanza di quasi trent’anni, un adattamento in live action, adattamento di un videogioco che si unisce a una folta schiera di altri lavori simili (The Witcher, Castlevania, ecc.). Alla produzione di Dragon’s Lair, oltre che appunto nel ruolo del protagonista, dovremmo trovare Ryan Reynolds, che ha collaborato con la piattaforma di streaming già due volte, con 6 Underground e Red Notice. Sempre per quel che riguarda la produzione, altri che se ne occuperanno saranno Roy Lee di Vertigo Entertainment e Trevor Engelson di Underground Films, assieme ovviamente anche allo stesso Don Bluth, oggi ultraottantenne.
La sceneggiatura di Dragon’s Lair sarà firmata a quattro mani da Dan e Kevin Hageman, già firme di The LEGO Movie e Scary Stories to Tell in the Dark. Al momento le informazioni in nostro possesso sono queste, ma immaginiamo che non tarderanno ad arrivarne altre.

Fonte: THR

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).