Cyberpunk 2077 è uno dei videogiochi più attesi di questo 2020 videoludico, nonostante il ritardo che ne ha visto slittare l’uscita fino al 17 settembre. In occasione di un’intervista per OnMSFT, John Mamais di CD Projekt RED (la saga di The Witcher) ha avuto modo di parlare di molte delle caratteristiche del videogioco e della sua produzione.

OnMSFT: Quando è iniziato esattamente lo sviluppo di Cyberpunk 2077?

Avevamo un team al lavoro su Cyberpunk già mentre stavamo sviluppando The Witcher 3. Abbiamo creato due team per lavorare a entrambi i videogiochi contemporaneamente, ma poi uno dei due gruppi è stato cannibalizzato per concentrarci interamente su The Witcher. […] Dunque è stato in pre-produzione per un bel po’. All’epoca avevamo 75 persone al lavoro su questo progetto.

L’idea originale è sempre stata quella di fare uscire Cyberpunk nel 2020 (il gioco di ruolo su cui si basa si chiama appunto Cyberpunk 2020)?

In realtà no, credo che volessimo farlo uscire prima, durante il 2019. Ma comunque ha senso che alla fine sia uscito nel 2020, giusto?

Riguardo il materiale d’origine, i fan ritroveranno molto del gioco di ruolo originale nel videogioco?

Sì, un sacco della lore del gioco originale è finita in Cyberpunk 2077. Ritroviamo John Silverhand [il personaggio interpretato da Keanu Reeves (la trilogia di Matrix), n.d.r.]. E Night City. E le fazioni, i distretti, i nomi degli oggetti, e i nomi delle società. In un certo modo anche il sistema delle abilità, oltre al sistema delle classi.

L’interpretazione della tecnologia è cambiata in questo mondo, rispetto a quando il gioco di ruolo originale fu creato?

Vedi, siamo dovuti andare oltre. La maniera in cui la vedo è la stessa che avresti se tornassi indietro fino al 1990 e pensassi a come sarebbe la tecnologia nel 2077. È come se una realtà alternativa fosse nata a partire dal 1990.

In quale maniera diresti che Cyberpunk 2077 differirà da The Witcher? Ovviamente, al di là del fatto che Cyberpunk è fantascientifico e non fantasy […].

Credo che in qualcosa possa risultare familiare, perché anche questo ha un cuore da RPG [“role-playing game“, gioco di ruolo, n.d.r.]. Ma la grande differenza la farà il sistema di combattimento […].
Anche la prospettiva della camera è differente, e questo è stato un elemento controverso, passando alla prima persona rispetto alla terza persona.
[Riguardo la prima persona] abbiamo pianificato la possibilità di modificare la profondità di campo, ridurre l’effetto di ondeggiamento della testa e altre impostazioni per far sì che le persone non soffrano di “motion sickness” [senso di nausea indotto da realtà virtuale o talvolta anche da una visuale in prima persona, n.d.r.].
[L’unico caso in cui la telecamera passerà alla terza persona] potrà avvenire solo sui veicoli.

La personalizzazione del personaggio è qualcos’altro per cui Cyberpunk 2077 si distanzierà dalla saga di The Witcher [in cui si utilizzava un unico personaggio preimpostato, n.d.r.]. Ciò che trovo interessante è che il gioco non avrà un opzione fra due generi sessuali, ma i giocatori potranno creare un corpo con attributi sia maschili che femminili.

Sì, tu scegli una tipologia corporea, non un ragazzo o una ragazza.

Ci sarà davvero la possibilità di esplorare l’intero mondo di gioco senza uccidere nessuno?

Sì, ma comunque ci saranno casi in cui dovremo comunque fare del male. Potrete metterli k.o.
Abbiamo fatto in modo da permettere di giocare senza mai uccidere nessuno. C’è una via non letale. [Questa via] sarà più lunga e difficile.

Quanto è ampio, Cyberpunk 2077, in termini di esperienza e gameplay? Sembra così immersivo.

[…] Abbiamo 15 persone che si occupano queste particolari missioni in giro per il mondo. Ci sono un paio di livelli [di interazione]. Il primo è un livello passivo, che sono i venditori, e poi ci sono le STSs, che sono le “street stories”. Credo che ci siano 75 street stories, che sono delle attività minori.
Le street stories sono come piccole quest, brevi missioni. C’è una storia ma non ci sono cose come dei filmati con storytelling o una vera e propria narrazione. Sono un modo per esplorare il mondo e far salire di livello il tuo personaggio.

Queste missioni sono generate automaticamente o è possibile iniziarle e portarle a termine tutte?

Non c’è nulla di casuale, non c’è nulla di generato in maniera automatica.

Hai un’idea di quanto tempo occorra per portare a termine l’intero gioco?

Non siamo ancora sicuri… Stiamo ancora completando il gioco e ci sono differenti maniere di portarlo a termine. Ci sono vari modi per costruire il personaggio e il tutto non è lineare […].

Recentemente è stata ventilata l’ipotesi di una modalità multigiocatore per Cyberpunk 2077. È ancora nei piani un rilascio di questa modalità, dopo il lancio del gioco principale?

Non stiamo mescolando le due cose. Al momento siamo concentrati unicamente sul single-player. È qualcosa di cui parleremo fra un anno o forse di più.

Nei vostri piani ci sono contenuti aggiuntivi per il gioco dopo il lancio?

Certo, sicuro. Ci saranno varie cose che usciranno, nella maniera che abbiamo usato per The Witcher, ma purtroppo non posso dire altro.

Ci sono piani per Cyberpunk 2077 su Nintendo Switch [l’uscita è prevista su PlayStation 4, Xbox One e PC, n.d.r.]?

Per quel che ne so, no. Non al momento. Non so se questo gioco riuscirebbe a funzionare su Nintendo Switch, potrebbe essere troppo pesante. Ma, alla fine, siamo riusciti a portare su Switch anche The Witcher 3, nonostante pensassimo la stessa cosa.

[…] Avete pensato di portare il gioco sui dispositivi per la realtà virtuale, in futuro?

Ci abbiamo provato, ma al momento non ci stiamo concentrando sulla realtà virtuale. Abbiamo anche i kit di sviluppo per la realtà virtuale, tuttavia non pensiamo che al momento sia una via praticabile. È ancora sperimentale e con la realtà virtuale non hai un riscontro economico adeguato.

Cyberpunk 2077 girerà in 4K ultra HD sulle console Xbox One X. Ci sono state discussioni su eventuali miglioramenti per quando il gioco arriverà sulla nuova Xbox Series X?

La maggior parte degli sviluppatori ha i kit di sviluppo di Xbox Series X, ma non ci stiamo dedicando ancora a questo. Siamo concentrati sulla generazione corrente di console.

John Mamais conclude aggiungendo che Microsoft, che ha ospitato durante le sue presentazioni gli annunci di The Witcher 3 e di Cyberpunk 2077, è stata molto utile per far conoscere al grande pubblico la sua casa di produzione, CD Projekt RED. Oltre a questo, ha fatto riferimento alla serie giapponese Ghost in the Shell come possibile opera a cui i videogiocatori potrebbero dedicarsi nell’attesa dell’uscita del videogame, che vi ricordiamo sarà il 17 settembre.

Fonte: OnMSFT