saldaPress: La società dei draghi del tè | Recensione

Da ottobre 2019 Saldapress ha aggiunto al suo catalogo La società dei draghi del tè, poetico graphic novel di Katie O’Neill. Già autrice di Princess Princess Ever After (2016), l’illustratrice neozelandese autodidatta, vincitrice di due Eisner, è specializzata in storie fantasy dedicate ai lettori più giovani, ma adatte anche per la categoria young adult.

Greta è una giovane apprendista che segue con curiosità dedizione gli insegnamenti di sua madre sui segreti della forgiatura, un’arte antica che sta scomparendo. Un incontro fortuito al mercato la porterà un’altro mestiere ormai in disuso: la cura di quelle magiche creature note come draghi del tè. A iniziarla saranno Hesekiel e Erik, proprietari di una piccola sala da tè fuori città e ultimi membri della società dei draghi del tè, ormai estinta. Attraverso la scoperta di questa insolita professione, Greta stringerà un legame profondo con i draghi e con gli enigmatici personaggi che se ne prendono cura.

Potremmo definire La società dei draghi del tè come una fiaba feel-good per tutte le sensazioni positive che è in grado trasmettere al lettore. Nonostante la brevità (72 pagine), il ritmo della storia segue un corso lento, legato ai cicli naturali delle stagioni. Come la forgiatura, anche la cura dei draghi è un’arte che richiede tempo, dedizione e pazienza: allo stesso modo i rapporti di amicizia, che siano tra draghi e proprietari o tra persone, si articolano in una dimensione dilatata e rarefatta.

A contribuire all’atmosfera pacifica e carica di tenerezza sono sicuramente le linee morbide e le tinte pastello, calde e rassicuranti.Un valore aggiunto di questa storia rivolta a un pubblico giovane è anche l’ampio spazio riservato alla rappresentazione di diverse identità, fisicità e capacità. La positività, in questo caso, viene espressa come un motivo di sottofondo, mai ingombrante, che contribuisce alla atmosfera rilassante di questa piccola avventura arricchendo la rosa di temi affrontati con  quello dell’accettazione del diverso, sia esso una creatura fantastica oppure no.

La società dei draghi del tè

Se dovessimo cercare una pecca a questo graphic novel nato sul web e poi premiato agli Eisner 2018 come miglior pubblicazione per bambini, potremmo sottolineare che La società dei draghi del tè dà l’impressione di rappresentare una overture piuttosto che una storia compiuta. Molti aspetti, come la caratterizzazione della protagonista, della sua famiglia, nonché la storyline della misteriosa Minnette, sono solamente accennati, lasciando insoddisfatto il desiderio del lettore che volesse saperne di più. Esiste una seconda opera, non ancora pubblicata in Italia, che riporta il lettore nel mondo de La società dei draghi del tè. Il volume, intitolato The Tea Dragon Festival vede nuovi protagonisti affiancati da alcune vecchie conoscenze. Una storia quindi, non collegata alla precedene se non per il setting e dalle sensazioni evocate.

Considerato il pubblico di riferimento, ttuttavia, questo dettaglio non inficia l’esperienza di lettura, da vivere non come come un esercizio, ma lasciandosi trasportare dalla prima pagina alla deliziosa appendice dedicata appunto, ai draghi del tè. Privilegiare l’emozione piuttosto che la narrazione non è necessariamente un difetto.

Titolo: La società dei draghi del tè
Autore: Katie O’Neill
Casa Editrice: Saldapress
Formato: pp. 72, 19×27,5, cartonato, a colori
Prezzo di copertina: 18,00€

Classe '92, redattrice. Si avvicina al giornalismo a quindici anni perché è la professione prediletta dei supereroi, o almeno di quei pochi che hanno bisogno di lavorare. Dopo gli studi in Lettere e Linguistica, però, comincia a lavorare nel marketing e diventa un temibile villain. Ironia della sorte. Nel tempo libero ascolta prog e gioca a D&D. Ha scritto per: VelletriLife, Civonline, La Provincia, International Tour Film Festival, Geek Area, With Style, Investor Visa Italy