La nuova linea horror curata da Joe Hill per la DC Comics continua ad ampliarsi. A partire dal prossimo 19 febbraio sarà disponibile Plague, nuovo titolo scritto dallo stesso Hill, illustrato da Stuart Immonen e colorato da Dave Stewart. La serie, descritta dalla DC come la “perfetta commistione de La Cosa di John Carpenter e lo Cthulhu di Lovecraft”, segnerà il ritorno di Immonen alla casa editrice, assente dal 2004 quando realizzò Superman: Crisi d’Identità sui testi di Mark Waid.

La storia raccontata in Plauge inizia quando una nave scomparsa quarant’anni prima, riappare misteriosamente in un’isolata porzione dell’Antartico. La trama si infittisce quando una seconda nave, inviata per recuperarla, scopre che l’equipaggio non è invecchiato, sebbene sia stato privato della propria umanità.

Joe Hill e Stuart Immonen, recentemente intervistati da Newsarama, hanno parlato della serie e del suo immente debutto. Hill ha affermato:

La trama di Plague segue un’imbarcazione di salvataggio uscita per recuperare una nave scomparsa da 40 anni che, a seguito di uno tsunami, si è improvvisamente sollevata nelle profondità di un atollo abbandonato nell’Artico, nelle acque della Federazione Russa. Una volta sopraggiunta, la squadra di salvataggio scopre che l’equipaggio è ancora in vita, senza essere invecchiato di un giorno. Tutti, però, sembrano essere stati infettati qualcosa che ha distrutto loro gli occhi […] Ci troviamo di fronte a questi uomini con delle orbite vuote, hanno perso il senno, tuttavia compensano con altre abilità. Presto la squadra di salvataggio si ritroverà a lottare disperatamente con questi uomini… che non sono più uomini. Dentro c’è un po’ de La Cosa ed un po’ de L’Invasione degli Ultracorpi e, si spera, anche qualcosa di completamente unico.

Immonen, interrogato sul tipo di lavoro svolto per raffigurare le ambientazione artiche, ha detto:

Ho trascorso lo scorso anno esplorando l’isola di Vancouver, scattando un mucchio di foto, a volte si trattava del terreno accidentato, del tempo, delle barche… tante, tantissime, barche. Alcuni elementi mi hanno ispirato per Grass of Parnassus, il fumetto che io e Kathryn abbiamo reso disponibile via Instagram, ed infine si è manifestato in un mono completamente differente in Plague. Le sfide sono state per lo più tecniche, come accade per ogni progetto; sistemare i dettagli su come far avanzare efficacemente la storia o come rappresentare le giuste espressioni da abbinare al dialogo e al personaggio. Fortunatamente, l’istinto di Joe ed il mio hanno lavorato bene insieme, senza bisogno di discuterne espressamente, sembriamo concordare naturalmente sui vari punti critici.

In calce potete trovare alcune tavole di Stuart Immonen recentemente mostrate.

Fonte: Newsarama