Netflix: a rischio la terza stagione di Mindhunter

Mindhunter, drama di alto livello amato dalla critica e dal pubblico, nato e cresciuto su Netflix grazie all’apporto fondamentale del talentuoso regista David Fincher (Fight Club, House of Cards), potrebbe non tornare più sui nostri schermi con una terza stagione.

Basata sull’omonimo libro di Mark Olshaker e John E. Douglas, la serie è ambientata nel passato e si concentra sulle storie degli agenti Holden Ford e Bill Tench, coadiuvati dalla dottoressa Wendy Carr nella loro ricerca di ciò che si nasconde nella mente di alcuni criminali colpevoli di delitti indicibili, da loro definiti “serial killer”. Fra maniaci e psicosi, i tre finiscono così per confrontarsi, nel corso delle prime due stagioni, con elementi del calibro di Charles Manson ed Ed Kemper.

I ruoli dei due agenti sono stati di Jonathan Groff (Glee, Looking) e Holt McCallany (Alien 3, Gangster Squad), mentre la parte della dottoressa Carr è stata affidata ad Anna Torv (The Secret Life of Us, Fringe). Le parti di Kemper e di Manson sono state invece di Cameron Britton (The Umbrella Academy) e Damon Herriman (C’Era una Volta a… Hollywood, in cui ha interpretato nuovamente Charles Manson). Purtroppo non sappiamo quando potremo rivederli in questi ruoli, se mai ce ne sarà occasione.

Mindhunter

Infatti David Fincher ha dovuto abbandonare l’idea di dedicarsi immediatamente alla terza stagione di Mindhunter. Questo a causa di altri suoi impegni: il film biografico Mank e la seconda stagione della serie antologica Love, Death & Robots, entrambe le opere in arrivo su Netflix, proprio come Mindhunter.

E qui arriviamo al futuro della terza stagione di quest’ultima: vista la scadenza del contratto dopo la seconda stagione (uscita in streaming ad agosto 2019) e visti gli impegni di Fincher, Netflix ha preferito non rinnovare gli accordi con gli attori, così da liberarli da qualunque obbligo e così da permettere loro di cercare altri ingaggi e altri progetti.
Nulla impedisce, in futuro, un ritorno di Fincher sulla serie, ma resta da capire quali membri del cast saranno ancora disponibili. Dunque il futuro di Mindhunter è tutt’altro che roseo.

Fonte: EW

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).