You: la serie Netflix rinnovata per una terza stagione

La serie Netflix You, storia dalle forti tinte da thriller psicologico, è ufficialmente stata rinnovata per una terza stagione, dopo le prime due stagioni che hanno raccolto consensi e recensioni positive sia nel pubblico, sia nella stampa specializzata.

Nella prima stagione, uscita in Italia a partire dal 2018, abbiamo visto il mite libraio di New York Joe Goldberg cadere preda delle sue ossessioni e del suo amore malato per l’aspirante scrittrice Guinevere Beck, fino a diventare un pericoloso e violento maniaco. Nella seconda parte, invece, Joe ha provato a fuggire al suo passato, fino ad arrivare a Los Angeles: qui incontra l’aspirante chef Love Quinn, che finirà per attirare su di sé le attenzioni di Joe. Questa seconda stagione si è concentrata appunto sui tentativi del protagonista di riuscire a dimenticare ciò che è stata la sua esistenza a New York.

La serie, basata sui romanzi You e Hidden Bodies della scrittrice Caroline Kepnes, ha come ideatori Greg Berlanti (Arrow, Everwood) e Sera Gamble (Supernatural). Il ruolo del protagonista appartiene a Penn Badgley (Easy Girl, Gossip Girl); le parti dei due interessi amorosi di Joe sono invece stati rispettivamente di Elizabeth Lail (Once Upon a Time) e Victoria Pedretti (The Haunting). Altri ruoli secondari sono stati affidati a Shay Mitchell (Pretty Little Liars), Ambyr Childers (The Master), Jenna Ortega (Jane the Virgin) e John Stamos (E.R. – Medici in Prima Linea).

You

Per quel che riguarda la terza stagione, You è stata rinnovata a neanche un mese dall’uscita della seconda, approdata su Netflix il 26 dicembre 2019. Questa nuova parte della storia di Joe dovrebbe arrivare sugli schermi degli abbonati alla piattaforma nel corso del 2021, e rivedrà Greg Berlanti e Sera Gamble alla produzione e ideazione della serie, con il supporto della casa Berlanti Productions.
Non resta che aspettare di saperne di più sul futuro della serie.

Fonte: Variety

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).