Bugs Comics: Samuel Stern #1 – L’Incubo che non è | Recensione

L’ultimo mese ha visto la nascita di un nuovo personaggio nel campo dell’editoria italiana. Il suo nome è Samuel Stern, figlio di Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro che hanno dato tutti loro stessi per portare alla luce un nuovo fumetto, guadagnandosi così il suo spazio nelle edicole, al fianco dei titoli bonelliani.

Samuel Stern è una scommessa a tutti gli effetti, su cui lo stesso editor della Bugs Comics ha deciso di puntare scrivendone soggetto e sceneggiatura, insieme al già citato Filadoro. Per chiunque sia del giro sarà stato impossibile non notare sui social il marketing volontariamente aggressivo di un prodotto che cela un rispettabile desiderio di salvaguardia nei confronti delle edicole. E finalmente, dopo settimane di attesa e di aspettative inevitabilmente create per il debutto di un volto fresco e nuovo arriva il primo numero di Samuel Stern, intitolato Il Nuovo Incubo.

samuel stern

E dunque ci tuffiamo con curiosità nella lettura di 94 pagine di storia, pronte ad introdurci una nuova figura, che ci trasporti nelle sue avventure e nella sua mente costellata di demoni. Sfoglio le pagine, attendo di saperne di più, sfoglio un’altra pagina pronto a godermi l’entrata in scena di un nuovo indagatore dell’incubo e senza accorgermene sono arrivato a fine albo. Chiudo e l’unica parola che mi viene in mente è…

peccato.

Samuel Stern, l’ho già detto, nasce con l’intenzione di ridare lustro alle uscite in edicola ma manca di una struttura narrativa fondamentale, soprattutto per un numero da debutto. Il Nuovo Incubo è una storia che, in una serie regolare oramai sul mercato da svariato tempo, sarebbe tranquillamente bypassabile, totalmente ininfluente ai fini del filone narrativo centrale, ma quantomeno accettabile. Questo numero presenta svariate mancanze, sia da un punto di vista tecnico della sceneggiatura (molte visibilissime a primo impatto senza bisogno di un occhio troppo esperto) sia per quanto riguarda l’intero assetto di cosa si voglia raccontare. I dialoghi sono estremamente curati, forse troppo, facendo percepire un’eccessiva rigidità per un prodotto che avrebbe sicuramente giovato da un approccio più sciolto e innovativo. 

Il personaggio viene introdotto nelle prime pagine quasi come fosse un elemento secondario alla scena, proseguendo con una caratterizzazione molto superficiale che porterà la vicenda verso un appiattimento tale da non riuscire a smuovere particolari emozioni. Le idee sono ben presenti e visibili ma non sfruttate a dovere. Personalmente, ad esempio, visto il tratto horror che si vuol dare alla storia e al personaggio, mi sarei aspettato una scelta di inquadrature e un utilizzo di chiaro/scuri molto più funzionali, anche sfruttando l’ambientazione gotica di una Scozia che è terreno fertile per storie del genere. Inoltre, considerando che la serie è pensata per essere antologica, il lettore non riesce a inquadrare alcuna trama orizzontale, esaurendo così molto in fretta il proprio interesse che si perde definitivamente con un finale totalmente vuoto, con l’assenza di un cliffhanger.

 Anche i disegni di Luigi Formisano sembrano mancare di una vena autoriale tale da poter compensare alle mancanze già descritte. Proseguono senza infamia e senza lode, spogliando ancora di più il fascino del debutto esplosivo che avrebbe dovuto avere l’albo. 

Samuel Stern #1, insomma, viene a mancare di tutti quegli elementi che dovrebbero far parte del debutto di qualsiasi personaggio a fumetti, non riuscendo a scaturire alcuna particolare attesa per il seguito già programmato. Un prodotto dunque, sfortunatamente non all’altezza dell’ambizione che si era prefigurato.

samuel stern

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.