saldaPress: Murder Falcon – Salvare il mondo un riff alla volta | Recensione

L’adolescenza è un’età romantica e terribile.

Una porzione di vita capace di segnare indelebilmente, cristallizzandosi nella memoria per le sue prime volte o per i terribili complessi che porta con sé. Per chi scrive si è trattato del secondo caso. L’adolescenza è stato un momento molto complicato, doloroso e particolarmente solitario, costellato di piccoli e grandi crolli. Nulla sotto cui perire, sia chiaro, ma nemmeno una passeggiata. In quelle giornate interminabili mi rifugiavo nelle mie più grandi passioni: i fumetti e la musica.

Jack Kirby affermava:

Comics will break your heart, kid!

Aveva ragione. La nona arte fu un’ancora di salvezza in un modo del tutto diverso rispetto all’infanzia. Le storie assumevano un peso differente, grazie ad una capacità critica che si andava man mano sviluppando. Due linguaggi del tutto nuovi, quello fumettistico e quello musicale, si fecero strada nella vita di un adolescente qualunque, rendendo ogni giornata una scoperta da leggere o ascoltare. Inutile dire come il metal rappresentasse la principale valvola di sfogo, tra BlackSabbath, Metallica e Slayer -giusto per citare qualche nome-.

Murder Falcon

Ecco, avendone la possibilità, vorrei poter regalare al me stesso tredicenne, goffo e tarchiato, una copia di Murder Falcon. Vorrei farlo perché leggendolo ed avendolo amato oggi, so quanto mi avrebbe fatto sentire a casa allora… perché riesco chiaramente a vedere l’esaltazione nel mio volto di adolescente mentre vengono citati i Racer X, Dio e Jason Becker in una storia che avrei voluto vivere in prima persona, oltre  alle lacrime che avrei versato a fine lettura.

Ma facciamo un passo indietro: Daniel Warren Johnson torna a vestire i panni di autore completo con una nuova maxiserie intitolata Murder Falcon, dopo l’ottimo Extremity -di cui vi abbiamo parlato qui e qui-. In questo nuovo titolo riversa tutte le proprie passioni (l’amore per il metal e quello per il fumetto) dando vita ad un lavoro dai presupposti folli e decisamente sopra le righe. Il protagonista della storia è Jake, virtuoso chitarrista la cui vita è andata in pezzi. L’esistenza di Jake, diviso tra l’amore per la sua compagna e quello per la sua sei corde, è scivolata sempre più nell’oblio, così come la sua felicità, mentre lo spettro di una terribile malattia si staglia gigantesco all’orizzonte. Tutto viene scosso dall’arrivo di Murder Falcon, un gigantesco uccello umanoide, inviato sulla Terra da The Heavy per combattere un’estenuante battaglia contro il male. Murder Falcon e Jake sono legati dal potere della musica in maniera tangibile: più lui shredda sullo strumento più la forza di Falcon aumenta. In breve, questo racconto è classificabile come il sogno erotico di ogni adolescente che abbia mai suonato, convinto di poter salvare il mondo attraverso la propria musica. Daniel Warren Johnson mette tutto se stesso in un titolo che arriva direttamente dal cuore e punta a quello dei lettori. Dietro la premessa folle di un uccello umanoide guidato da un ragazzo e la sua chitarra, pronto a salvare il mondo da una minaccia di lovecraftiana memoria, si nasconde una storia dai grandi insegnamenti, che ci ricorda quanto sia difficile essere umani, con tutte le nostre paure e contraddizioni.

Murder Falcon

Con Extremity, Johnson ha dimostrato di avere grandi capacità narrative, brillando maggiormente su prodotti in cui può avere il pieno controllo, ed in tal senso Murder Falcon è l’ennesima evoluzione nella cifra artistica dell’autore, che vediamo affidarsi alla capacità del lettore di filtrare ciò che viene proposto tavola dopo tavola. Laddove Extremity poneva immediatamente presupposti drammatici -una famiglia distrutta, la ricerca della vendetta-, Murder Falcon si contrappone in modo chiassoso, con una trama apparatentemente scontata, seppur costruita e presentata in maniera estrema. L’autore di Chicago inserisce una minaccia ultraterrena, pronta a distruggere la Terra, e vi contrappone il bene, con un dualismo semplicistico, almeno in superfice. Scavando più a fondo, troviamo la vera storia che Johnson vuole raccontare, una storia che si focalizza su drammi umani e sulle scelte dei personaggi che popolano questo mondo. Così come Extremity era incentrato su Thea e sul suo percorso di crescita, che doveva portarla all’ultima tavola dell’ultimo volume con una consapevolezza nuova, lontana dalla violenza e dalla distruzione, Murder Falcon parla di Jake, del suo viaggio e dei suoi timori, rendendo il salvataggio del mondo il mezzo con cui sconfiggere paure grandi quanto la vita stessa.

Con Jake, Johnson racconta un dramma a grandezza d’uomo, così terreno e reale da spaventare ben più di un’entità maligna dalle mire espansionistiche troppo cresciute. In un coacervo di birra, testosterone e metal, Daniel Warren Johnson si permette il lusso di sviscerare il dramma di un singolo essere umano  -e, lateralmente, dei suoi cari- mettendo nero su bianco le sue paure ed il suo dolore. Jake cade, lo fa rovinosamente davanti ad un destino avverso che sembra aver già scelto per lui, eppure, nel suo meraviglioso sviluppo, acquista consapevolzza, vivendo ogni momento, ogni nota, ogni sguardo… riappropiandosi della propria esistenza un riff alla volta. Il personaggio di Jake segue un arco di crescita classico, che tuttavia, viene soverchiato nelle ultime battute, facendo acquistare all’intero lavoro un gusto totalmente diverso. Jake è l’eroe di questa storia, un eroe che capisce di dover sfoggiare fieramente le proprie macchie e paure, che, infine, riesce a comprendere come l’unico modo di vivere la vita sia con -e per- chi si ama, sopratutto quando il futuro appare scuro ed incerto.

Murder Falcon

La cura minuziosa impegata da Johnson tocca ogni ambito della storia; risulta naturale, quindi, trovare un impianto mitologico e totemico estremamente solido. La soluzione scelta, secondo cui i vari strumenti musicali vengono proposti come delle sacre reliquie, con cui i “degni” possono prendere contatto con i propri “spiriti guida“, ha un gusto squisitamente fantasy. Dal punto di vista prettamente grafico, Johnson coglie l’occasione per abbandonare ogni freno inibitore, innalzando ancor di più il livello generale dell’opera. L’autore riesce a proporre una narrazione serrata con uno storytelling cesellato, riuscendo a far processare al lettore una gargantuesca mole di eventi. Le influenze del fumetto nipponico sono state totalmente interiorizzate, con un occhio di riguardo al forsennato dinamismo e gli scontri tra i Kaiju, ritmati dalle esibizioni di Jake e della sua riformata band, trasudano epicità da ogni singolo riff. Il titolo tutto è permeato da un sottofondo musicale che esplode e prende vita nei momenti più concitati, divenendo elemento portante della stessa narrazione. Per rendere tale aspetto ancor più evidente l’autore di Chicago inserisce una chicca, ovvero una colonna sonora gratuitamente ascoltabile su Bandcamp da lui realizzata sotto il nome dei Brooticus, la band protagonista dell’intera storia. I Brooticus, quindi, non sono altro che la one man band dello stesso Warren, abile chitarrista che per l’occasione ha raccolto alcuni suoi brani, programmato delle percussioni e dato vita all’EP “Shredded  to Death“.

Murder Falcon è un fumetto pieno e denso, un titolo che colpisce duro al cuore e allo stomaco, conquistando con perfetto world building ed un altrettanto eccelso character design -adorere le varie creature, in tutta la loro eccessiva veste grafica-. Daniel Warren Johnson confenziona un piccolo gioiello che non esitiamo a definire come uno dei migliori prodotti del 2019. Il dramma di Jake, le “urla nel vuoto“, la musica e l’azione fanno di questo lavoro un volume imprescinbile nella fetta di ottime produzione provenienti dall’ambito creator-owned della Image e, più precisamente, della Skybound.

Murder Falcon

Tornando a quanto detto in apertura: vorrei davvero poter regalare questo corposo cartonato -proposto da saldaPress in una curatissima versione, probabilmente uno dei migliori lavori della casa editrice in questo formato e fascia di prezzo- al me stesso di qualche tempo fa, sicuro del risultato che sortirebbe. Narrazioni come quelle di Johnson ci ricordano cosa significhi vivere, scegliere, cadere e rialzarsi, tralasciando scontati cliché o insipide morali… ci ricordano che, di tanto in tanto, gridare nel vuoto, per lasciare andare tutto e trovare il coraggio di combattere ancora, è dovuto.

Murder Falcon è il pezzo heavy che non stavate cercando, in cui vi imbattete per caso e che vi lascia folgorati. Prendete una birra, mettete su qualche album a cui affezionati e preparatevi a vivere emozioni inaspettate.

You keep on taking chances with your back against the wall
Hurdle after hurdle you’re still giving it your all
Living the hard way
-Racer X, Living the Hard Way da Second Heat (1987)

Murder Falcon

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.