Star Trek: Noah Hawley alla guida del prossimo film

Il rilancio cinematografico della famosissima saga di Star Trek, nata sugli schermi televisivi nel 1966 e riportata al cinema dal regista J. J. Abrams (Super 8, Star Wars: Il Risveglio della Forza), è andato avanti fra alti e bassi, ma adesso la Paramount Pictures spera di aver imboccato la strada giusta affidando il quarto capitolo del reboot a Noah Hawley (Bones).

Noah Hawley

Lo sceneggiatore delle serie Fargo e Legion, e regista alla sua prima opera quest’anno con Lucy in the Sky, scriverà e dirigerà il quarto episodio del rilancio cinematografico di Star Trek. Non è la prima volta che la Paramount si affida a qualcuno per la realizzazione del nuovo episodio della serie: ci aveva provato recentemente, e senza successo, con S. J. Clarkson (Banshee) come regista e con Chris Hemsworth (il Thor del Marvel Cinematic Universe) nella parte del padre del capitano Kirk, l’iconico protagonista al comando dell’astronave U.S.S. Enterprise.

Il nuovo corso arriva dopo i primi due capitoli, Star Trek del 2009 e Star Trek Into Darkness del 2013, diretti da J. J. Abrams, ai quali si aggiunge Star Trek Beyond, diretto da Justin Lin (vari capitoli della serie Fast & Furious).

Oltre a Noah Hawley come new entry e guida del progetto, nel team dellla pellicola tornerà anche lo stesso Abrams, che avrà il ruolo di produttore e che comparirà nei crediti anche con la sua Bad Robot Productions in supporto alla Paramount. Confermato anche il cast: Chris Pine (Wonder Woman) come il capitano James T. Kirk, Zachary Quinto (Heroes) per il ruolo del vulcaniano Spock, Zoe Saldana (Gamora del Marvel Cinematic Universe) per la parte di Nyota Uhura, Karl Urban (Il Signore degli Anelli) come il dottor McCoy e Simon Pegg (Hot Fuzz) nei panni di Montgomery Scott.
La pellicola, di cui ancora non si ha nessun altro dettaglio, non avrà nulla a che fare con il progetto dello Star Trek in cui sarà coinvolto Quentin Tarantino (C’era una volta a… Hollywood).

Fonte: Variety

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).