Doctor Sleep: Stephen King afferma “Riscatta Shining di Kubrick”

È cosa abbastanza nota che Stephen King, il famosissimo autore di romanzi horror (It, Pet Sematary, Christine), non abbia mai apprezzato il lavoro di trasposizione fatto dal maestro Stanley Kubrick (Lolita, Arancia Meccanica) col suo Shining. Con l’uscita di Doctor Sleep, versione cinematografica dell’omonimo romanzo sequel di Shining, lo scrittore di Portland ha avuto modo di tornare sull’argomento.

Le sue parole, come vedrete qua sotto, sono state di critica per Kubrick e di elogio per il regista del secondo capitolo, Mike Flanagan (Il Gioco di Gerald).

[Shining] È sicuramente bello da guardare: set meravigliosi, tutte quelle riprese con la steadicam. L’ho sempre definito una Cadillac ma senza motore. Non puoi farci altro che ammirarlo come una scultura. Praticamente hai privato il film del suo scopo primario, che è raccontare una storia. Vi basti pensare a come si conclude la storia: alla fine del romanzo, il personaggio di Jack Torrance [interpretato nel film da Jack Nickolson, Easy Rider] dice a suo figlio che gli vuole bene, dopodiché esplode insieme all’Overlook Hotel, è un climax molto emotivo. Nel film di Kubrick, Jack muore congelato.

Kubrick

Sulla versione di Kubrick della storia della famiglia Torrance nello sperduto Overlook Hotel, fra misteri e presenze spiritiche, King ha anche detto di aver odiato il risultato finale. E per questo, quando scrisse Doctor Sleep (ambientato alcuni anni dopo), lo ambientò in un mondo in cui l’hotel non esisteva più. Lo scrittore e regista del nuovo film, Mike Flanagan, ha raccontato come è riuscito a convincere King riguardo la sua versione di Doctor Sleep come sequel del film di Kubrick, con un Overlook Hotel ancora in piedi.

Sono sempre stato un fan di King, è il mio eroe fin da quando ero un ragazzino ma, mentre leggevo Doctor Sleep, avevo in mente le immagini dello Shining di Kubrick. Shining è onnipresente e si è fissato nella mente delle persone del cinema come pochi film sono riusciti a fare […]. [Stephen King] Era riluttante, dunque gli ho detto ‘Allora, lascia che ti mostri cosa ho intenzione di fare’ e gli ho proposto una scena ambientata nell’Overlook Hotel. Poi ho aggiunto ‘Per il resto della storia tenterò di essere il più fedele possibile, però il confronto finale non sarà su ciò che resta dell’Overlook, ma avrà luogo nei suoi spazi.’ Lui si è preso del tempo per pensarci e poi è tornato e mi ha detto ‘Ok, vai avanti’.

Stephen King ha aggiunto anche quanto segue alle sue dichiarazioni.

Ho letto la sceneggiatura di questo film molto, molto attentamente. Ovviamente volevo che fosse fatto un buon lavoro con questo sequel, visto che le persone conoscono il libro Shining, e ho pensato che non volevo che il secondo capitolo fosse rovinato. Con Mike Flanagan, di cui ho apprezzato tutti i film, ho lavorato per Il Gioco di Gerald [basato su un romanzo di King]. Ho letto molto attentamente e mi sono detto ‘Tutto quello che non mi è mai piaciuto in Shining di Kubrick qui è stato riscattato.’

Kubrick

Il regista Flanagan ha poi raccontato com’è stato far assistere King a una proiezione della pellicola in anteprima, con l’ansia di avere accanto uno dei propri idoli che sta guardando il tuo film, basato su di un suo romanzo. Ma tutto è andato per il meglio.

Una volta finito il film, [King] si è rivolto verso di me, mi ha appoggiato una mano sulla spalla e mi ha detto ‘Hai fatto un bel lavoro’. Io sono letteralmente morto. [E Stephen King ha aggiunto] ‘Aver visto questo film ha migliorato i miei sentimenti nei confronti dello Shining di Kubrick’. Questa è una cosa da matti. L’obiettivo principale fin dall’inizio è sempre stato quello di ricucire la distanza fra lo Shining di Kubrik e lo Shining di Stephen King. Se c’è mai stata anche una piccola possibilità di fare questa cosa, questo è ciò che avevo intenzione di fare come fan.

Vi ricordiamo che Doctor Sleep lo trovate attualmente al cinema. Nel cast abbiamo Ewan McGregor (Moulin Rouge!, The Island), Rebecca Ferguson (Mission: Impossiblee – Rogue Nation, Mission: Impossible – Fallout) e Alex Essoe (Midnighters).

Fonte: EntertainmentWeekly

Classe 1989, Simone ha sempre cercato il mezzo d'espressione perfetto: forse il fumetto (come quell'"House of M" targato Marvel), o magari il cinema (con "Jurassic Park" come primo film di cui ha memoria), oppure il videogioco (la prima epica sessione, 5 ore davanti alla PlayStation)? Quando non pensa a questa insensata gara, si diverte a scrivere racconti e poesie. E i suoi studi umanistici riflettono un po' il suo animo, fra una tesi sul rapporto fra storia degli Stati Uniti e fumetti di supereroi, e un glossario della lingua videoludica (che è riuscito anche a pubblicare).