Si è tenuta sabato 12 e domenica 13 scorsi la Decima Edizione del San Donà Fumetto, expo-fiera dedicata a fumetti, games e Pop Culture. Ci abbiamo fatto un giretto nella sua giornata conclusiva.

San Donà Fumetto
Locandina ufficiale del San Donà Fumetto

Sono le 9 di mattina e siamo già incolonnati. È una domenica abbastanza uggiosa quella che ci accoglie a San Donà di Piave (TV) con una coda chilometrica al casello autostradale. Il vicino centro commerciale ha deciso di applicare degli sconti, almeno così pare, e tutti gli Zombies da Mall si sono dati appuntamento per una grigliata in terza corsia. Se poi ci uniamo anche una bella nebbia a banchi dalla consistenza del budino della nonna (quello dichiarato arma contundente di terzo livello dalla autorità dell’ O.N.U.) potrete capire che il morale in auto non fosse proprio a mille.

Dopo aver raccolto un pool di amici su cui fare affidamento, siamo partiti alla volta del San Donà Fumetto e, dopo qualche ora di viaggio, una colonna interminabile ed il Lunapark paesano che ci obbliga ad esplorare i campi coltivati del circondario, riusciamo a piazzare la macchina in una zona poco distante dal palazzetto ed a metterci in coda per l’ingresso. Fortunatamente non c’è ancora una gran ressa altrimenti i pochi parcheggi disponibili (e assolutamente non segnalati, per rendere il gioco più avvincente) sarebbero stati insufficienti a gestire l’afflusso.

Le porte vengono aperte ed i primi ranghi dei Cosplayer da sfondamento aprono una breccia per noi comuni mortali. Intravedo di sfuggita una povera Nami travolta da un esercito di Ken Kaneki. I nostri occhi si incrociano per un secondo e leggo la sua muta richiesta di soccorso, ma la mia riserva eroica è preziosa e non può essere sacrificata già trenta secondi dopo l’apertura dei gates. La fiera reclama la sua prima vittima sacrificale.

All’interno mi reco all’info-point gestito da un nugolo di hostess. Della decina di addetti soltanto una ragazza è impegnata in una chiacchierata in un inglese fantasioso con una coppia di giapponesi. Mi avvicino al bancone ed attendo. Ed attendo ancora. Dopo almeno quindici minuti una delle hostess di accorge di me, un guizzo di panico negli occhi, si guarda attorno cercando aiuto dai commilitoni, ma ormai si rende conto di essere stata notata. Le domando un elenco di espositori, un programma ed una mappa di stand ed autori. Lei sorride gentilmente e cerca di spiegarmi a voce quanto richiesto. Non sono previste brochure di nessuna sorta. L’inizio non è certamente promettente ma mi armo di smartphone  e senso dell’avventura ed entro nel padiglione.

Il San Donà Fumetto non è enorme, per un primo giro esplorativo impiego circa un’oretta. Scelgo i bersagli, prendo confidenza con gli spazi ed i vari stand (disposti in maniera accessibile e schematica) e controllo i programmi. Dagli altoparlanti, a cadenza regolare, arrivano gli annunci degli eventi in partenza e, tutto sommato, sono sufficienti per restare aggiornati sullo svolgimento della giornata. Anche la mappa, a ben guardare, non sarebbe stata poi così indispensabile.

San Donà Fumetto
Interno del San Donà Fumetto

L’afflusso è discreto, ma non opprimente. Ogni postazione è visitabile senza grosse code ed avanza il tempo anche per scambiare qualche parola con venditori ed autori. Scelgo di iniziare da una delle proposte più interessanti di questo San Donà Fumetto: l’artbook Kyoani in tributo alla Kyoto Animation. L’iniziativa, promossa da un pool di disegnatori italiani, ha visto la pubblicazioni di un art book di ottima fattura e dal sentimento nostalgico e di grande affetto nei confronti della casa d’animazione giapponese che è stata di recente vittima delle fiamme. Ne parlo con Daniele Garbugli, uno dei promoter dell’iniziativa benefica nonché firma di una splendida pagina centrale a tema Pokémon.

Il libro nasce come tributo alla Kyoto Animation e raccoglie tutte quelle firme italiane che, nel corso della carriera, si sono trovate a collaborare con la realtà nipponica. Il ricavato della vendita, una volta coperte le spese di stampa, sarà devoluto alla casa d’animazione. Il costo è veramente irrisorio. Appena 15€ come offerta di base. Daniele è un ottimo padrone di casa, affabile e scherzoso, mi spiega nel dettaglio il progetto e si vede che ci tiene veramente. Il suo “grazie” al momento dell’acquisto è sincero e schietto. Mi indica alcune postazioni adiacenti alla sua dove si trovano Marco Albiero ed Elisa di Virgilio, altri autori che firmano più che volentieri il libro, lasciandomi anche un piccolo doodle con dedicata. Un acquisto che fa bene agli occhi ed allo spirito.

San Donà Fumetto
Copertina di Kyoani, tribute art book to Kyoto Animation.

Proseguo la mia visita e mi metto in fila alla postazione di Bigio autore dei casi mediatici di webcomics quali Drizzit  e The Author. La fila sarà la più lunga della giornata ed, in realtà, si attesta a poco meno di un’ora. Oro colato in una fiera del fumetto. Luigi Cecchi (in arte Bigio) è spigliatissimo. Sempre sorridente e paziente, disponibile verso le richieste di tutti i fan. Non sbrigativo, si mette a tua completa disposizione. Me ne torno a casa con alcune copie firmate e “sketchate” dei suoi albi Niente finisce davvero (capitolo conclusivo della saga di Drizzit) e di The Author vol.4 anche in questo caso conclusivo.

San Donà Fumetto
Luigi (Bigio) Cecchi al San Donà Fumetto

Vicino al Bigio trovo anche Dado, l’autore dei webcomics Prima di Pai e Vita di Pai. Stranamente la fila qui è praticamente inesistente. Riesco a farmi firmare al volo le mie copie ed a scambiare anche qualche parola in più con l’autore che, però, non si scuce su eventuali progetti futuri. Parliamo principalmente dei suoi fumetti e del rapporto con la rete e con i sui fans. Dado si definisce particolarmente riconoscente verso tutti quelli che lo hanno sostenuto e continuano a sostenerlo in quello che, da una semplice passione, è diventato un lavoro a tempo pieno.

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Dado, copertina del recente Vita di Pai, edito dalla Shockdom

Per chiudere la sezione dedicata agli autori vorrei parlarvi di quella che, secondo me, è stata la migliore rivelazione del San Donà Fumetto 2019. Il Necronomicon gamebook nelle versioni Dagon e Carcossa. Se come me siete dei vecchiacci ed avete vissuto sulla pelle gli anni ‘90 non potrete certamente dimenticare i “gamebook”. Avventure a bivi attraverso le pagine di un libro che, anche grazie ad eventi mediatici quali Bendersnatch di Netflix, sono tornati prepotentemente alla ribalta in questi ultimi anni.

The Necronomicon Gamebook è un fantastico esempio 100% Made in Italy sfornato dalla Officina Meningi attraverso un crowdfunding on Line che ci porta nelle ambientazioni di Lovecraft attraverso un sistema semplice da apprendere e di facile giocabilità ma assolutamente non banale o scontato. Le nostre scelte influiranno direttamente sull’andamento della trama attraverso rompicapo, combattimenti e sanità mentale in costante calo che, se non ben gestita, ci porterà alla pazzia con l’ingresso nel Piano del Sogno, dove creature dell’incubo ci attendono impazienti. I due libri, disponibili in edizione economica o cartonata, sono di pregevole fattura. Le illustrazioni, la grana della carta, la scelta delle tonalità e del font lavorano in perfetta sinergia per offrire un’esperienza immersiva di primo livello. La mente del progetto, Valentino Sergi, ed i due disegnatori Alberto Dal Lago e Jacopo Schiavo, ci rendono un prodotto eccellente che da solo vale la visita alla fiera. Bel lavoro ragazzi!

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Sergi e lo staff del Necronomicon gamebook al San Donà Fumetto

La restante parte della giornata è stata dedicata alla visita dei vari stand dei commercianti ed all’esplorazione dei cosplay presenti che, in media, si presentano di buon livello. Molto interessante la parte dedicata ai giochi da tavolo con proposte nuove e ben strutturate. A disposizione degli utenti sono stati posti una marea di tavoli ben assortiti, incoraggiando le persone ad incontrarsi, giocare, scambiare e soprattutto divertirsi.

Su questo punto, da giocatore di GDR, rivolgo un plauso alle varie Adventurers League presenti, in primis alle sale di Venezia e Caorle che, con impegno e passione, hanno proposto delle ottime sessioni dedicate al mondo del Dungeons&Dragons, mentre la Loggia degli Irrealisti ha proposto ambientazioni e meccaniche di gioco differenti per tutti i gusti ed i livelli di preparazione ludica.

In conclusione una giornata ben spesa in questo San Donà Fumetto che, nonostante le dimensioni ridotte ed un’organizzazione non priva di difetti, si è fatto apprezzare regalando anche qualche perla di notevole qualità. Se ci uniamo l’ingresso gratuito e degli stand alimentari efficienti e dal costo giusto, ne risulta una manifestazione di buon livello. Non una vera e propria fiera del fumetto, ci vorrebbero maggiori attività ed ospiti in questo senso, ma sicuramente una buona fiera di settore Comics&Games.

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Cosplay Ultramarine della Prizmatec al San Donà Fumetto
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Star Wars Cosplay Treviso al San Donà Fumetto