Panini Comics: Freccia Nera – Tempi duri | Recensione

Gli Inumani non sono mai stati cosi al centro dell’attenzione nel Marvel Universe come negli ultimi anni. Dopo gli eventi del crossover Infinity (2013) che portò Freccia Nera a vedere nel rilascio di una bomba terrigena l’unica speranza di salvezza contro Thanos, gli Inumani hanno iniziato a spuntare come funghi. Attraverso la terrigenesi, infatti, le nebbie terrigente diffuse sulla città di New York hanno cominciato ad attivare i poteri rimasti sopiti in tutte quelle persone di discendenza inumana, sconvolgendone così l’esistenza.

Da qui ha poi avuto inizio l’evento Inhumans Vs. X-Men (2016) che ha messo la comunità mutante faccia a faccia con gli effetti collaterali della bomba. Ma di Freccia Nera niente. Nessuna traccia. Egli è sparito, nel suo silenzio. Nessuno sa dove trovarlo, tanto meno quella che un tempo era la sua regina, Medusa, ora costretta a ricorrere a tutta la sua tenacia per governare da sola il suo popolo. Freccia Nera non c’è. Ma il 6 Dicembre 2017 Saladin Ahmed e Christian Ward, scelgono di raccontarcelo nella prima miniserie dedicata al personaggio. Nel 2019, Panini Comics raccoglie le dodici uscite nel cartonato dal titolo “Tempi Duri“.

Quello su Freccia Nera è il primo lavoro seriale realizzato da Ahmed per il mondo del fumetto e l’Eisner Award vinto nel 2018 come Miglior Nuova Serie, ha tolto ogni dubbio. In effetti, ritrovarsi subito a dover gestire un personaggio straordinariamente potente e pericolosamente particolare come quello del re degli Inumani non è sicuramente una passeggiata. La responsabilità di dover presentare al mondo un lavoro esclusivamente su Blackagar Boltagon ha dimostrato un atto di fede non indifferente che ha raggiunto il suo obiettivo grazie anche ai disegni di Christian Ward e i colori di Frazer Irving. Dodici numeri che raccontano non soltanto la lunga assenza dell’Inumano ma che presentano al lettore una vera e propria mitologia dell’eroe e del suo cammino di redenzione per un avvenire migliore.

Freccia Nera

Imprigionato in un luogo sconosciuto dello spazio/tempo e marionetta di un’entità psichica nota con il nome de “Il Carceriere”, Freccia Nera lotterà per tornare in quello stesso mondo che un tempo chiamava casa ma i cui più cari amici ha tradito. Quello che ci si presenta davanti non è più un Re, ma un semplice uomo posto dinanzi ai suoi peccati e al suo esecutore che nasconde una terribile verità. Una storia che, forse, nel corso dei dodici numeri a tratti cade nella ridondanza e in un’autocommiserazione tale da farci quasi perdere l’interesse nel protagonista. Il volume, curatissimo come sempre nella stampa, apre un nuovo capitolo nella storia editoriale di Freccia Nera che da monarca spesso desposta ed egoista, dovrà tramutarsi in un uomo migliore per poter garantire la salvezza sua e dei suoi amici.

Ahmed, dunque, riesce a trovare la sua dimensione con un personaggio i cui baloon non dovrebbero neanche esistere. Crea degli escamotage perfetti per permettere al sovrano di raccontare lui stesso cosa abbia albergato nella sua mente, non avendo mai avuto la possibilità di esprimerlo. Il lettore familiarizza quindi con un supereroe per anni rimasto nella cerchia dei potenti e degli Illuminati ma finora sempre troppo distante. I disegni di Ward uniti alle colorazioni di Irving creano uno spettacolo pirotecnico mozzafiato. Accompagnano il lettore in un viaggio multidimensionale adattandosi allo stato d’animo di un uomo perduto e a un luogo freddo e insidioso, creando cosi uno scenario che possa far esplodere il tocco sci-fi che la serie richiede. Riescono a dosarsi benissimo, allontanando il rischio di apparire come una combo troppo pesante e soffocante a tal punto da stancare l’occhio prematuramente.

In sintesi, un prezioso volume da collezione per gli aficionados e uno sguardo introspettivo nella psiche di un uomo ben più contorto e segnato di quanto si potesse immaginare.

Freccia Nera

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.