saldaPress: Terminator 35’ anniversario | Recensione

Lo scorso settembre, saldaPress ha celebrato il 35’ anniversario della celebre serie Terminator con la pubblicazione di un volume da collezione. Abbiamo avuto la possibilità di leggerlo, e questo è il nostro parere.

Saldapress Terminator
Copertina di Terminator 35’ anniversario, edito in Italia da saldaPress

Chi di noi non ha visto almeno una volta le vicende di Sarah Connor e del letale androide Terminator sul grande schermo? Posso affermare senza paura di essere smentito che il franchise ha posto una pietra miliare nella cultura pop degli anni ‘80 grazie anche alle varie serie a fumetti pubblicate nel corso del tempo. Ora, a trentacinque anni di distanza, la saldaPress ha deciso di celebrare l’avvenimento con un volume cartonato di grande pregio che farà sicuramente gola ai fan ed ai collezionisti. Ma il volume vale veramente l’acquisto? Per rispondere a questa domanda dobbiamo concentrarci su vari aspetti.

Iniziamo col dire che il volume si presenta molto bene. L’effetto metallizzato della copertina attira subito lo sguardo e l’illustrazione magistralmente eseguita gratifica l’occhio. Prendendolo in mano il suo peso si fa sentire, ma senza restituire fastidi anche dopo qualche ora di lettura. La grana e la qualità della carta utilizzate soddisfano il livello di stampa, rendendo giustizia ai soggetti ritratti. Forse un pizzico di velatura opaca non avrebbe guastato, per evitare i fastidiosi riflessi della luce che alle volte vengono a formarsi sulla pagina.

In merito al contenuto, suddiviso nella raccolta di due archi narrativi completi per un totale di 160 pagine, ci vengono proposte due storie. La prima intitolata Tempesta è scritta da John Arcudi, disegnata da Chris Warner,  chine a cura di Paul Guinan e colore affidato a Chris Chalenor  e Rachelle Menashe. La seconda storia, invece, si intitola In un solo colpo, ideata da James Robinson e magistralmente illustrata Matt Wagner.

Tempesta si apre nel distopico mondo del 2029 dopo la distruzione del cuore di Skynet. La guerra tra umani e macchine non si è ancora conclusa. Un manipolo di soldati cerca di conquistarsi un accesso in un centro di controllo delle intelligenze artificiali dove, secondo le informazioni raccolte, dovrebbe essere celato un dispositivo per i viaggi nel tempo.

Dopo alcune scene di battaglia, gli audaci uomini guidati dal Sergente Mary, riusciranno ad aprire una breccia nell’edificio ed a conquistare la sala controllo della macchina del tempo. Nel mentre, una figura guardinga e silenziosa, attiva i sistemi di sicurezza interni della struttura, risvegliando tre unità terminator che si metteranno subito a caccia degli  Intrusi. Gli androidi, però, mancheranno il salto spazio temporale del team di soldati di pochi secondi, riuscendo però a catturare ed interrogare il soldato lasciato indietro a programmare il macchinario. Ovviamente, le tecniche di persuasione degli androidi si riveleranno particolarmente efficaci, costringendo il soldato a rivelare la destinazione del gruppo.

Gli umani si risvegliano tra le strade di Los Angeles, alla data attuale (attuale per l’edizione del fumetto). Dopo aver provveduto al reperimento di indumenti, armi e di un posto sicuro in cui riposarsi dopo il salto temporale, il manipolo di uomini inizierà la missione di ricerca, a caccia dello scienziato che si renderà responsabile della nascita dell’I.A. alla base di Skynet, il Dottor Hollister. Sarà il sergente Mary ad approcciare e rapire l’assistente dello studioso, Astin, nel tentativo di arrivare alla sorgente del progetto Bellerophon.

Nel mentre i Terminator hanno completato le riparazioni della macchina del tempo, compiendo lo stesso salto temporale dei soldati e giungendo a loro volta nelle strade di Los Angeles. Anche in questo caso la priorità viene data alla ricerca di armi (ad integrazione di una pistola laser trasportata in una maniera molto fantasiosa) e di vestiti. Il tutto con la classica brutalità e freddezza che caratterizza da sempre gli automi, al cui gruppo si unisce anche la figura silenziosa che diede l’allarme nelle struttura centrale. Figura che appartiene palesemente allo schieramento degli antagonisti dell’umanità.

Saldapress TerminatorSeguono diverse scene di inseguimenti e fughe a rotta di collo. Pedinamenti e sparatorie tra le due fazioni che, bene o male, restano sempre in posizione di stallo, fino a quando, al cuore della storia, uno degli automi cambierà schieramento, offrendo il proprio aiuto ai soldati superstiti e distruggendo il vero fulcro del progetto Bellerophon: la carcassa di un Model 800 su cui si basano le ricerche del Dottor Hollister. Gli umani superstiti si danno quindi alla fuga col nuovo compagno di squadra cyborg, ma verranno inseguiti dalla implacabili macchine in un ultima rocambolesca caccia all’uomo tra il traffico cittadino, che si concluderà con il capo della fazione degli automi cancellato da un esplosione molto scenica. La storia a questo punto viene fatta concludere in maniera fin troppo brusca, con un classico finale aperto all’americana.

Per questa prima storia dell’albo Terminator 35’ anniversario della saldaPress, balza subito agli occhi la qualità del lavoro alle matite ed alle chine del duo Warner-Guinan. Un opera certosina volta al risalto del dettaglio con cura maniacale. Le tavole sono splendide, ben congegnate e graficamente solide. Le tinte scure delle chine fungono da contraltare per I tocchi decisi e spigolosi delle matite, caratterizzate dalla accentuazione estrema della plasticità dei corpi. In particolare le muscolature, per quanto ipertrofiche come da scuola americana classica, sono degne di plauso nella loro armoniosa realizzazione.

Purtroppo non all’altezza la colorazione delle tavole che, pur contestualizzando l’opera ai suoi anni di riferimento, pecca di facilonerie e semplificazioni che mortificano l’opera di china e matita. Anche la trama, nel suo insieme, risulta scricchiolante. Pochi colpi di scena abbastanza scontati ed un andamento lento e ripetitivo privano la storia di uno slancio sufficiente a trasportare il lettore nel cuore degli avvenimenti. Da apprezzare la volontà di restare fedeli alla continuity dettata dal film.

Saldapress TerminatorPiù interessante la seconda storia proposta, In un solo Colpo.  A livello grafico si presenta immediatamente accattivante, grazie all’utilizzo di tecniche innovative e colori sgargianti. Notevole l’utilizzo del bianco per delineare i contorni con colpi di luce decisi. Anche l’impostazione grafica stessa, in totale antitesi con la precedente storia, dona una boccata d’aria fresca all’intero albo. Il mix di tecniche, dall’aerografo al pennello, mantiene vivo l’interesse del lettore che, seppur a livello subconscio, sarà stimolato a riconoscere i diversi tocchi  dell’artista. Anche il comparto della trama regge molto bene, regalando una narrazione serrata e ben studiata. I personaggi proposti cono plausibili, reali e non forzatamente “tosti”. Le pulsioni umane sono rappresentate con grande chiarezza d’intento nella loro nuda realtà esposta al giudizio del lettore. La macchina, al contrario, viene ridotta a muto strumento di morte. Implacabile, letale ed efficiente. Il netto contrasto di dualità ne esce rinvigorito e fortificato, aggiungendo pathos alla lotta tra fazioni. Alcuni colpi di scena studiati magistralmente sapranno stupire e deliziare il lettore, che resterà piacevolmente colpito dall’imprevista svolta della storia, regalandogli una gradevolissima sensazione di appagamento.

La trama di In un solo colpo, vede John Connor, fresco di matrimonio con la gallerista Sarah pronto per partire per la Luna di Miele. I due novelli sposini non immaginano certo che, sulle loro tracce, si sia attestata una macchina proveniente dal futuro. L’obbiettivo dell’arma è quello di terminare la madre di John, omonima della nuova sposa del ragazzo. Questa casualità porterà il Terminator a cercare di eliminare la ragazza fresca di matrimonio In una corsa per la vita tra vicoli, hotels e studi d’arte. Il tutto ovviamente condito da una buona dose di carneficine e sparatorie.

Ma, al di sotto della trama principale, si contorce un groviglio di aspirazioni personali, avidità, meschinità ed opportunismo umano a fare da substrato all’arco narrativo. La miscela così ottenuta gronda Noir abbondantemente, elevando la narrazione ad un livello superiore rispetto al semplice Action Comics. Il lettore viene chiamato a schierarsi, e non certo nello scontro uomo-macchina, bensì nel tragico scenario quotidiano della lotta uomo-uomo.

Ma tornando alla domanda iniziale: questo albo merita di essere acquistato? La risposta non è semplice. Bisogna considerare l’importanza dei due archi narrativi inseriti in Terminator 35’ anniversario di saldaPress. Sono due storie importanti, la prima particolarmente, ed ogni appassionato al franchise dovrebbe conoscere gli albori della propria serie a fumetti. L’edizione e la stampa sono molto ben curate, e questo rende onore al lavoro di Saldapress su questo Terminator. Ma la prima storia, presa singolarmente, non è il miglior esempio di questa saga. Discorso assolutamente diverso va fatto per la seconda storia che, da sola, a mio parere, giustifica l’acquisto del volume. Ha carattere, ha ritmo, una grafica pazzesca ed una trama che, se letta nella giusta ottica, sa colpire con forza e nei punti giusti. Sicuramente saprà accontentare anche i lettori più esigenti, così come i fan affezionati al franchise.

Terminator 35’ anniversario è edito da saldaPress e già disponibile in tutte le fumetterie all’accessibilissimo prezzo di 24,90€

Link diretto alla pagina saldaPress di Terminator 35’ anniversario QUI

Classe '91, Vigo di Cadore, montanaro doc del cuore delle Dolomiti Bellunesi. Cresciuto a polenta e Topolino decide di corteggiare gli studi umanistici, che, però, lo reputano soltanto un amico. Dopo alcuni anni spesi tra lenti ed occhiali decide di mettersi in proprio compiendo il passo più logico: aprire un'edicola fumetteria. Appassionato di musica, cultura pop&geek e board gaming si definisce con orgoglio un cazzone patentato.