Confession Tapes: Jen Wang racconta “Il Principe e la Sarta”, l’accoglienza dei lettori e un possibile futuro cinematografico

Il 25 Settembre 2019, presso la Feltrinelli di Largo Argentina a Roma, abbiamo assistito alla presentazione del graphic novel Il Principe e la Sarta con l’autrice Jen Wang, moderata da Michele Foschini di BAO Publishing. L’autrice, vincitrice di due premi Eisner, ha avuto modo di parlare più in dettaglio della sua opera.

La prima tematica affrontata nel corso del confronto, riguardava il pubblico a cui era rivolta questa lettura. In particolar modo, in risposta alla domanda se un target di età impreciso avesse in qualche modo spaventato lei e la casa editrice, ha risposto:

Non lo so, ma First Second [la casa editrice americana] si è dimostrata interessata sin da subito. Era apparentemente una storia di nicchia, dunque pensavamo che, in qualche modo, il libro avrebbe incontrato la cerchia di persone molto interessate al tema del libro.

Andando avanti, ha dichiarato come le aspettative di un suo possibile successo non l’abbiano minimamente influenzata, anzi, l’hanno resa speranzosa del fatto che stesse realizzando un prodotto effettivamente interessante da poter approfondire. Jen Wang ha subito riscontrato un grande seguito tra il pubblico più giovane.

Ovviamente, per chi abbia letto il libro, può sorgere spontaneo chiedersi se l’autrice avesse delle particolari doti legate al cucito e su quale materiale si sia basata per gli abiti che ci vengono mostrati.

Non ho abilità particolari, ma ora ho cominciato a provarci! Sono sempre stata affascinata dai programmi di cucito e quando ero una teenager seguivo molto la moda cosplay. Ho usato molti riferimenti che ho trovato online dell’abbigliamento di fine Ottocento, riadattandoli in chiave moderna. I bozzetti che si trovano fra i capitoli del libro, sono cartamodelli originali di vestiti dell’epoca!

il principe e la sarta

Per quanto riguarda la scelta del periodo storico e le sue ispirazioni, Wang ha sottolineato:

Ho scelto quell’ambientazione perché era un periodo di transizione piuttosto decisivo tra due epoche. Un esempio è l’ideazione del centro commerciale, mentre le persone si spostavano ancora a cavallo.

Wang ha mescolato un certo immaginario Disney con la sua passione per i musical e il teatro per cercare di infondere nella storia quella drammaticità mista a vibes molto positive, che l’hanno resa il successo che è stato.

 

Al termine della presentazione abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere velocissime con l’autrice, che ha risposto a un paio di domande:

Ciao Jen, piacere di conoscerti e grazie per il tuo tempo. Ti rubo giusto per due domande al volo.

Ciao a te! Nessun problema, mi fa piacere.

Parto subito con la prima domanda, so che vai un po’ di fretta. La storia tratta di una tematica molto attuale e importante al giorno d’oggi. C’è qualcosa in particolare che ti abbia spinto a scegliere questa tipologia di storia da raccontare?

Sì, credo di aver scritto un libro che mi sarebbe piaciuto molto leggere quando ero adolescente. Mi sono chiesta in che storia mi sarei voluta imbattere in quegli anni, come lettrice. Mi sono impegnata a ricordare i miei gusti dell’epoca.

Il Principe e la Sarta, oltre ad essere una bellissima storia si presterebbe molto bene per una trasposizione cinematografica. Hai preso in considerazione questa idea?

Assolutamente sì, mi piacerebbe molto vederlo trasformato in un film. C’è una compagnia che ha acquisito i diritti per portarlo sul grande schermo, ma questo non vuol dire necessariamente che lo faranno. Si tratta di una compagnia che produce live action, quindi mi immagino questo tipo di prodotto. Adorerei vedere come vengono realizzati tutti gli abiti, sarebbe un elemento molto divertente.

Incrociamo le dita allora! Grazie ancora per questa breve chiacchierata e ti auguro un buon proseguimento di tour.

Grazie a voi!

il principe e la sarta

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.