Sono ufficialmente iniziate le riprese di Hammamet, pellicola di Gianni Amelio che verterà sulla figura controversa del leader politico Bettino Craxi, simbolo dello scandalo di Tangentopoli. 

Ad interpretarlo ci penserà Pierfrancesco Favino che ha pubblicato su Facebook uno scatto che lo ritrae nei panni di Craxi e il risultato del trucco è sorprendente. 

bettino craxi

La pellicola è prodotta da Pepito Produzioni e Rai Cinema e verrà distribuita da 01 Distribution. Oltre a Favino nel cast troviamo anche Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi, Luca Filippi.

Bettino Craxi, all’anagrafe Benedetto Craxi (Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000), è stato un politico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987 e Segretario del Partito Socialista Italiano dal 16 luglio 1976 all’11 febbraio 1993. Craxi è stato uno degli uomini politici più rilevanti della Repubblica italiana e fu il primo socialista ad aver rivestito l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. Craxi aveva una forte sintonia con leader della sinistra europea come Felipe González e Mário Soares, e si impegnò fortemente per l’allargamento dell’Ue e l’affermazione del ruolo del “socialismo mediterraneo” Coinvolto in seguito nelle inchieste di Mani pulite condotte dai giudici di Milano, subì due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano, e morì mentre erano in corso altri quattro processi contro di lui. Egli respinse fino all’ultimo l’accusa di corruzione, mentre ammise di essere a conoscenza del fatto che il PSI aveva accettato finanziamenti illeciti, lamentando che “per decenni” tutti i partiti si erano finanziati illegalmente senza mai essere “oggetto di denunce”, con atteggiamenti di “complicità”. Il governo e il partito di Craxi vennero sostenuti anche da Silvio Berlusconi, con il quale il leader socialista aveva instaurato un rapporto personale. Ancor oggi, a diversi anni dalla morte, la sua memoria suscita sentimenti controversi. Quelli di apprezzamento, si rivolgono a lui come precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana. Quelli di totale esecrazione, sono cagionati dalle condanne riportate a seguito delle dette indagini di Tangentopoli e della sua decisione di abbandonare l’Italia. Essendosi rifugiato ad Hammamet in Tunisia, dove morì mentre erano ancora in svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti, per i suoi detrattori egli morì da criminale latitante; per i suoi estimatori egli fu vittima di una giustizia politicizzata, supportata dalla stampa e dai cosiddetti “poteri forti”, che lo costrinsero all’esilio in Tunisia. (Wikipedia)