Il mondo del gaming non è estraneo a svolte sorprendenti ed inattese. Ne è un esempio la notizia che negli ultimi giorni sta passando di monitor in monitor su tutto il web. Ci sono novità preoccupanti per Playstation, Xbox e Nintendo, che sembrano sul punto di ritrovarsi a dover accogliere una nuova cuginetta. Esatto, questo poiché gli Slightly Mad Studios, azienda londinese specializzata in racing games, hanno estratto un coniglio dal cilindro, annunciando la Mad Box. Definita “la console più potente mai sviluppata” dal CEO di Slightly Mad, Ian Bell, la Mad Box è attesa nei prossimi tre anni. Un’annuncio audace (per non dire folle) che intende lanciare il guanto di sfida ai grandi dell’industria, ormai prossimi ad un nuovo salto generazionale. Che Slightly Mad abbia davvero la stoffa di arrivare ad adempiere a questa esagerata promessa? Beh, gli astri non sono decisamente a loro favore.

Mad Box

Quella di Mad Box sembra una storia troppo bella per essere vera: dalla presunta potenza eguagliabile ad un computer di alta gamma fino alla promessa della gestione dei principali visori VR, si tratta di una massiccia dose di speranza per un prodotto che per ora vive solo nei progetti e nei sogni dei suoi creatori. Inoltre, la longeva storia del gaming è piena di console fallite, e per ogni Playstation diventata un gigante dell’industria ci sarà sempre una Steam Machine che proprio non va. La Mad Box potrebbe finire con l’assomigliare molto al fallimento di Valve. Costruire una console dal nulla, inoltre, pone dei rischi non indifferenti sul piano economico. Per anni la gente si è aspettata la discesa in campo di compagnie mastodontiche come Apple e Google, che però sono mancate alla chiamata nonostante le ovvie possibilità. Vedere una realtà così piccola, con appena cinque giochi sotto la cintura (tutti racing games di succsso moderato), lanciarsi in una follia tale fa storcere il naso. Ma ok, ammettiamo per un secondo che lo studio inglese riesca, per qualche miracolo, a costruire una console che riesca ad avverare quanto promesso senza rischiare la bancarotta: in questo caso la Mad Box si ritroverà lanciata in un mercato ostile dove la concorrenza è molto (troppo) ben radicata. Per riuscire a brillare di luce propria, la nuova console avrebbe bisogno di titoli, fatto che necessiterebbe un po’ di attenzione da parte di produttori e distributori videoludici. E cosa attrae di più questo genere di attenzioni? Ovviamente una player-base perlomeno buona, un numero di utenti che giustificherebbe il rischio agli occhi dei finanziatori. E per arrivare a ciò la Mad Box dovrebbe uscire con un prezzo competitivo. E per competitivo intendo dannatamente competitivo. Sono pochi i gamer con abbastanza fondi da spendere in una console sconosciuta e schiacciata dal peso della concorrenza, quindi il prezzo ridotto potrebbe essere l’unica risposta sensata. E qui torniamo al problema di base: le spese per i ragazzi di Slightly Mad saranno esorbitanti, specialmente per un nome così piccolo, ed un prezzo di lancio troppo basso potrebbe portare al fallimento dello studio prima che la Mad Box riesca a coprire i costi ed arrivare nel mercato mainstream.

Insomma, si tratta di un’impresa piuttosto pazzerella, che fa davvero onore al nome degli studios che la stanno per intraprendere. In bocca al lupo, ragazzi.

Fonte: Spaziogames