L’edizione 2018 di Lucca Comics & Games, grazie ad Edizioni BD, riporta in Italia uno dei mostri sacri del fumetto underground americano degli anni ’90, James O’Barr. Il celebre autore del Corvo è nuovamente approdato nel belpaese per promuovere la raccolta di “Il Corvo: Memento Mori“, che ci propone il primo approccio italiano al titolo di fama mondiale, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Werther Dell’Edera, con delle storie brevi di vari autori a chiudere ogni numero.

La raccolta in volume di “Il Corvo: Memento Mori” presenta, inoltre, quello che vuole essere un epilogo conclusivo alla storia di Eric Draven, realizzato in esclusiva per Edizioni BD e reperibile esclusivamente attraverso l’acquisto del volume. Un epilogo, quello contenuto nel volume, che infonde molta più speranza e ci restituisce un James O’Barr molto differente dal giovane “arrabbiato con il mondo” della pubblicazione originale. 

James O'Barr

Oggi si è tenuto il Press Cafè con O’Barr e la sua compagna, Chiara Bautista, artista messicana residente negli Stati Uniti dove lavora come graphic designer, moderato da Daniel De Filippis. L’autore ha avuto modo di rispondere alle diverse domande della stampa riguardanti la sua opera, il nuovo epilogo ed i temi più disparati, dal fumetto mainstream americano, fino agli adattamenti cinematografici.

Il tema della vendetta viene, ovviamente, ancora fortemente legato al Corvo, ciononostante sembra che oramai O’Barr sia radicalmente cambiato, e con lui la sua visione dei temi da toccare:

Non sono più arrabbiato come 30 anni fa. Le cose sono cambiate, ora sono interessati ad un altro aspetto del Corvo, ad un’altra tematica, l’amore, che ora ho ritrovato. Sarà lei (Chiara Bautista nrd) a guidarmi ora.

L’autore ha poi parlato di cosa si potrebbe fare per rivoluzionare il fumetto americano, per lui diventato troppo ripetitivo:

Tutto si può provare. Il 90% del mercato americano è formato da fumetti supereroistici e questi sono diventati subordinati ai  film, nonostante dovrebbe essere il contrario. Colmano i buchi tra le pellicole e non offrono nulla di nuovo. Sono solo molto statici.

O’Barr si è quindi espresso riguardo la scelta di pubblicare Il Corvo: Memento Mori a colori, piuttosto che rispettare la tradizione del bianco & nero:

Non credo sia un problema, dipende molto dalla storica che si vuole raccontare. Se serve alla narrazione allora va bene. Io tendo sempre a visualizzare i lavori in bianco e nero per l’influenza dei film in b&w che guardavo da ragazzo.

Si è quindi parlato dell’Ultimate Edition del Corvo, che, grazie ad Edizioni BD, per la prima volta propone l’opera in versione integrale, con tutte le tavole originariamente previste da James O’Barr e tagliate nel passaggio di mano dell’opera tra i vari editori ai tempi delle prime pubblicazioni:

Il mio editore americano mi ha chiesto cosa volessi fare con il Corvo. Avevo molto materiale che era stato originariamente eliminato dalle prime pubblicazioni. È stato molto bello rimettere tutto insieme. Ovviamente questo non cambia la storia. L’epilogo di quel volume è stata un’ottima risoluzione, si è trattato di qualcosa che ho sviluppato durante il processo: ovvero il perdono è per chi sa perdonare.

Ovviamente si è parlato delle trasposizioni cinematografiche e di un possibile film in bianco e nero, come la graphic novel originale.

Il film originale doveva essere diviso in una parte a colori -il racconto dei momenti felici- e in bianco e nero -nelle parti cruente-, in stile anni 70 con tanta “sporcatura”.

Per quanto riguarda il rapporto con i film usciti O’Barr è stato lapidario:

Cerco di non pensare ai sequel. Al primo film ho lavorato attivamente, per gli altri ho solo incassato gli assegni.

In chiusura O’Barr ha affermato che non cambierebbe niente del suo lavoro:

Rifarei tutto. Si tratta di un punto molto preciso ed importante della mia vita. Non ho rimpianti. Sono contento di ciò che rappresenta.

James O'Barr