Sul finire degli anni ’90 arrivava nel Belpaese l’ennesima sitcom d’oltreoceano, stavolta dedicata ad un personaggio che trovava le proprie radici in un media differente, quale il fumetto. “Sabrina – Vita da Strega” raccontava le esilaranti avventure di una liceale che nel giorno del sedicesimo compleanno veniva a conoscenza della sua vera natura, diversa rispetto a quella di una semplice mortale.

Sabrina Spellman è una giovane strega, creata da Nell Scovell, che fa il proprio debutto sulle pagine di Archie’s Mad House #22 come semplice personaggio secondario per cui non erano state preventivate altre apparizioni. Eppure Sabrina piacque molto al pubblico, tanto da farla divenire ricorrente e farle guadagnare, nel 1969, una propria testata.

Tuttavia, come dicevamo, il vero contatto che la penisola ebbe con il personaggio fu dovuto alla vivace sitcom messa in onda a partire dal 1998 su Italia 1, dove le scanzonate avventure della strega e del cinico, nonché comico, gatto parlante Salem intrattennero orde di Millenials. Successivamente, tra il 2000 ed il 2001, arrivò anche la famosa serie animata che segnò un altro importante successo per la “streghetta” più amata del piccolo schermo.

Sabrina

La sitcom continuò senza troppe pretese per ben sette stagioni, concludendosi nel 2004 e di Sabrina si persero le tracce, salvo qualche altra prodotto animato dalla poca rilevanza. Dieci anni più, in America, la Archie Comics decide di dare un nuovo volto a tutti i propri titoli : dopo anni di pubblicazioni bloccate in un limbo che rappresentava la classica provincia americana -riuscendo comunque a farsi portavoce di tematiche di livello- si decise di dare nuova linfa vitale. Tra questi rilanci troverà spazio anche un’interessante “What If” a tema horror, quale Afterlife with Archie. Il titolo a tema “morti viventi”, scritto da Roberto Aguirre-Sacasa e disegnato da Francesco Francavilla, vede anche la presenza di Sabrina, finendo , come nel 1962, per anticipare una serie interamente dedicata al personaggio.

Sempre da Aguirre-Sacasa, questa volta affiancato da Robert Hack, nascerà Chilling Adventures of Sabrina, elseworld ambientato sul finire degli anni ’60 che si focalizza sul periodo da liceale della ragazza. La serie, interamente votata all’Oscuro Signore Satana, abbandona le atmosfere comedy che da sempre contraddistinguono il personaggio e si dedica alla natura orrorifica della strega nell’immaginario della cultura popolare. Un titolo eccellente che, a sua volta, viene notato dalla piattaforma streaming per antonomasia, Netflix, la quale decide di sfruttarne il potenziale per creare una serie tv che ne riproponga temi ed atmosfere.

Dopo tanta attesa eccoci, quindi, a parlare di “Le Terrificanti Avventure di Sabrina“, che debutta proprio in questi giorni -portando l’Italia ad un nuovo contatto con la strega- e che Netflix ci ha gentilmente concesso in anteprima. Sin dagli inizi la serie si è presentata in modo molto accattivante, con dei trailer che sembravano focalizzarsi proprio sull’aspetto più esoterico del prodotto di Aguirre-Sacasa, che riveste i ruoli di ideatore, produttore e sceneggiatore. Ciononostante il timore di un serial “Riverdale-like” era ovviamente dietro l’angolo. Non che ci fosse nulla di male, ovviamente, tuttavia la speranza che non si trattasse del tipico prodotto dal setting esclusivamente adolescenziale, mascherato dietro un’horror stantio dai risvolti melensi era lì, a ricordarci quanto l’hype sia una terribile arma a doppio taglio.

Sabrina

Il margine d’errore c’era e, parlando serenamente, non ci sarebbe stato nulla di male. I teen drama sono sempre esistiti, in molti casi si sono rivelati anche prodotti di livello, e la scelta di non sbilanciarsi eccessivamente era più che comprensibile.

Poteva succedere… ma così non è stato.

Le Terrificanti Avventure di Sabrina è un prodotto che ha corpo ed anima (nera) e riesce a distinguersi dalla massa di produzioni realizzate sulla falsariga di trasposizioni fumettistiche dal dubbio gusto e livello. Con Sabrina si è osato e lo si è fatto in maniera sfacciata, dando vita ad una serie tv che tiene incollati per tutte e dieci le puntate, senza risultare mai banale o scontata. Se sia merito del dolce abbraccio di Lucifero non ci è dato saperlo, ma qualora così fosse dovremmo chiedere a Satana di immischiarsi più spesso nelle produzioni seriali per il piccolo schermo.

La storia che lega questa prima stagione è molto lineare, tuttavia è presentata con una narrazione ottimamente costruita, la quale restituisce l’eterea Greendale con uno spirito macabro e fuori dal tempo. Sabrina (interpretata da Kiernan Shipka) è in procinto di compiere 16 anni e, nella notte di Halloween, la giovane ragazza dovrà compiere l’Oscuro Battesimo, concedendosi interamente all’Angelo Caduto, mente e corpo. L’intera serie si snoda intorno al dualismo tra la vita mortale di Sabrina e quella da strega, idealmente i due mondi non dovrebbero poter coesistere, in quanto uno l’antitesi dell’altro, tuttavia la figlia del leggendario Edward Spellman ha intenzione di seguire l’esempio paterno e non piegarsi alle regole di nessuna delle due realtà. La giovane non vuole dover scegliere, la sua natura è ambivalente e non vuole rinunciarvi, ponendo le giuste domande:

Perché rinunciare alla vita mortale per essere una strega o abbandonare i poteri per vivere a fianco del proprio amore e dei propri amici? Seguire Satana non dovrebbe significare abbracciare la libertà d’essere invece che rimanere incatenati in dogmi preesistenti?

Sabrina è ovviamente il nodo centrale e gode di una trasposizione eccellente grazie ad una Shipka perfettamente calata nel personaggio che regala un’interpretazione invidiabile. Quello che ci viene presentato è un personaggio femminile molto forte, che nonostante la giovane età ha già ben chiari i propri obbiettivi, conscia delle capacità di una giovane donna, indipendente dalle figure con cui si troverà a scontrarsi. La giovane Spellman è temibile sin dalle prime battute e ciò che intraprenderà sarà un viaggio alla ricerca della giusta stabilità tra l’esistenza mortale e quella diabolica, affrontando gli aspetti negativi e positivi sia del “Path of Night” che del “Path of Light“, combattendo pericoli e contraddizioni di mondi che, accantonato l’aspetto esoterico, sembrano essere più simili di quanto si possa credere. Aguirre-Sacasa riesce ad inserire tematiche attuali, analizzando attraverso il più impensabile degli elementi, quale il Satanismo, il sistema d’indottrinamento religioso che accompagna ogni fede, anche quella in BafomettoL’Oscuro Signore è possessivo e molto meno avvezzo al libero arbitrio rispetto a quanto voglia dare a credere. Questa prima stagione verterà anche sulla ricerca da parte di Satana di far compiere il proprio destino alla giovane Sabrina, il cui futuro nel mondo del maligno sembra essere fondamentale e già scritto.

Sabrina

Al fianco di temi simili troviamo aspetti molto più terreni, quali analisi di comportamenti misogini, omofobi e di repressione sessuale, che in una società rurale come quella di Greendale trovano perfetta contestualizzazione, oltre ad essere un’espressione dei tempi moderni. La vita di Sabrina alla Baxter High, il liceo mortale -in ogni senso- che frequenta, si divide tra scontri con un preside paternalista, compagni intolleranti, episodi di bullismo ed una società patriarcale. Il cast di comprimari, quali le amiche Susie (Lachlan Watson) e Roz (Jaz Sinclaire l’amato Harvey Kinkle (Ross Lynchhanno una costruzione peculiare che riesce ad elevarli dal semplice stato di “spalle” della protagonista, fornendo ad ognuno un background personale e differente, in qualche modo collegato al passato di Greendale e alla sua lotta contro le streghe.

Greendale, in tal senso, è una novella Salem. Luogo di massacro per streghe e stregoni, ha un collegamento personale e diretto con l’ultraterreno e lo stesso Lucifero. Le miniere, elemento su cui l’intera cittadina si sostiene, portano direttamente alle viscere dell’Inferi e tra i suoi boschi sembrano annidarsi entrate anche per luoghi meno blasfemi. Tutti sono legati alla cittadina e alla sua natura esoterica in qualche modo, sopratutto gli amici più stretti di Sabrina. E proprio Greendale, centro degli avvenimenti mistici per antonomasia, sembra esistere in un’ambientazione fuori dal mondo, con vestiari che richiamano quelli anni ’60 della serie a fumetti, foto in bianco e nero e televisori a tubo catodico. Ciononostante in questa finestra temporale, tecnicamente contemporanea, esistono smartphone d’ultima generazione, film horror moderni e riferimenti alla cultura popolare contemporanea, con tanto di citazione ad Alan Moore, Neil Gaiman e all’American Vampire di Scott Snyder.

Due dei personaggi più importanti dell’intera serie sono anche tra i più iconici della tradizione dietro Sabrina, ovvero Zelda ed Hilda Spellman. Le frivole zie della giovane strega qui assumo vesti differenti, vengono proposte come personaggi dalle molte sfaccettature con un passato ampio, pronto a far emergere sempre più dettagli riguardanti caratteri forgiati dal lento incidere del tempo. Il rapporto tra le due sorelle è molto particolare, troviamo una Zelda (Miranda Otto) dal fare dittatoriale, interamente votata al demonio e alla sua dottrina, ed una Hilda (Lucy Davis) amorevole, ma allo stesso tempo sommessa e remissiva, mai all’altezza della situazione. 

Sabrina

Oltre a loro spicca fortemente Ambrose (Chance Perdomo), cugino di Sabrina, personaggio decisamente differente rispetto controparte fumettistica ma comunque molto affascinante. Se volessimo fare un parallelismo forzato con la sitcom potremmo dire che il ruolo di Ambrose fa le veci del cinico Salem, che nella serie è presente ma che non parla direttamente, venendo compreso esclusivamente da Sabrina. Ambrose riprende parzialmente storia e destino di Salem, vivendo confinato a casa di Hilda e Zelda in seguito ad un’attentato ai danni del Vaticano. Lo stregone pansessuale è complice di Sabrina nei piani più articolati e pericolosi, fungendo anche da “voce della coscienza” nelle scelte più delicate. 

Le Terrificanti Avventure di Sabrina è una produzione molto interessante che introduce tematiche serie ed attuali in una narrazione sfaccettata, voce di una generazione femminile forte e sovversiva, che, ora più che mai, ha necessità di battersi per i propri diritti e sottolineare tutte le contraddizioni di una società patriarcale marcia fino al midollo. Perché è questo il vero messaggio dietro il prodotto Netflix, Sabrina si scontra contro il patriarcato e le sue molteplici incarnazioni, dal Demonio in “peli e zoccoli”, al padre di Harvey, passando per il preside della Baxter High e l’ambigua figura di Padre Blackwood, Sommo Sacerdote della Chiesa della Notte, interpretato magistralmente da Richard CoyleOgni azione di Sabrina è mossa in tal senso, dalla fondazione del club WICCA (Women’s Intersectional Cultural and Creative Association), pensato dalla giovane strega e dalle amiche, Roz e Suzie, come punto di riferimento per ogni studentessa del liceo di Greendale. Allo stesso modo ogni personaggio femminile, positivo o negativo che sia, ha degli spunti fortemente femministi, come possiamo vedere in Madame Satan (Michelle Gomez), la vera antagonista, e Prudence (Tati Gabrielle).

Le scelte per la serie, che ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult, sono audaci anche sotto l’aspetto registico. Il costante utilizzo di riprese con focus nella parte centrale e messa fuori fuoco della restante porzione di inquadratura ne è la perfetta dimostrazione. Si tratta di una soluzione che sicuramente non troverà il favore di tutto il pubblico, tuttavia riesce a dare quel tocco di personalità in più all’intera serie, con un approccio etereo, quasi magico. Se volessimo trovare una pecca a questa prima stagione sarebbe la lunghezza; nonostante 1o puntate da circa 50 minuti l’una crediamo vi fosse il bisogno di qualche episodio in più, per esplorare a tutto tondo la grande mole di carne messa al fuoco -letteralmente- in questa prima stagione.

Quindi accorrete e non rischiate di perdervi uno dei prodotti più interessanti tra le produzioni Netflix degli ultimi tempi. L’Oscuro Signore si prenderà cura di voi e siamo sicuri che non ne rimarrete delusi.