Tunué: La saga di Grimr, di Jérémie Moreau | Recensione

Può un albero nascere senza radici? Può un semplice orfano diventare immortale come il personaggio di una saga e lasciare il segno sulla più indomita delle terre? Queste domande trovano risposta tra le pagine de La saga di Grimr, di Jérémie Moreau, titolo uscito a settembre per i tipi di Tunué.

La saga di Grimr non parla di tempi remoti, né di semidei o di creature fantastiche. Siamo nel XVII secolo e l’Islanda è nella morsa del giogo danese da ormai oltre tre secoli. Nonostante sia stata depredata e umiliata, non solo politicamente, questa terra non può essere domata del tutto: è imprevedibile e imparziale nella sua crudeltà. Un’eruzione vulcanica  priva il piccolo Grimr delle radici e del suo nome. Senza lignaggio, Grimr diventa un Enginnsson (un figlio di nessuno), un paria destinato a una vita difficile, ma determinato a non morire da sconosciuto.

Se quella di Grimr non è una saga nel senso stretto del termine, quest’opera vincitrice del Fauve d’Or come miglior album al Festival di Angoulême 2018 è un grandioso e rispettoso omaggio alla tradizione scaldica islandese. Delle saghe ritroviamo non solo i paesaggi, ma un uso originale di stilemi tipici della tradizione poetica norrena. Un primo esempio è costituito dalla caratterizzazione di diverse figure chiave che, come dei ex machina, cambiano in maniera diversa il destino del giovane Grimr. Le saghe ritornano citate, insieme a informazioni di natura storiografica e lessicale, nelle parole dei personaggi oppure incastonate didascalie sporadiche che accompagnano il lettore, senza soffocarlo con nozionismo superfluo, contribuendo alla scorrevolezza della lettura.

Altro elemento fondamentale che caratterizza l’eroismo nelle narrazioni scaldiche e rielaborato nell’opera di Moreau è l’incrollabile spirito di sacrificio del protagonista. Come negli antichi racconti, il Grimr adulto, un ragazzone dai capelli rossi e dalla faccia di bambino, si rivela capace di imprese sovrumane, ma allo stesso tempo di delicatezza ed grandezza d’animo.

Pur con tutte queste analogie, La saga di Grimr supera il genere a cui, a uno sguardo superficiale, sembrerebbe appartenere : nessuno scaldo canta le lodi di un eroe di stirpe nobile, il lettore è solo e messo di fronte a una riflessione  intima e straziante sulla caducità della vita, sulla fama e sull’animo degli uomini. Anche Grimr è solo nella sua impresa, quasi sul punto di perdere la propria umanità, ma per quante siano le ingiustizie e le brutture che si parano sul suo cammino, il lettore non proverà compassione per questo protagonista. Moreau ha esaudito il desiderio del suo personaggio rendendolo eroico e indimenticabile.

La narrazione risulta terribilmente affascinante, squisitamente costruita nel combinarsi di frame che ritraggono i volti degli uomini e delle donne d’Islanda, con le loro superstizioni e le vite segnate da tradizioni millenarie in un presente amaro. A questo mondo degli uomini si oppongono le molte e pregevoli tavole paesaggistiche. Lo stile pittorico di Moreau, e in particolare l’uso del colore, restituisce tutta l’asprezza e la maestosità dell’Islanda, i suoi silenzi e il suo cuore pulsante di lava. Il paesaggio, ne La saga di Grimr, non è semplicemente un elemento di corredo, ma un’estensione delle inclinazioni di un animo scosso da passioni che ribolliscono al di sotto della superficie, un elemento evocativo che esalta la narrazione, completandola quando le parole non sono sufficienti.

Ci sarebbe molto, fin troppo da scrivere su questo graphic novel e sul suo autore, non a caso premiato nel 2012 ad Angoulême e Gran Guinigi menzione speciale a Lucca Comics and Games 2015. La Saga di Grimr è un albero destinato a mettere radici nel cuore del lettore, a scuoterlo e a lasciarlo colmo di emozione e bellezza.

Titolo: La saga di Grimr

Autore: Jérémie Moreau

Collana: Prospero’s Books Extra n. 69

Formato: 19,5×27; pp 232 a colori; cartonato

€ 27.00

Classe '92, redattrice. Si avvicina al giornalismo a quindici anni perché è la professione prediletta dei supereroi, o almeno di quei pochi che hanno bisogno di lavorare. Dopo gli studi in Lettere e Linguistica, però, comincia a lavorare nel marketing e diventa un temibile villain. Ironia della sorte. Nel tempo libero ascolta prog e gioca a D&D. Ha scritto per: VelletriLife, Civonline, La Provincia, International Tour Film Festival, Geek Area, With Style, Investor Visa Italy