Quando parliamo di Mission: Impossible, parliamo di un franchise chiave per il genere d’azione. La serie di film si pone come un adattamento della serie televisiva omonima risalente agli anni ’60, arrivata in Italia (con un po’ di ritardo) con il titolo di Missione Impossibile. Sin dal primo capitolo, il franchise ha attratto una serie di grandi nomi sia di fronte alla macchina da presa che dietro. Basti solo guardare la lista di registi per la serie: Brian de Palma, John Woo, J.J. Abrams (che continua a lavorare alla serie in veste di produttore con la sua Bad Robot), Brad Bird e quasi (ahimè) David Fincher, in un film scartato in fase di pre-produzione poichè ritenuto troppo “duro“. Ma, senza ombra di dubbio, la vera icona di questi film rimane Tom Cruise che, nell’interpretare Ethan Hunt, ha intrattenuto milioni di spettatori sin dal 1996. Arrivati quindi al 22° anno di età della serie, ecco arrivare Mission: Impossible – Fallout, il sesto capitolo. Andiamo a vedere come se la cava l’ultimo arrivato.

Il film è diretto da Christopher McQuarrie, già regista del capitolo precedente, Mission: Impossible – Rogue Nation, del quale Fallout si pone come un seguito più o meno diretto. E dico “più o meno” poiché, per esperienza personale, non ho trovato alcun problema a godermi questo capitolo senza aver visto il precedente. Ciò che ci serve sapere viene spiegato piuttosto chiaramente dai personaggi al momento più opportuno, lasciando allo spettatore un film accessibile e privo di interrogativi irrisolti. La premessa, non particolarmente originale a mio avviso, vede Ethan lanciato in una corsa contro il tempo alla ricerca di un carico di plutonio che, in mani sbagliate, andrebbe ad alimentare dei devastanti ordigni nucleari.

Fallout

Nonostante la missione apparentemente semplice e diretta, la trama finisce per infittirsi ed intrecciarsi, creando un quadro completo molto più complesso di quanto mi aspettassi. Tuttavia, l’incedere del film non rallenta mai grazie alla scelta (azzeccatissima) di dividere la trama in tanti mini-obiettivi che creano le numerose e diversificate situazioni in cui i protagonisti si ritroveranno coinvolti. Nell’arco di poche decine di minuti passiamo da un lancio da un aereo ad alta quota ad una scazzottata in un bagno, da un’improvvisa operazione sotto copertura ad un inseguimento multi-veicolo tra le bellissime vie di Parigi. Questo costante switch di scenari e ritmi alleggerisce moltissimo il film, lasciando intendere una buona maestria nell’arte del blockbuster d’azione da parte di regista e sceneggiatori.

Fallout

Le scene d’azione sono, nonostante l’alto tasso di inverosimiglianza che permea tutto il franchise, una vera gioia per gli occhi, con coreografie ben studiate ed inquadrature che sanno stare al loro posto, permettendoci di seguire la follia su schermo senza faticare eccessivamente. Ma, oltre ciò, sono rimasto colpito dall’ottimo sonoro presentato da Fallout, che accompagnava l’azione su schermo con esplosioni, tonfi e colpi d’arma da fuoco viscerali ed esaltanti che arrichivano le già notevoli scene d’azione, l’indubbio punto di forza del film. Come ho già detto, infatti, la premessa è già stata vista in molti, moltissimi film e la trama presenta una massiccia dose di colpi di scena che, pur rimescolando con successo le carte in tavola, risultano essere assolutamente prevedibili.

Il film in sé non fa molto per distinguersi dalle altre pellicole d’azione, scegliendo un approccio per certi versi molto old-school (basti pensare ad un messaggio con auto-distruzione nei primi cinque minuti di film) e per altri decisamente troppo cauto. Per spiegare cosa intendo, dovrò spoilerare parzialmente uno dei primi mini-twist offerti dal film. Se volete evitarlo, saltate con tranquillità le prossime righe e tornate una volta visto il film.

[SPOILER]

Cominciamo: i primi minuti di Fallout vedono Ethan perdere il carico di plutonio che sarà da qui in poi il fulcro della trama. Tuttavia, appena ciò accade veniamo accolti da un notiziario che annuncia la distruzione di Roma, Gerusalemme e La Mecca per azione di tre ordigni nucleari, mostrando poi un Ethan fuori di testa e pronto a massacrare un prigioniero sotto interrogatorio. Nel vedere queste scene sono rimasto sorpreso dalla direzione così brusca ed audace presa dal film. Ma, non appena iniziavo a prepararmi mentalmente ad un determinato tipo di trama (che avrebbe giustificato a pieno l’utilizzo del sottotitolo “Fallout“), scopriamo che tutto ciò è una messa in scena ideata dai protagonisti come parte dell’interrogatorio. Una discreta delusione, quindi, nel primo quarto d’ora di film.

FINE SPOILER.

Fallout

In definitiva, Mission: Impossible – Fallout è un film che, nonostante un approccio un tantino troppo rassicurante, sa offrire una gran dose di divertimento che saprà accontentare una fetta di pubblico molto significativa. Situazioni improbabili quanto esaltanti e personaggi carismatici compongono un film adrenalico e senza troppe pretese, l’ideale per una serata in cui si vuole staccare la spina ed entrare in un mondo fatto di inseguimenti, volti di gomma ed agenti segreti onnipotenti.