Eccoci giunti all’ultimo appuntamento col Corvo. La collaborazione tra Edizioni BD e IDW Publishing ha dato i suoi frutti e ha regalato ben quattro numeri ad un protagonista nuovo, sicuramente diverso dall’originale per molti aspetti. Bisogna ringraziare i testi di Roberto Recchioni che si sono saputi adattare bene al tormento di un ragazzino nel pieno della sue scoperte adolescenziali, i disegni di Werther Dell’Edera per essersi messi in gioco con la rappresentazione di un’iconografia particolarmente rigida da seguire e rispettare, ed infine i colori di Giovanna Niro, vero fiore all’occhiello della serie, in grado di stabilire un eye-contact immediato con il lettore e di trasportarlo nel folle cammino del vendicatore.

Leggere l’ultima pagina della storia mi ha fatto venire voglia di avere il prima possibile la versione cartonata. Avere in un unico volume, e soprattutto in un unico tempo, la vicenda, permetterà sicuramente di apprezzare di più la via intrapresa da David. La possibilità di un’unica lettura veloce potrebbe conferire ancora più giustizia ad una trama strutturata in maniera ‘comoda’ ma sempre con alcune sorprese dietro l’angolo. La più potente, ovviamente, arriva nell’ultimo numero. Inaspettata ma maledettamente simpatica e curiosa. Tuttavia, si ha la sensazione che questa avventura sia durata troppo poco. Sul finale esplode ancora di più, forse troppo in fretta a causa del numero di pagine limitato, e forse portando il protagonista a compiere una scelta che tutto sommato non trova la più originale delle giustificazioni. Almeno non dopo quanto detto e vissuto nei numeri precedenti. La prova finale di David lo mette a dura prova, rivelando un conflitto interiore ancora molto presente che segnerà il cammino da lui intrapreso.

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In sintesi, le sorprese non mancano, il ritmo è elevato come sempre e si giunge in fretta alla fine di una storia che sin dall’inizio ha visto più astio che consenso. A mia detta, si è trattato non solo di un esperimento interessante ma forse anche un po’ necessario. Il nostro affetto per certe opere le rende sicuramente immortali, condizionandoci molto, ma a volte rimaniamo troppo ancorati ad un prodotto sicuro senza più alcun desiderio di volerne ancora. Una storia, ed un protagonista come il Corvo, può avere migliaia di sfaccettature. Quella che abbiamo letto è una. In più, a ricordarcelo ci pensano anche le short story a fine spillato che ci affascinano con svariati aspetti in cui la filosofia del Corvo può essere applicata. The most beautiful suicide, infatti, chiude romanticamente la serie di inside look avuti nel corso dei quattro numeri. Micol Beltramini e Daniele Serra donano un’emotività molto potente ad una storia tanto tragica quanto delicata. 

Il Corvo: Memento Mori è dunque giunto al termine. Ma il corvo non ha terminato la sua missione, e probabilmente mai lo farà.

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