Volontà.

Ne leggete nel titolo come ne troverete nell’ultimo numero di Dharma, recentemente pubblicato sul sito della Wilder. La storia ideata da Alex Geraldo, scritta da Jacopo Paliaga e disegnata da Laura Guglielmo giunge al termine della propria corsa e lo fa con un ultimo capito interamente votato alla volontà, che, come era intuibile, sembra essere l’unica vera arma tangibilmente in grado di spezzare la soffocante presa di Mara, demone che punta alla distruzione dell’esistenza stessa.

La volontà è quindi l’elemento portante e trascinante dell’intero capitolo, che, tuttavia, si fa attendere. Il numero è infatti costruito con le giuste tempistiche e lascia modo al lettore di somatizzare quanto accaduto nel precedente, aprendosi alla possibilità che in un mondo simile possa non esserci un lieto fine. Ed analizzando quanto ci viene proposto è proprio questo quello a cui ci troviamo avanti, un finale che seppur risulti trionfale lascia un sapore agrodolce.

Diana, nonostante sia stata soggiogata dal Signore dei Serpenti, riesce a far prevalere la propria volontà, tanto da diventare ella stessa un avatar pronto a proteggere le anime smarrite, per poi guidarle verso il cammino che le attende. Paliaga riesce anche a contestualizzare -elemento necessario, come avevamo detto nella scorsa recensione- il cedimento netto di Diana di fronte alla scoperta delle macchinazioni di Mara e del Signore dei Serpenti, ed il suo conseguente totale abbandono all’oscurità. Diana, come viene struggentemente sottolineato, ormai non era che un involucro vuoto, ormai giunta allo stato finale della propria condizione. Come essere fatto di carne e sangue non vi era modo di salvarla, tuttavia la sua anima non poteva accettare la perdita di un altro innocente, sopratutto se un bambino indifeso.

Ed ecco che la morte di Diana diviene l’elemento fondamentale per la sconfitta del Mara stesso, i cui piani non fanno altro che sortire l’effetto contrario, rendendo la donna stessa il motivo della disfatta finale, in un momento in cui l’obbiettivo appariva così vicino. In tal senso la narrazione di Dharma ne esce rafforzata, dimostrando una sceneggiatura salda che non lascia nessuno aspetto al caso, ed anzi riesce a ricollegare ogni elemento, dando un ottimo sunto finale. Il taglio agrodolce al finale, che ci lascia comprendere il reale stato debilitativo di Diana e l’impossibilità per la piccola bambina di avere salva l’anima è in perfetta linea con il resto della narrazione.

Dharma, che dal punto di vista grafico si dimostra ancora una volta estremamente accattivante e gratificante da guardare, si è rivelato essere un ottimo esperimento, che saremo curiosi di approfondire come progetto crossmediale anche con Dharma Bums, di cui è stato recentemente mostrato il teaser trailer. Una storia che approfondisce un universo ammantato di mistero, con una mitologia tutta propria, toccando tematiche forti e mai scontate.

Un’avventura molto piacevole, che, come suggerito dalla chiusura, speriamo possa vedere un’ulteriore sviluppo. Wilder si riconferma come una realtà valida, tutta da scoprire, con materiale sempre valido e per ogni palato.