Siamo giunti al terzo e penultimo appuntamento con Il Corvo: Memento Mori di Roberto Recchioni e Werther dell’Edera. Il mese prossimo sapremo come si concluderà l’avventura di David Amadio, che tutto vede dopo la sua rinascita. Il progetto realizzato dalla collaborazione tra Edizioni BD e IDW Publishing sembra ricevere un buon riscontro da parte di pubblico e critica e non potremmo esserne più contenti vista la cura e l’impegno editoriale ed autoriale così evidente.

Nelle prime pagine del numero veniamo accolti dall’opera caposaldo del pensiero di Schopenhauer intitolata Il mondo come volontà e rappresentazione. La sua visione della natura umana ci viene sbattuta in faccia aprendo così la strada alla vendetta di David, pronto a squarciare il velo illusorio della vita con il suo inesorabile castigo. Succede tutto molto rapidamente. Il ragazzo attraversa la città in pieno giorno, spostandosi tra un quartiere ed un altro, fino a giungere alla sede del suo carnefice la cui identità potrebbe, a questo punto, essere facilmente intuibile. Avanza, facendo strage dei suoi nemici e recitando il suo sermone apocalittico come il migliore degli uomini consacratisi all’Altissimo. Prosegue dunque la buona ripartizione di introduzione, svolgimento e cliffhanger conclusivo. Il numero riesce ad essere efficace ed essenziale nella sua narrazione prendendo una direzione piuttosto curiosa e non particolarmente articolata.

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Dell’Edera prosegue con successo nella sua rappresentazione cupa e tenebrosa del braccio vendicativo. La splash page che esplode subito dopo la prima pagina abbraccia e mette con le spalle al muro il lettore che finirà obbligatoriamente per sentirsi giudicato. Lo sguardo di David che tutto osserva violenta l’animo umano sino a far risorgere tutti i peccati commessi. Notevole la sequenza stile hallway fight in cui David abbatte ogni ostacolo umano che gli si presenti davanti. Il disegnatore ha dato schietta visione della risolutezza di questa versione del Corvo, ma qualcosa mi suggerisce che l’ultimo numero abbia ancora sorprese a riguardo. Il piatto forte è servito e ci pensa Giovanna Niro a farcelo gustare appieno con i suoi colori estasianti. Vediamo come il team creativo se la caverà con il dessert.

A chiudere l’albo ci pensa la short story scritta da Daniel de Filippis e disegnata da Emanuele Ercolani. Insieme scelgono uno dei peccati dell’uomo peggiori e lo rappresentano con una soluzione terrificante. A Murder of Crows è probabilmente la vicenda breve più sensibile ed allo stesso tempo spietata che abbiamo incontrato. Con uno stile che ricorda un po’ Skottie Young, Ercolani sceglie un approccio cartoonesco per rendere le tavole ancora più inquietanti grazie ad una protagonista femminile enigmatica ed uno schizzo di sangue d’effetto ad irrompere sul finale. 

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