saldaPress: Redneck, In fondo al cuore – Storie di rimpianti vampireschi

Non esiste lieto fine quando vivi per sempre.

Frasi semplici e dirette come questa compongono Redneck, una lettura su cui, in tutta sincerità, non riponevo troppe aspettative, nonostante la curiosità di leggere un titolo scritto da Donny Cates, autore che si è affermato molto nell’ultimo periodo, ritagliandosi uno spazio di rilievo all’interno di una major come la Marvel.

La curiosità, quindi, era abbastanza moderata. Mi aspettavo una lettura divertente ma nulla di più, ed invece il lavoro di Cates e Lisandro Estherren ha fatto tutt’altro. A fine lettura sono rimasto sorpreso, piacevolmente sorpreso. Sorpreso nel vedere che quello proposto non era il solito titolo action a tinte horror e nemmeno una più singolare cronaca dell’america rurale. Redneck di tutto questo ha ben poco, presentando, invece, dei principi interessanti e solidi, su cui tutto il lavoro si basa. redneck

Ma di cosa parla questo lavoro? Semplice, di vampiri. 

La guerra tra vampiri e diurni assume un sfumature tutte diverse dai più tipici prodotti nati dopo che nel 1897  Bram Stoker elevò nell’immaginario comune la figura dello strigoi. Quella che ci viene proposta è, più che altro, una faida tra famiglie che va avanti da secoli, ciclicamente, ripetendosi e culminando con il versamento del sangue, per poi iniziare nuovamente.

La figura del vampiro costruita da Cates è distante dalle altre incarnazioni letterarie, dove coloro che dovrebbero formare le armate delle tenebre non sono altro che emarginati sociali, i quali, nel vano tentativo di porre rimedio ad un passato fin troppo sanguinolento, hanno optato per l’esilio ed una vita onesta, lontana dalla tentazione delle teneri carni umane. In questo si inseriscono i personaggi che sono il vero punto focale, con una storia semplice quanto interessante, grazie ad una narrazione asciutta che ci illustra, conseguenzialmente a quanto accaduto, cosa ha vissuto questa famiglia dalla prima metà dell’ottocento fino ai tempi correnti.

Redneck sveste tutti i clichè che gli potrebbero venire affibbiati guardando fugacemente la copertina e si mostra molto più introspettivo ed intimista di quanto si potrebbe mai credere. La figura centrale, Bartlett riassume perfettamente tutto lo spirito del titolo: un vinto che si rende conto di essere tale, che riconosce la propria condizione di “reietto” e, macchiavellicamente, riconosce la ciclicità della storia, a cui lui e gli altri personaggi sembrano essere condannati. Bartlett è schietto con sé ed, indirettamente, col lettore. È consapevole della codardia che lo ha accompagnato negli anni a cui non ha saputo far fronte, optando troppo spesso per una scontata fuga,  mettere in moto alcuni degli eventi che accompagnano la famiglia tutt’ora. Magari le cose sarebbero andate nello stesso modo, magari una reazione differente avrebbe portato risultati altrettanto diversi. Questo non possiamo saperlo, ciò che invece vediamo è come Bartlett, sorpassati ampiamente i due secoli, viva esclusivamente di rimpianti, seppur l’eterna esistenza dovrebbe fugare tale evenienza. redneck

Lo zio Bartlett, a differenza di JV, Perry, Slap, Greg, Seamus ed il Nonno, non fa nemmeno realmente parte del nucleo familiare, è stato semplicemente accolto in esso ma con riserve celate, che nessuno ha mai affrontato apertamente.  La mancanza di rapporti umani più profondi ha un chiaro impatto anche nell’animo di un vampiro bicentenario che vorrebbe semplicemente spezzare una linea di sangue trascinatasi fin troppo a lungo.

Com’è intuibile dal sommario riassunto la costruzione di Cates è davvero valida e, sopratutto, realizzata in maniera ottimale. Uno dei punti forti del lavoro sono infatti i tempi di narrazione che l’autore utilizza, facendo scoprire le carte man mano, con un ritmo che tiene incollati al volume, conducendo fino all’ultimo numero qui proposto con una velocità impressionante. Redneck scorre alla perfezione rivelando tutta la capacità sceneggiative di Cates, che riesce a portare avanti un cliffhanger davvero molto semplice per tutto il primo volume senza mai far storcere il naso. Se proprio volessimo trovare un qualche difetto al lavoro potremmo imputare un’eccessiva velocità nella risoluzione di una vicenda chiave (che non nominiamo apertamente per salvaguardavi dagli spoiler). Si tratta del reale leitmotiv della vicenda presentata, il quale finisce per risolversi in poche vignette, lasciando spazio, tuttavia, a qualcosa di inaspettato.

I disegni di Estherren sono un’altro punto a favore per Redneck, che trova nella veste grafica grezza e sporca l’espressione più alta. Il tratto marcato e minimale a più riprese si unisce alla narrazione altrettanto semplice, in un connubio che ricorda come la qualità non sia appannaggio esclusivo delle trame cervellotiche ed intricate. redneck

La lettura di
Redneck lascia un retrogusto amaro in bocca, con una bellezza di fondo inaspettata, che ci mette di fronte all’ineluttabilità dell’essere. La chiara speranza di poter vedere le cose cambiare, che si legge tra le righe degli ultimi balloon, dove il nostro protagonista spiega come per chi viva in eterno non esista un “good ending”, è palese, ciononostante non riesce ad essere indolore. Cates crea empatia nei confronti di queste creature, che continuano ad essere tartassate da dei peccati che hanno tentato di espiare in ogni modo.

Dio non è benevolo e con molta probabilità questi siparietti di sofferenza e dolore lo intrattengono piacevolmente. L’ora più buia deve ancora arrivare e chissà se si potrà vedere l’alba alla fine. Il problema è che qui si parla di vampiri e l’alba potrebbe non essere la metafora, figurata o meno, più adatta da usare… anche se terribilmente calzante.

Maybe there’s a God above and all I ever learned from love was how to shoot at someone who outdrew you.

-Hallelujah, Leonard Cohen.

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.