Benvenuti carissimi lettori di Fr4med al decimo episodio di The Foursome Quote. Se siete nuovi arrivati a questa rubrica, eccovi un bel link al primo episodio dove vi sarà spiegato per filo e per segno in cosa consiste questa rubrica settimanale.

Il tema di questo episodio è: Curiosità sulla creazione di Dylan Dog.

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3 Aprile 2018: Tiziano Sclavi compie 65 anni. A tal proposito, la redazione di Fr4med ha deciso di dedicare questo episodio di The Foursome Quote a delle curiosità legate alle creazione della sua creatura più famosa: Dylan Dog.

1: Dylan Dog venne in origine concepito da Tiziano Sclavi in maniera molto diversa. Nella prima proposta per la Sergio Bonelli Editore, la serie Dylan Dog avrebbe dovuto essere ambientata in America – precisamente, a New York – ispirata al genere hard boiled e Dylan avrebbe dovuto essere un detective solitario, più ispirato ai personaggi di Raymond Chandler e senza spalla comica. Si decise di ambientarlo a Londra discutendone con Bonelli perché in America, a New York, c’era già Martin Mystère e poi l’Inghilterra sembrava più adatta per l’horror per via delle sue antiche tradizioni. Sulla scelta di Groucho, per non rendere la serie troppo incentrata sulle indagini, si decise di affiancargli una spalla comica ispirata al comico Groucho Marx, anche se inizialmente venne concepito per somigliare a Marty Feldman.

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2: Sclavi ha preso sé stesso come riferimento per la creazione di Dylan Dog, “tramandando” al personaggio molte delle sue caratteristiche personali, come quelle di essere un vegetariano e animalista convinto. La cosa si ripercosse anche sul vestiario del personaggio, che era il modo in cui Sclavi si vestiva nel periodo precedente alla sua creazione. Anche se Tiziano Sclavi non è mai stato favorevole nel spiegare le origini di Dylan Dog o i piccoli dettagli della sua caratterizzazione, negli anni venne data una motivazione editoriale al perché Dylan veste sempre alla stessa maniera.

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E’ un modo di elaborare il lutto della sua ex-moglie, morta durante uno degli attentati dell’IRA a Londra; quando l’Old Boy la incontrò era vestito nel modo che tutti conosciamo, così per rendere onore alla sua memoria, ha riempito il suo armadio di vestiti tutti uguali. La storia è raccontata sui numeri 121 e 200 della testata principale.

3: Tutti sanno che il padre di Dylan è Tiziano Sclavi: o almeno, il suo padre “concettuale”, colui che ha curato il suo carattere e la sua psicologia. Quello che molti non sanno è che il padre grafico dell’Indagatore dell’Incubo è stato il disegnatore Claudio Villa: conosciuto sopratutto per essere stato il copertinista della testata principale dal numero 1 fino al 40. Dietro alla sua creazione grafica c’è una storiella divertente: Villa creò il personaggio senza sapere che la direzione Bonelli aveva deciso di farlo Inglese, così disegnò un Dylan con il nasone e le basette.

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A tal proposito, Sclavi ricorda.

Abbiamo chiamato Claudio Villa, e gli abbiamo detto fai delle prove. E lui ha fatto un personaggio che sembrava un ballerino spagnolo e dico, no, non ci siamo, non ci siamo… Poi mi è venuto in mente, dico, guarda, ieri sera ho visto un film, che non c’entra assolutamente niente, Another Country. Vai, vai al cinema, guarda il film, e tira giù quella faccia lì, che secondo me è una faccia interessante. Lui è andato al cinema, al buio ha fatto Rupert Everett. Gli ho detto non farmelo così effeminato: un po’ più “macho”. Sebbene l’equivoco e l’ambiguità di Rupert Everett, sia rimasta tutta in Dylan Dog.

Da li, tutti i disegnatori che si suggerirono, cercarono di tenere fede alla creazione di Villa.

4: Il nome di “Dylan Dog” derivava dal poeta Dylan Thomas mentre il cognome dal titolo di un libro di Mickey Spillane che Sclavi vide in una libreria (Dog figlio di) ed era il nome provvisorio che dava ai suoi personaggi in fase di creazione, per poi cambiarlo una volta completato; nel caso del personaggio medesimo, però, rimase così. In più, Dylan Dog si può considerare la versione riveduta e corretta di un vecchio personaggio di SclaviFrancesco Dellamorte, protagonista del romanzo Dellamorte Dellamore, scritto nel 1983 e pubblicato da Camunia nel 1991, e del film Dellamorte Dellamore ad esso ispirato.

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Francesco Dellamorte è stato definito prototipo del personaggio dei fumetti Dylan Dog, che ad esso è parzialmente ispirato. I due personaggi presentano perciò svariate similitudini, come la coltivazione di passatempi: così come Francesco Dellamorte si cimenta nell’assemblare un teschio-puzzle, che non riuscirà mai a vedere compiuto, Dylan Dog a sua volta cerca costantemente di costruire un modellino di galeone, che non riesce mai a completare. Tuttavia i due personaggi presentano significative divergenze, come il lavoro e le abitudini: Dylan Dog indaga l’incubo, Dellamorte lo vive con distacco, Dylan Dog è ottimista e amante della vita, mentre Francesco Dellamorte non la distingue neanche dalla morte, quasi fossero la stessa cosa. Inoltre, Francesco Dellamorte fuma e beve intensivamente, mentre Dylan Dog è astemio e non fa uso di sigarette.

Dylan Dog è disponibile in edicola con i mensili Dylan Dog e Dylan Dog di Tiziano Sclavi (ristampa delle storie più famose e iconiche del personaggio e del suo creatore) oltre che con l’annuale Dylan Dog Magazine, il trimestrale Dylan Dog: Old Boy e il bimestrale Dylan Dog: Grande Ristampa. In fumetteria Dylan Dog è  disponibile con le versioni cartonate edite dalla BAO Publishing.