Benvenuti carissimi lettori di Fr4med al nono episodio di The Foursome Quote. Se siete nuovi arrivati a questa rubrica, eccovi un bel link al primo episodio dove vi sarà spiegato per filo e per segno in cosa consiste questa rubrica settimanale.

Il tema di questo episodio è: Curiosità sull’originale Corvo di James O’Barr.

In occasione dell’uscita di Il Corvo: Memento Mori – miniserie scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Werther Dell’Edera per Edizioni BD – la redazione di Fr4med ha deciso di dedicare questa giornata al personaggio creato nel 1989 da James O’Barr. In questo episodio, ci si concentrerà su quattro curiosità – scelte fra le tante nella profonda e corposa operazione di gestazione – riguardo la genesi dell’opera e della creatura nate dalla penna del fumettista di Detroit. Come appena detto, le curiosità e le chicche legate alla creazione de Il Corvo sono numerose, per tanto le quattro scelte sono quelle che la redazione di Fr4med ci tiene che voi sappiate di più. Detto questo, vediamo le quattro scelte.

1: Come ogni opera artistica nasce per permettere al suo autore di elaborare un proprio disagio, anche Il Corvo nacque come tentativo di James O’Barr di esorcizzare i demoni che lo stavano dilaniando: nel suo caso specifico, il dolore per la morte della sua fidanzata Beverly, investita da un guidatore ubriaco nel 1978. Un primo tentativo di “riabilitazione”, fu quello di arruolarsi volontario nei Marines degli Stati Uniti, cercando di placare il rimorso e la sofferenza. Nel 1981, di stanza in Germania e con il compito di realizzare manuali illustrati di combattimento per i marines, ad O’Barr venne l’intuizione di elaborare il suo doloroso lutto scrivendo e disegnando un fumetto che parlasse proprio di questo. Di quel periodo, O’Barr ricorda:

Ho provato ogni tipologia di valvola di sfogo, come l’abuso di sostanze stupefacenti o andare ai club e alle feste ogni notte, cercando di rimanere sballato il più a lungo possibile. Alla fine sono stato abbastanza intelligente da rendermi conto di essere in un vicolo cieco, e quindi ho pensato che forse mettendo qualcosa sulla carta avrei potuto esorcizzare un po ‘di quella rabbia

Intanto che cercava di capire come trovare la giusta formula per mettere in scena una rappresentazione della sua tragedia personale, l’ispirazione finale e decisiva la ebbe quando a Detroit su un giornale lesse la storia di due fidanzati uccisi per un anello da 30$. La notizia sconvolse il fumettista così tanto che le emozioni provate sono vivide ancora oggi:

“Ho pensato fosse assurdo. Un anello da 30$, due vite spezzate. Quello divenne l’inizio del punto focale, e l’idea che ci potesse essere un amore così forte da poter trascendere la morte, che potesse rifiutare la morte, e quest’anima non si sarebbe fermata finché non avesse potuto sistemare le cose.”

2: A quel punto, James O’Barr comincio a lavorare al personaggio. Voleva un personaggio oscuro e poetico e quindi prese – come sua principale fonte di ispirazione – la cultura underground degli anni ’80, influenzato dalla musica e dai gruppi rock dell’epoca e che ascoltava assiduamente in quel periodo: primi fra tutti, i The Cure e i Joy Division; alcuni tratti del volto di Eric, tra l’altro, si rifanno al cantante Robert Smith; il fisico, invece, è ripreso pari pari da quello di Iggy Pop.

La sua dialettica e il modo di relazionarsi con gli altri è ispirata palesemente alle poesie di William Blake e di Charles Baudelaire, mentre il volto truccato del personaggio (chiaro riferimento a Pierrot) si ispira alla maschera del teatro inglese drammatico la quale rappresenta l’Ironia; a detta dell’autore questa maschera è perfetta, poiché incarna i due lati della personalità del personaggio, ovvero il dolore e la disperazione.

3: Tra il 1988 e il 1989, l’opera di James O’ Barr viene pubblicata dalla Caliber Comics con la collaborazione di Kitchen Sink Press e si rivelò un grande successo di pubblico critica, arrivando alla vendita di circa 750 mila copie. Quando però un opera diventa tanto famosa, a volte il passa parola fa nascere della disinformazione e porta i lettori a credere a dettagli non veritieri della storia in questione. Per quanto riguarda Il Corvo, secondo molti pare che Eric sia effettivamente ritornato dalla morte grazie ad un corvo, il quale lo ha reso praticamente immortale.

In verità, James O’Barr non si sbilancia molto sullo status quo di Eric e la sua condizione non viene mai chiarita, lasciando sul protagonista un alone ambiguo e spettrale. Attenendoci ai fatti narrativi, pare che Eric sia sopravvissuto al colpo di pistola infertogli e, dopo l’uccisione di tutti i membri della gang che hanno sparato a lui e ucciso la sua ragazza, si accasci in un cimitero per morire. Il fatto che Eric sia morto e resuscitato da un corvo è una semplificazione elaborata dai lettori e fortificata dal film del 1994 di Alex Proyas con Brandon Lee, visto che la pellicola aveva bisogno di uno status quo meno ambiguo e facilmente etichettabile. Nonostante ciò è comprensibile perché i fan abbiano scelto di credere che Eric fosse morto e risorto.

Nel fumetto, Eric si sottopone ad una serie di ferite auto inflitte per sopportare il dolore nato dalla perdita della amata Shelly, oltre che subire un quantitativo di danni a cui un normale essere umano non potrebbe sopravvivere. I fan quindi optarono per la visione soprannaturale della cosa però, se si legge bene fra le righe, nel fumetto sono inserite diverse scene in cui Eric viene raffigurato mentre fa uso di droghe, lasciando intendere che il personaggio ignori deliberatamente il dolore con l’aiuto di stupefacenti, morendo per le eccessive ferite solo a vendetta compiuta.

4: Negli anni successivi, James O’Barr continuò a pubblicare storie del Corvo, anche se non si mostrarono tanto incisive e potenti come la prima, arrivando a creare nuovi personaggi che impersonassero l’avatar del Corvo, oppure retelling della prima, indimenticabile storia di Eric. In anni recenti, la IDW Publishing acquistò i diritti di pubblicazione del Corvo, rendendolo un suo personaggio e dimostrando ancora una volta una legge non scritta del fumetto, ma al pari della imprescindibile regola “tutti possono resuscitare, tranne Jason Todd, Bucky Barnes e Zio Ben”: se sei un personaggio dei fumetti, prima o poi farai un crossover strano e pezzente con un altro personaggio.

Ebbene, nel 2014 Il Corvo incrociò la propria strada con i protagonisti della miniserie X-Files Conspiracy, in cui i diritti dei personaggi IDW (come i Ghostbusters, i Transformers e le Tartarughe Ninja) diventavano oggetto delle teorie sulla cospirazione. Nel sesto e conclusivo numero della mini, veniva preso in esame il mito del Corvo dando vita da un nuovo personaggio resuscitato grazie al nero pennuto. Inutile commentare sulla “qualità” del numero.

La versione definitiva e integrale dell’originale Corvo di James O’Barr si può trovare in tutte le fumetterie ed è pubblicata in Italia da Edizioni BD, come il nuovo corso tricolore del personaggio. A tal proposito, avete forse letto la nostra recensione? Se no, cliccate qui per darle un’occhiata.