A Milano, dal 9 al 11 Marzo, si è svolta la 25° edizione di Cartoomics, fiera milanese dedicata ai fumetti, film, serie tv, videogiochi e tutto ciò che concerne il mondo di geek e nerd. Come ogni fiera del genere che si rispetti, Cartoomics ha ospitato una sfilza di ospiti provenienti dai vari media citati prima, alcuni presenti solo agli appositi stand per i firma copie e/o chiacchierate tranquille con i fan; tra questi, Zerocalcare in pole position allo stand BAO, tanto per fare un esempio. Altri, invece, per partecipare – in qualità di relatori – a conferenze che trattavano di un preciso tema o pubblicizzavano un prodotto in uscita, come Roberto Recchioni che presentava il nuovo corso tricolore de Il Corvo di James O’Barr pubblicato da Edizioni BD.

Purtroppo, impegni personali non hanno permesso alla redazione di Fr4med di partecipare attivamente come avrebbe voluto all’evento, cosa che ha permesso ad un solo redattore (colui che scrive) di parteciparvi, anche se in una misura veramente ridotta sempre a causa di impedimenti e strette tempistiche: ergo, è stato necessario scegliere una sola conferenza tra quelle disponibili. Strano ma vero – e non perché le altre non fossero interessanti – la decisione è stata immediata. La scelta è ricaduta sulla conferenza dedicata alla memoria di Andrea Pazienza tenuta dal’attore Andrea Santonastaso all’interno del Padiglione 16, zona conferenze Agorà 3. Vi raccontiamo come è andata.

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Programmato per le ore 13:15 di Domenica 11 Marzo 2018, la mezz’ora di monologo di Santonastaso sulla vita e le opere di Pazienza comincia una decina di minuti dopo l’orario previsto a causa di un ritardo effettuato dal treno su cui viaggiava il relatore, imprevisto che ha slittato di poco l’inizio della conferenza. Forse un fastidio per gli organizzatori – visto che, durante eventi del genere, la puntualità e la capacità di incastrarsi le attività delle giornate è tutto – ma non per gli spettatori, dato che il contrattempo ha dato vita ad un memorabile tentativo di temporeggiamento.

Il presentatore della conferenza – nient’altro che il direttore artistico di Cartoomics, Filippo Mazzarella –  viene raggiunto dal celebre attore porno italiano Franco Trentalance; i due si trovavano nei paraggi perché avevano appena finito di partecipare ad una conferenza situata nei pressi dell’Agorà 3 riguardo il fumetto hard degli anni ’70. In realtà, Mazzarella avrebbe dovuto semplicemente dare il benvenuto a Santonastaso e poi migrare verso un’altra conferenza da presentare ma, visto il ritardo e l’interesse di Trentalance verso Pazienza, i due cominciano ad introdurre il fumettista al pubblico presente. E, anche se Santonastaso non è ancora arrivato, la magia della conferenza comincia a manifestarsi.

Viviamo in tempi in cui, poco sicuro, il fumetto è uscito dalla concezione di “media per bambini” e si è guadagnato, a pieno titolo, un posto nell’olimpo dei media. Oggi, il fumetto è tanto rispettato quanto lo sono i libri o il cinema e la prova arriva proprio dalle parole di Mazzarella, che parla brevemente non solo della straordinarietà del tratto del fumettista marchigiano, ma anche di quanto sono valutate le sue tavole oggi.

“Si è raggiunto un nuovo tipo di collezionismo, nel fumetto” dice Mazzarella “Oltre alla ricerca dell’albo raro, c’è la ricerca del pezzo unico”. Per illustrare meglio la sua affermazione, porta un esempio concreto per far capire anche su che cifre di mercato si sta parlando.
Deciso a fare un ritratto dei Blues Brothers, Pazienza si esercita su dei fogli millimetrati dalle dimensioni di un francobollo. Quegli schizzi sono poi stati poi recuperati e venduti su eBay tramite asta. Il fortunato (non secondo il suo portafoglio) si è portato a casa il materiale per 3.600,00 €.
Quindi, proprio come accade nell’arte per i grandi pittori, anche il fumetto sta cominciando ad essere rivalutato non solo come potente veicolatore di tematiche attraverso il sempre in evoluzione metodo di storytelling fumettistico, ma nuova forma di opera d’arte nel senso stretto del disegno, dove le tavole originali – e i pezzi unici, soprattutto – vengono trattati come veri e propri dipinti. Oltre a Pazienza, Mazzarella porta altri nomi che vanno per la maggiore, come quelli di Max Bunker, Guido Crepax e SergioToppi. Le parole di Mazzarella sono la conferma di quanto detto all’inizio riguardo l’importanza che il fumetto oggi ha acquisito.

Il direttore artistico poi riporta altri esempi simili ma, a quel punto, Santonastaso arriva trafelato e in compagnia del figlio – che gli rimane teneramente accanto per tutta la conferenza – e il padre, Pippo Santonastaso, famoso attore italiano accreditato come ospite speciale nella conferenza. A quel punto avviene un rapido commiato di Mazzarella – oltre che un “cambio di status-quo” di Trentalance che, da “tappa buchi”, passa a spettatore – non prima di aver presentato Santonastaso padre e figlio, citando qualche lavoro della loro carriera. L’omaggio al Paz inizia intorno alle 13:30 circa.

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Va subito detto, che più che la preparazione di Andrea Santonastaso riguardo biografia e bibliografia del Paz (che è, per inciso, profonda e dettagliata), ciò che colpisce maggiormente il pubblico è la folgorante passione con cui il relatore parla di vita-morte-miracoli di chi è era, è e sempre sarà uno dei suoi idoli ed eroi. La cosa si nota subito ai blocchi di partenza, ma questo non è di certo un male, poiché tale passione ha contribuito a rendere l’intervento decisamente più interessante e coinvolgente, dato che il suo entusiasmo non solo è stato trascinante, ma ha permesso agli spettatori di vivere una vera e propria esperienza raccontata da chi, Andrea Pazienza, l’ha visto nascere e formarsi.

pazienzaScegliere un registro altamente personale è stata una scelta decisamente azzeccata, non solo perché si è potuto godere del gusto vissuto della passione di Santonastaso, ma anche perché il relatore ha tenuto un taglio di presentazione decisamente fedele alla filosofia di Pazienza.
Ogni attore sicuramente studia il suo personaggio e – siccome è uno di quelli bravi – Santonastaso individua il genius loci della conferenza, la persona/elemento che è in grado di catturare l’attenzione del pubblico e guidarla verso un filo conduttore: e chi altri possiede questi requisiti, se non Andrea Pazienza stesso?
Il Paz si era sempre inserito nelle sue opere, magari attraverso degli alter-ego, ma il fumettista marchigiano è sempre il migliore personaggio di sé stesso, il protagonista perfetto dello sue storie e migliore messaggero per veicolare il suo pensiero. Per tanto, Santonastaso interpreta il personaggio di sé stesso, con particolare enfasi e accento sullo spettro emotivo legato alla passione per Pazienza.

Tra aneddoti personali che raccontano l’appassionamento di Andrea (attore) verso Andrea (fumettista) e le tipiche chicche di cultura che solo un verso conoscitore accanito può sapere dopo lunghe ricerche, Santanastaso presenta Pazienza con le sue opere e le sue parole, citandole/mostrandole al pubblico e commentandole dettagliatamente e con un registro linguistico semplice ma efficace. Per esempio, il relatore presenta il fumettista usando le parole con cui si presentò al quotidiano Paese Sera del 4 Gennaio 1981.

Non potendo sapere se tra il pubblico ci fossero esperti o neofiti del Paz, il relatore costruisce un intervento perfettamente bilanciato: né troppo indirizzato ai nuovi adepti, ma nemmeno troppo tecnico e indirizzato ad un pubblico di esperti del settore. Questo ha permesso ai partecipanti di uscire dalla conferenza con un quadro solido, generale ma comunque ben assordito e compatto riguardo le conoscenze di Andrea Pazienza, che spazia dalle sue opere di maggior importanza alla sregolata esistenza condotta mentre era in vita. E infatti, dopo una generale presentazione che si riallacciava a quella di Filippo Mazzarella riguardo la sua indiscutibile bravura, Santonastaso si concentra sulle tre opere con cui Andrea Pazienza ha rivoluzionato il fumetto italiano e gli eventi biografici che l’hanno ispirato a scriverli e disegnarli in veste di autore completo.

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Si parte con Le straordinarie avventure di Pentothal, volume dove c’è il primo Pazienza e la descrizione della sua prima “muta”. Sullo sfondo di una Bologna in preda alle rivolte studentesche, il Paz delinea l’archetipo del suo personaggio, quello del drogato in quanto – grazie alla droga, di moda in quel gli anni “perché girare con la siringa che ti usciva dai jeans, faceva figo”, citando Santonastaso – in grado di stare fra la realtà e la fantasia grazie agli stupefacenti. Ma più che del contenuto (che rimane comunque qualcosa di inedito, rispetto quanto offriva il panorama italiano di allore) di Pentothal viene principalmente esaltata la rivoluzione grafica con l’abbattimento delle vignette all’interno della tavola, lasciando il disegno libero di viaggiare e di occupare varie sezioni della tavola a piacimento.

Si continua con Zanardi, serie di episodi slegati fra di loro avente come denominatore comune la presenza di Massimo Zanardi come protagonista, indubbiamente la creatura più famosa partorita da Pazienza. Santonastaso qui si sofferma eccome sul contenuto delle storie, riuscendo a spiegare il personaggio tanto bene quanto faceva Pazienza nelle interviste. Il relatore riesce a carpire l’animo del personaggio col naso aquilino presentandolo come la quinta essenza della cattiveria, che non viene da una deliberata scelta di esserlo, ma dal matematico prodotto di un sistema in cui il male verso gli altri è l’unico modo per fare del bene a se stessi. Se con Pentothal di descriveva un mondo, con Zanardi si descrivono i suoi abitanti, i coetanei di Andrea Pazienza che si rivedono in un personaggio così vuoto e privo di ideali. Non un mistero se la celebrità di Zanardi supera quella di Pazienza, a volte.

pazienzaSi conclude l’elenco delle tre imprescindibili opere di Pazienza (e anche tutta la conferenza) con Gli ultimi giorni di Pompeo, dove si assiste alla terza, autodistruttiva muta dell’autore. Se le due opere precedenti sono state scandite dalla presenza della droga come semplice oggetto di svago e che faceva da semplice collante tra i momenti in cui disegnare e in cui amare la donna protagonista di molti dei disegni di Pazienza (la donna a cavallo dello squalo, qui a fianco) una volta che l’amore finirà, finisce anche lo sprint positivo dell’autore.

Questa opera segna la maturità artistica di Andrea Pazienza e, per una singolare e crudele coincidenza tra vita e opera d’arte, il suo testamento letterario. Come prima aveva fatto con Pentothal, Pazienza parla attraverso l’alter-ego di Pompeo descrivendo l’oscuro rapporto  – suo e di una generazione interna – con l’eroina, raccontando con un andamento diaristico, la discesa agli inferi dell’autore scandita dalla struggente dolcezza con cui ci fa partecipi della sua fragilità.

Verso le 14:00 e qualcosa la conferenza finisce e Andrea Santonastaso lascia il posto a chi presenterà dopo di lui. Eppure, anche se le sedie si sono svuotate e il relatore è cambiato, qualcosa è rimasto nelle menti e nei cuori di chi ha assistito ad una vera e propria esperienza unica: quella di aver sperimentato le emozioni che solo “un artista toccato dal Dio del Fumetto”, come dice Santonastaso, può suscitare. Una poesia graffiante, velenosa come la ruggine e che ti si appiccica sulle ossa. Eppure, per quanto nociva e difficile da grattar via, pregna di toccante umanità.