Anno 52 a.C.

La campagna militare di Roma contro i Galli sta oramai giungendo al termine. Manca pochissimo e tutta la Gallia verrà sconfitta sotto i fendenti di Roma. Manca Alesia, ultima roccaforte e simbolo della resistenza barbara contro la conquista romana. Vercingetorige è barricato. Circondato dai suoi soldati, impetuosi ed assetati di sangue di centurione. Si tratta di un momento di forte tensione per entrambi i fronti. Una mossa sbagliata segnerebbe la disfatta immediata. Bisogna essere freddi calcolatori, operare in maniera razionale e non lasciarsi investire da sentimentalismi che potrebbero essere la rovina di un progetto più grande. Lo sa Vercingetorige. Ma soprattutto lo sa Caio Giulio Cesare, comandante delle legioni romane che si prepara a scagliare un ultimo devastante attacco al suo acerrimo nemico.

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Questo mese ci troviamo di fronte a tutt’altra tipologia di storia del ciclo Un Eroe Una Battaglia. Se con Le Nebbie di Caporetto si voleva celebrare il coraggio dei soldati e testimoniare gli orrori della guerra, La Pioggia di Alesia è un trionfo di strategia militare e di un uomo capace di ergersi a simbolo quasi divino di una grandezza quale era Roma. Stavolta il team di autori è composto da Giovanni Masi (storia) e Valerio Nizi (disegni).

Con approccio quasi documentaristico, la vicenda inizia con le forze di Cesare in assetto da battaglia, stremate ma determinate a porre fine al popolo barbaro e pagano, quale erano i Galli. Due centurioni, Tito Pullone e Lucio Voreno, vengono utilizzati da Masi come espedienti per una narrazione distaccata e meno intrusiva, fornendo al lettore un approccio più diretto e coinvolgente. Sono due personaggi realmente esistiti, lo stesso Cesare ne parla nel De bello Gallico. Inoltre, saranno sicuramente noti agli spettatori seriali grazie alla serie tv della HBO, Roma, di cui sono protagonisti. Pregustano il sangue ancor prima che scorra. Il rapporto competitivo che si instaura sul campo di battaglia è sadicamente divertente e ricorda molto il duo Gimli/Legolas. Un gioco, nulla di più. Vince chi ne ammazza di più.

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La Pioggia di Alesia è dunque un racconto epico che narra la figura di un eroe carismatico e di grande talento e cultura militare. La carica di Giulio Cesare è bellissima, trionfante ed infonde nel lettore la voglia di urlare “Per Roma!“.

Nizi, nonostante il formato pocket un po’ limitativo, sembra ricreare l’ampio scenario in maniera molto fedele, rappresentando un scontro colmo di sorprese ed imprevisti. Ci da un’idea di come l’esercito romano fosse disposto e del suo assetto. Soprattutto, riesce a dare al lettore una mappa mentale degli spostamenti interni tra rinforzi e cavalleria, importante per coinvolgere maggiormente il lettore. Si rivela molto attento nel voler trasmettere l’espressività romana che va da quella un po’ intimorita del soldato semplice a quella così altezzosa e glaciale che caratterizzava Cesare. Lui è l’Eroe per eccellenza, in grado con uno sguardo di infondere timore o speranza in una partita che necessita sino all’ultimo di ogni giocatore possibile. Un grande ruolo è dunque svolto dai chiaroscuri che accentuano l’aria tenebrosa e severa dei generali delle fazioni opposte. Notevole e fondamentale è dunque il lavoro della coppia Masi/Nizi, architetti di una scacchiera affamata più che mai di vittoria.

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Alesia fu un vero e proprio sfondamento delle linee nemiche, eseguito senza alcuna pietà. Uno smacco simbolo della superiorità imperante di un esercito organizzato e di un generale pervaso sino al midollo del suo scopo.

Questa collana si conferma una scelta vincente, riuscendo a trattare in maniera sensibile ed approfondita finora due grandi eventi storici. Un modo diverso di apprendere nozioni storiche. Difficile non venirne coinvolti.

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