L’abbiamo attesa, mese dopo mese,  carichi di hype per quella che si prospettava essere la serie a fumetti rivelazione di quest’anno. I teaser, le foto, le anteprime. Poi, finalmente, il momento è giunto. Il primo volume di Animosity, nuovo titolo Aftershock, scritto da Marguerite Bennett e disegnato da Rafael De Latorre, edito in Italia da saldaPress. Ho iniziato a sfogliare le pagine quasi un po’ emozionato poiché l’entusiasmo che aveva circondato questa serie, mi aveva contagiato. Forse, però, troppo.

Animosity non mi ha preso particolarmente. L’idea è curiosa e probabilmente originale (escludiamo Uccelli di Hitchcock visto che era riferito esclusivamente ai volatili), eppure, sono giunto all’ultima pagina quasi seccato ed un pelo annoiato. Cosa mi aspettavo? Cosa volevo vedere? Forse, è l’errore che si fa sempre, caricarsi di aspettativa, in maniera più o meno indotta, per poi rimanere con l’amaro in bocca, poiché ci si aspettava quel qualcosa in più che, per quanto mi riguarda, non è arrivato. Ci sono tutti gli elementi per fare il botto vero e proprio, solo che la storia sembra adagiarsi su un terreno a tratti già visto ed esplorato a 360° gradi. Sarà che di scenari post-apocalittici ne son piene le serie tv, le pellicole e anche i fumetti. Certo, tutto è già stato fatto, cambia il modo di raccontarlo. Ecco, Animosity, almeno per il momento, non mi ha fatto percepire la sua particolarità, tranne per la natura dei suoi personaggi.

animosity

Ci sono dei salti temporali improvvisi e fastidiosamente bruschi. Il lettore, leggendo il volume, dovrà tener presente di prendere per buone molte cose, in vista magari di un futuro sviluppo. Solo che, per me, è troppo materiale da digerire tutto insieme, così, senza troppe spiegazioni. Sono sicuramente invogliato a leggerne il continuo per vedere come proseugirà la storia, mettendo magari un po’ d’ordine in un primo volume un po’ confusionario. Non è scattato il processo empatico con i personaggi, se non forse per la bambina, ma in maniera molto superficiale. In poche pagine si passa da uno scenario ad un altro, presentandoci una società profondamente cambiata senza però andare ad indagarne le cause, le conseguenze e la strutturazione del futuro. In 120 pagine ce lo si aspetterebbe un minimo.

De Latorre da vita ad un survival violento ma al contempo circondato dalla tenerezza disarmante che si legge nell’espressione della protagonista Jesse. Crea un mondo animale variopinto e dettagliato, regalando delle cover dei capitoli d’impatto e volutamente aggressive. Gli ottimi momenti di tensione che ci sono esplodono abilmente nelle splash page che rappresentano il disegnatore, oltre ad essere un elemento costante nella storia.

La rivolta degli animali contro l’uomo è sicuramente un buon punto di partenza, vedremo nel secondo volume cosa accadrà, sperando di poter cambiare bandiera.

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