Romics 2016. La Saldapress sfoggia, tra le sue novità, un numero con una cover interamente bianca. Il titolo del brossuratino cita “Green Valley“. Cosa nasconde un numero così apparentemente anonimo e misterioso? È l’inizio. L’inizio di un’avventura che trascende lo spazio e il tempo. Immaginate la mattina di alzarvi, andare in bagno e sciacquarvi la faccia, pronti per iniziare la vostra giornata. Questo l’effetto che ho avuto dopo essermi dedicato alla lettura di questa miniserie. La famosa ventata d’aria fresca che ci piace tanto citare di, più o meno, tutti i film o fumetti, quest’anno l’ho sperimentata con Green Valley, nata in America per la Skybound. Sarà sicuramente la serie che ricorderò con più piacere ed interesse vista l’estrema velocità con cui mi ha preso e trasportato verso un finale mozzafiato. Per intenderci, fatevi su uno di quei roller coaster che vi piacciono tanto (oggi ce l’ho con i paragoni), vi sedete, partite con l’adrenalina a mille e nell’arco di pochi minuti è tutto finito. Brutto eh? Allora non leggete Green Valley. No, scherzo. Leggetela!

Gli abili burattinai sono Max Landis e Giuseppe Camuncoli. Creano una storia che, in nove numeri, mette in piedi di tutto e di più. Se vi raccontassi la trama probabilmente vi rovinerei molte sorprese e rischierei di anticipare anche il più piccolo indizio. Farò dunque un elenco degli elementi presenti nella storia, ai posteri l’ardua sentenza: cavalieri, dinosauri, barbari, astronavi, spade e pistole. Posso sentir riecheggiare nelle vostre menti la parola “trash”. Ma, e lo dice uno che di trashate ne ha viste anche troppe, la serie vi stupirà. Soprattutto per la sua capacità di non scadere mai nel ridicolo, per quanto la situazione sia paradossale. Forse, in una storia del genere, la difficoltà maggiore è proprio quella di riuscire a risultare credibile e, a mio avviso, vi riesce. Il turning point che si verifica nel quinto numero è inaspettato, improvviso, ma molto efficace. Effettivamente a molti tradizionalisti del genere cavalleresco, letti i primi quattro numeri della serie, potrebbe non piacere la piega presa dalla seconda metà dell’avventura… o magari si? Tanto per scoprire dovrete sempre leggerlo.

Quello che Landis ha tra le mani è veramente molta carne al fuoco, gestirlo è impegnativo ma non si fa scrupoli e procede sicuro nella stesura di una sceneggiatura ricca di sorprese e colpi di scena. Costruisce i personaggi numero dopo numero, li fa evolvere fornendone un quadro completo. Sono esseri umani in preda alle emozioni. Si divertono, piangono, ridono e soffrono. Tutto questo viene fuori, in ogni numero, e permette al lettore di avvicinarsi subito ai protagonisti che, pur simbolicamente uniti, sono più smarriti che mai. In un’epoca in cui l’onore e la gloria sono tutto, Landis fa perdere tutto. Annulla tutto e fa ripartire da zero i suoi amati cavalieri, facendogli perdere la loro identità. Gioca con la morte (e a questo punto con i sentimenti del lettore), fornendo colpi di scena quasi gratuiti ma che si rivelano necessari ai fini di un proseguimento sensato verso un finale dai tratti fiabeschi.

Poi abbiamo i disegni di Camuncoli. Commentarli è quasi fastidioso visto che nel campo dei comics, americani e non, è diventato, ormai da qualche anno, una vera e propria istituzione. Che si sia divertito nel lanciarsi in un genere a lui artisticamente sconosciuto è palese. Si gusta ogni suo personaggio, caratterizzandolo nei minimi dettagli. Dall’espressione al singolo accessorio e alle ambientazioni. Il lavoro di preparazione si nota tutto. Leggendo Green Valley viene da chiedermi come sia possibile che, neanche per caso, Camuncoli, in così tanti anni di attività, non si sia ritrovato per le mani un fantasy. Questo possiamo considerarlo un suo piccolo riscatto che trova la massima espressione nelle splash page che popolano la miniserie. Il suo tratto, arricchito dalle chine di Cliff Rathburn e uniti ai sensazionali colori di Jean – Francois Beaulieu, delinea un fantasy visivamente magico e poetico, trasportando il lettore in un viaggio turbolento e burrascoso.

Green Valley può essere letta in due modi. Tramite l’opzione “binge reading”, stile Netflix,  ovvero con l’acquisto del regular pack (ci trovate tutti i nove numeri della miniserie) e/o del premium pack (tutti e 9 i numeri più una blank cover del primo numero da farvi sketchare), o a cadenza mensile, tramite l’acquisto dei singoli brossurati. Personalmente consiglierei la prima opzione in modo tale da potervi immergere immediatamente nella lettura di una serie completa sotto tutti i punti di vista.

Qui, invece, potete trovare il link alla nostra intervista al gentilissimo Giuseppe Camuncoli.