E venne il giorno. Il giorno in cui le nebbie di Caporetto si diradarono per far spazio a forse la più grande disfatta storica dell’esercito italiano. Il 12 Novembre 1917 cessa il fuoco, il silenzio cala sulle trincee soffocando gli strazi e i lamenti dei feriti. I soldati si guardano spaesati, disorientati. Hanno paura. Non tanto degli avversari, quanto del caos. Il disordine di una ritirata, tra le urla e il fuoco incrociato. Crollano le convinzioni, il morale e l’idea di unità.  Altro non possono fare, hanno dato tutto, accettano il loro destino. Chi si ritira e chi, invece, è patriottico fino alla fine dando la vita perchè altri possano sopravvivere.

Su queste premesse si fonda il primo episodio della nuova collana edita da Editoriale Cosmo, Un Eroe Una Battaglia. Perchè Caporetto? La risposta è più semplice di quel che si pensi. L’uscita in edicola infatti, è coincisa con la data del centenario della battaglia. Ha concesso a Giulio Antonio Gualtieri ed Emilio Lecce di unirsi e portare a termine il progetto al grido di “Avanti Savoia!”.

Ne “Le Nebbie di Caporetto” le esplosioni rimbombano e non lasciano tregua ai personaggi o al lettore. I sibili dei mortaii spezzano la tensione che si accumula pagina dopo pagina. I soldati, ciascuno con il loro dialetto, ci forniscono la visione di un’Italia più divisa che unita, come d’altronde al giorno d’oggi è facilmente constatabile. Caporetto fu una mattanza e Gualtieri rende bene l’idea con l’uso di alcune tavole silenti. Personalmente ritengo che la storia sia perfettamente intuibile e dotata della stessa (se non maggiore) efficacia senza dialoghi. Non c’è più tempo per le parole, è il tempo di agire, di sopravvivere. Tutto il resto è morte e oblio.

Emilio Lecce sceglie uno stile che ricorda talvolta il manga per il tratto e l’uso dei grigi. A mio avviso, nel suo scopo di rappresentazione dell’evento bellico, riesce particolarmente nelle panoramiche e nei campi lunghi fornendo una visione quasi cinematografica e documentaristica della vicenda.

Menzione speciale va resa a Elia Bonetti e Fabrizio de Tommaso per le loro cover (rispettivamente regular e variant) dal forte impatto emotivo che, con il loro elevato realismo, tolgono il fiato.