La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.

Primo Levi.

Se dovessimo scegliere la descrizione perfetta per Dreaming Eagles, lavoro di Garth Ennis e Simon Coleby, da inserire in quarta di copertina, in modo da invogliare un possibile lettore all’acquisto, questo aforisma di Primo Levi sarebbe il compromesso perfetto.

Sono rari i casi in cui una semplice frase riesce effettivamente a riassumere l’intero contesto socioculturale che un’opera si porta dietro, ma qui i punti in comune con quanto detto da Levi sono molteplici e, trattando tematiche strettamente collegate, l’aforisma si impone come descrizione massima del lavoro proposto dalla AfterShock. Seguendo quanto appena detto, Dreaming Eagles è proprio questo: memorie, che smettono di essere celate, che riaffiorano alla mente fungendo da monito per il futuro, cercando di insegnare attraverso quanto accaduto in passato.

dreaming eagles Nulla di nuovo, quindi. Il panorama letterario è costellato di opere che si prefissano tale obbiettivo, tuttavia questo anomalo prodotto nella bibliografia sregolata e sopra le righe di un autore come Garth Ennis fornisce uno spaccato differente, esaminando trasversalmente problematiche che continuano ad essere presenti.

La storia viene narrata su due diverse linee temporali, strutturata tra presente e passato. Partendo dall’espediente delle marce tenute da Martin Luther King nel 1966, in pieno periodo Black Power, ci viene presentato quello che sarà il fulcro di tutta la storia, ovvero un rapporto genitoriale di matrice conflittuale, in quanto figlio di tempi diversi. I nostri protagonisti, apparentemente così differenti finiranno, tuttavia, per assomigliarsi sotto i punti più disparati.

Da un lato troviamo Reggie Atkinson, padre e marito modello, veterano di guerra; dall’altra suo figlio Lee, completamente votato agli ideali di M.L. King, insofferente nei confronti della folle vita riservata agli afroamericani, in un paese che dovrebbe fare della democrazia il proprio fiore all’occhiello. Gli scontri tra i due sono vividi, Reggie non approva gli ideali di King, definendolo un “dispensatore di zizzania”, mentre suo figlio vede nella figura genitoriale tutto ciò che disprezza, credendolo non capace di alcuna reazione.

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Sono queste le basi sfruttate da Ennis per poterci narrare tutt’altra avventura, quella delle Redtails, le code rosse, il primo gruppo di piloti afroamericani dell’aeronautica militare. Ciò che viene raccontato non è solamente la nascita di un reparto, il Tuskegee Airmen, ma la reale difficoltà di un’itera fetta della popolazione americana, anche se non considerata tale.

L’intero lavoro diviene una metafora dei tempi che, nonostante trascorrano inesorabili, finiscono per risultare ciclici. Ci troviamo di fronte alla disillusione di un padre che teme per il proprio figlio e che, attraverso le proprie esperienze, cerca di far comprendere come tutti gli ideali che egli si ritrova a sostenere esistessero già da tempo e non furono dimenticati ma, più semplicemente, vennero accantonati per un motivo folle quanto reale: la sopravvivenza. Quello che Ennis mette su carta è uno dei capitoli più tristi e bui della storia americana, dove viene trattato il razzismo nella sua forma più pura, analizzandone con estrema accuratezza tutti gli aspetti grotteschi. Viene sviscerato ogni tema pertinente, partendo dalle credenze popolari, affiancate da millantate ricerche scientifiche, fino ad arrivare agli aspetti più pratici della discriminazione.

Con occhio critico e cinico l’autore irlandese accompagna il lettore in una scrupolosa analisi della gretta natura umana, la quale porta un essere dal così grande potenziale a comportarsi come la più ottusa delle bestie. Ennis muove, inoltre, un’aspra critica verso l’America stessa, che, sopratutto negli ultimi anni, sembra essere poco cambiata rispetto agli anni ’40 e ’60.

Sono andato in guerra contro i nazisti e, per venticinque anni, ho avuto paura solo degli americani.

Reggie Atkinson.

I sei numeri che compongono Dreaming Eagles innovano proprio in tal senso, proponendo un diverso spaccato, ed una visione differente rispetto al classico fumetto di guerra. La figura nazista passa in secondo piano, lasciando il vero spazio antagonistico agli stessi americani. Ci viene offerto uno stralcio di vita comune, se si ha il coraggio di definirla tale, scandita dalla paura e dal rischio, il quale, indistinguibile, colpisce da ogni direzione. In un simile contesto sociale il “diverso” è facile preda di qualsiasi fuoco.

dreaming eaglesEnnis ci mostra come la forza di volontà e gli ideali possano cambiare la vita di un uomo, finendo addirittura per piegarla nel fisico ma mai nella mente. I nostri protagonisti compiono un percorso di crescita polivalente che li porterà ad avvicinarsi, aiutando Lee a comprendere i comportamenti paterni e, nel caso di Reggie, facendo riaffiorare dal mare della memoria i rottami di quegli ideali che erano costati così tanto. Dreaming Eagles insegna, compiendo un percorso molto particolare, accompagnando gradualmente verso quella naturale comprensione a cui giungono anche i nostri protagonisti: nella vita, in un contesto sociale degno ed equo, non si dovrebbe mai avere bisogno di piegare la testa ed essere accondiscendenti nei confronti dei fanatismi. Ciononostante, non si dovrebbe nemmeno agire impulsivamente, in preda alla rabbia.

Questa miniserie, come dicevamo, si classifica in modo quasi anomalo nella produzione Ennisiana, in quanto esula dal classico contesto violento, esasperato e/o esagerato. L’irlandese, per le tematiche trattate e la storia raccontata, sceglie di utilizzare un approccio molto più didascalico, senza, comunque, disdegnare l’azione nella sua forma più classica. La somma di quanto detto è riassumibile nelle ottime tavole di Coleby, che nelle sequenze aree mostra tutto il proprio potenziale, comunque accompagnato dal puntuale scandire del racconto che riempe l’albo in ogni sua parte, senza mai sfociare nella pedanteria.

Menzione a sé va fatta al tratto di Coleby, il quale risulta perfetto per l’occasione. I toni scuri e cupi posti in contrasto con i colori chiari dei cieli e scintillanti dei caccia riescono a sottolineare in maniera ancora più netta il grande significato delle azioni compiute dalla novantanovesima squadriglia. Unica critica al comparto grafico è rivolta all’altalenante resa dei volti, i quali, in diversi casi, risultano poco curati rispetto al livello medio dell’artista.

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Un plauso esclusivo va fatto alla saldaPress, casa editrice che continua a proporre prodotti di qualità (la scelta di acquistare i diritti AfterShock è stata ottima) con una cura minuziosa. L’edizione brossurata di Dreaming Eagles è un piacere al tatto, stampata su carta resistente e pregiata, con contenuti aggiuntivi molto interessanti: una postfazione di Ennis, pagine della sceneggiatura originale unite ai fenomenali studi di Phil Hester e Francesco Francavilla per le copertine.

Dreaming Eagles è un lavoro pienamente riuscito, il quale centra perfettamente l’obiettivo prefissatosi, riuscendo ad insegnare attraverso una cronaca di tempi ormai andati, da cui si può sempre imparare. È un’opera pregna di speranza, nonostante il dramma di cui si fa portavoce. Si tratta di un prodotto concettualmente ottimo poiché utilizzabile come monito in qualsiasi momento storico. Guardato con l’occhio critico che si dovrebbe avere al giorno d’oggi, consapevoli di quanto accade intorno a noi, Dreaming Eagles acquista un valore ancora maggiore, volando a livelli ancora più alti.