Per parlare di THOR: RAGNAROK bisogna rispondere a una semplicissima domanda.

Perchè se la Marvel, insieme a DC e Fox, ci ha insegnato qualcosa è proprio il non avere aspettative. Dobbiamo ringraziare i trailer che oltrepassano abbondantemente il minutaggio consigliato per dare un’idea della pellicola. Oramai, in media, escono quattro o cinque trailer per film, rivelando colpi di scena, personaggi ed easter eggs che avremmo volentieri avuto il piacere di scoprire direttamente in sala. Tutto ciò porta lo spettatore a porsi una semplicissima domanda: “ Ma io al cinema che ci vado a fare?“. Come dargli torto? Esempi lampanti sono Batman V Superman o Spider-man: Homecoming, o più o meno tutti gli altri cinecomics, con le dovute eccezioni.

Perché questo preambolo? Semplice, se i numerosi trailer ci hanno insegnato a non goderci nulla di nuovo in sala, allo stesso tempo ci hanno portato a non avere alcun tipo di aspettative. Rivelandoci esattamente cosa e come si svilupperà un determinato evento, unito alle indiscrezioni spesso rivelate dallo stesso regista o cast, è difficile che nella nostra mente si formi il concetto di hype. O meglio, magari esiste, ma non viene sufficientemente stimolato, proprio per questa abbondanza di materiale. Parlando della Marvel: la conosciamo, abbiamo capito perfettamente lo stile e i toni di cui intende usufruire nei suoi film, eppure ci sono ancora spettatori che di fronte a una battuta o una situazione comica storcono il naso o rimangono delusi. D’accordo, in THOR: RAGNAROK c’è più comicità che dramma, ma seriamente vi aspettavate il film sulla mitologia norrena rivelazione dell’anno dai toni cupi e tenebrosi? Il trailer parla sufficientemente chiaro. THOR: RAGNAROK sarà un film dove voleranno botte, battute e testosteroni. Nulla di più. Non si prefigge chissà quale obiettivo. A mio avviso, troppo bene hanno saputo integrare la ridotta (non per questo inefficace) porzione di dramma all’interno di un quadro più leggero e goliardico.

Lo spunto galattico era quello di cui questo personaggio aveva bisogno. Lontano dai problemi terrestri e isolato dalla continuity, Thor può finalmente vivere la sua avventura incarnando l’Odinson che da molto speravamo di poter vedere. Niente più drammi esistenziali, atmosfere pesantissime o fuori luogo. Thor è senza martello e può finalmente mostrare quanto sia degno del suo nome. Apparentemente accantonato anche il conflittuale rapporto con il fratello Loki che, grazie a una sceneggiatura che gli ha concesso un cambiamento effettivo e non più una linea piatta e stereotipata, si evolve. Che Tom Hiddleston si sia divertito tantissimo in questo film è certo. Per quanto l’elemento comico sia preponderante (e che ammetto qualcuno troverà probabilmente fastidioso), questo film regala sicuramente una maggiore e netta crescita dei personaggi. 

ragnarok

Lo scontro con il Golia Verde arriva, tuona e rimbomba per tutta l’arena, bellissimo e senza esclusione di colpi. Ecco, se volessimo parlare di aspettative questo confronto le appaga in pieno. Non è ridotto all’osso, il CGI lavora duro per regalarci quello per cui abbiamo veramente pagato.

THOR: RAGNAROK è un vero e proprio spettacolo pirotecnico, arricchito dei colori più vari e luci sgargianti, contornato da una colonna sonora che spacca (Immigrant Song, Led Zeppelin), caratterizzato da un ritmo rapido e piacevolmente frenetico. Ma il pregio più grande che una storia possa avere è che sia effettivamente interessante da guardare. Da tempo non avevo questa sensazione con una pellicola Marvel. Sicuramente bisogna ringraziare James Gunn e i suoi Guardiani che hanno fornito un nuovo modo di approcciare cinecomics e non.